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Ciao mia cara, ti scrivo questa mail oggi ma non la spedisco.

Devo lasciarmi cullare. Sto ancora godendo dei frutti di stanotte, che ti elenco:

  • il mal di testa più bello degli ultimi tempi,
  • le borse sotto gli occhi più gloriose che mai,
  • il bruciore agli occhi più desiderato
  • ed il naso tappato che vorrei si sturasse ma mi ricorda che nonostante il freddo stavo bene.
  • Inoltre ho ancora la lingua impastata e mi sento dislessico.

Sono arrivato a casa alle 3, ad un certo punto ho anche rischiato di crollare contro un citofono.

Ma tutto magnifico, dal panpepato al tuo ripetere perpetuamente “versò il vino e spezzò il pane…” ad ogni bicchiere.

Dal corridore impavido e stoico su è giù a mezzanotte allo sbandamento mentre liberavi la bicicletta.

Mi sono fermato al forno perché avevo lo stomaco in subbuglio, la mia faccia in quel momento era scandalosa, il fornaio guardandomi sorrideva di gusto.

Peccato fossero le tre, avrei preso la chitarra (non so suonare ma suono per te…)

Solo noi possiamo comprendere, non pretendo che altri lo facciano, non voglio o forse vorrei che altri provassero, ma non so.

È qualcosa di personalissimo, intimo, di MIO di TUO.

È il riguardare la cicatrice, è il riascoltare Disperato erotico stomp di Dalla (che proporrò alla band, o Futura o Anna e Marco)

Niente, volevo dirtelo, non oggi, non domani che compi gli anni, ma non vuoi festeggiare, ma volevo dirtelo, non so ancora quando invierò la mail ma volevo dirtelo.

Ti abbraccio e prima di spedire non rivedrò nemmeno una virgola, sarebbe rompere l’incanto di questo momento!

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Mio caro,

non trovarti i giorni dopo è stato riassaporare un vuoto conosciuto, che non fa male perché so che vuoto non è. Perché finalmente so che ti ritrovo, ci ritroviamo; tra settimane, mesi, ma ti ritrovo, ci ritroviamo. In salita o in riva al mare, di notte o all’alba, ci ritroviamo.

Infatti è arrivata questa tua, sorprendente come allora: ha lo stesso calore, lo stesso cuore dietro, lo stesso incanto che si ripete.

Sono sincera, pensavo qualcosa si fosse spezzato. invece no, si è “solo” nascosto. Se scrostiamo un po’ le quotidianità, se ci fermiamo un attimo, eccolo, in un angolino segreto, dove si custodiscono le cose preziose.

è stato bello, bellissimo. una delle serate più follemente sane della mia vita. e come la maggior parte di cose follemente sane, in mezzo c’eri tu.

Sono uscite parole che aspettavano da tanto di essere pronunciate, e l’abbraccio che aveva bisogno di rinnovarsi, sempre incantevole e più cosciente, un abbraccio che ha sanguinato e proprio per quello che continua a non passare insignificante.

Ritorno ora a quella sera, la luce calda e la pioggia. l’allegria del vino e la condivisione del panpepato, le parole, i sorrisi.

e di nuovo ti abbraccio

TUA

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Due cose su MaddalenaValentinah

Maddalena Valentina, alterego di Valentina Maddalena. Una ragazza (o forse due) che adorano la scrittura. Le nostre storie sono diametralmente opposte. Maddalena è di Eboli e Valentina di Cercola - o viceversa - (anche se adesso vive al nord). Si sono incontrate a Lourdes (forse) o al liceo Garibaldi di Napoli? All'università a Pisa o a Praia a Mare sulla spiaggia? Buona lettura a tutti

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