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“Quello biondo si chiamava Sauzer. Come il nemico di Kenshiro, quello biondo della Scuola di Nanto. Ci sapeva fare con i macchinari, Sauzer, con le gabole di ogni genere. Lui, era il Power Ranger rosso. Quello ricco si chiamava Patrese. La ricchezza di suo padre imprenditore l’aveva trasformato a propria immagine e somiglianza. Da dentro, come un cancro. Lui, era il Power Ranger verde. Quello scuro si chiamava Braulio. Era scuro sia fuori sia dentro, forse perché la sua famiglia era della provincia di Sondrio, su in montagna, dove quando fa scuro fa scuro sul serio. Lui, era il Power Ranger blu. Quello divertente si chiamava Trentatré. Era uno che arrancava, era quello senza mountain bike, con la Graziella di sua madre. E dover compensare, si sa, rende divertenti. Lui, era il Power Ranger giallo.
Ho richiuso gli occhi, e ho riacceso la luce. Ho controllato. Il tavolo della taverna della seconda casa era ancora lì, immobile, e immobili erano pure quei quattro futuri ex adolescenti. Ho rispento la luce, e ho continuato a guardare.”

Ieri domenica produttiva: sono stata nella mia libreria di Monza preferita, Libri e Libri, ad assistere alla presentazione del libro d’esordio della Rinomata Offelleria Briantea, Pagina Uno Edizioni, ovvero collettivo di scrittura di 4 ragazzi che si conoscono sin dagli anni del liceo, il Frisi per la precisione.

Devo ancora leggere questo libro, ma, da alcuni brani letti durante la presentazione, posso intuire che mi piacerà molto, perché mi ci rivedo in quella Monza lì (ci sono nata anch’io), degli anni Novanta, e c’è tutto l’immaginario della cultura pop di quegli anni: i power rangers, Non è la Rai, Jack frusciante è uscito dal gruppo, il fenomeno delle boyband, ma anche i Nirvana (menomale!); e poi c’è la parte seria di quegli anni: la guerra in Yugoslavia, mani pulite, le guerre nel golfo…le manifestazioni e le okkupazioni del liceo. Ricordo tutto come se fosse ieri…

È un’escursione negli Anni Novanta, della generazione cd. xennial, di chi, in quei dieci anni di fine millennio lì – tra la diretta TV del botto di Senna al Tamburello e quella del botto delle Torri Gemelle – si è giocato bene o male il ruolo di “teenager”. È una lettera – d’odio più che d’amore – indirizzata a una provincia in cui si nasce e non si cresce mai per davvero: Monza e Brianza, con tutti i berlusconismi e i Gran Premi di Formula Uno del caso. 

È un romanzo di formazione destrutturato, con una leggerezza nello stile molto ricercata ed una altrettanto facilità di lettura. LO CONSIGLIO!

Qualche informazione su @mizuage76

Diplomata al Liceo classico Zucchi a Monza, laureata in Giurisprudenza a Milano, attualmente sono funzionaria presso il consiglio regionale e lavoro per il Garante dei detenuti regionale. Appassionata da sempre di libri, mi piacciono anche la musica e il cibo! Ah, sono anche mamma di due bimbi, per cui faccio le capriole ogni giorno per riuscire a fare tutto....anche leggere!

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