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Nel 1996, dopo aver partecipato ad una crociera di lusso per conto di “Harper’s”, David Foster Wallace pubblicò un reportage narrativo dal titolo “Una cosa divertente che non farò mai più”. Nel saggio Wallace spazia dall’analisi introspettiva dei viaggiatori all’analisi introspettiva di se stesso relativamente alla crociera, e dalle riflessioni più varie sul perché la gente vuole viaggiare alla natura stessa del piacere vacanziero – e tutto con molta ironia intelligente e non scontata.
Dal 2 al 9 agosto ho visitato Lisbona tenendo conto degli insegnamenti di Foster Wallace, e cioè mi sono interrogato su ciò che ho visto, ho cercato di guardare tutto da tutti i punti di vista e ho tentato di riflettere sulle cose che ho fatto. Alla fine quello che è venuto fuori è un “reportage” – questo -, un diario di viaggio e anche un omaggio, se vogliamo, al buon David, perché da quando ho letto “Una cosa divertente eccetera eccetera” non ho più vissuto una vacanza o un breve viaggio allo stesso modo.

 

 

Sono stato una settimana a Lisbona. Ho preso l’aereo per la prima volta dopo dodici anni. Ho aspettato in coda per fare le file. Ho mangiato baccalà praticamente ogni giorno. Ho fatto la spesa più volte in questa vacanza che in tutta la mia vita. Ho scoperto che Ant-Man e the Wasp è Homem Formiga e a Vespa. Ho speso una fortuna in gelati. Ho chiesto scusa a uno sgabello. Sono stato in un negozio di sardine sotto-aceto. Ho mangiato tre volte nello stesso posto ma due cose diverse. Ho fatto la pisciata più lunga che ricordi. Ho quasi rimorchiato credo una francese. Non sono salito su un Tuk-Tuk. Ho assaggiato i pastel de nata. Sono sceso in un pozzo di trenta metri. Sono stato in uno degli acquari più grandi del mondo. Sono entrato in un organo iberico del ’700. Sono andato in mezzo all’Oceano Atlantico a bordo di un gommone. Sono stato a un mercatino delle pulci. Ho realizzato un mio vecchio desiderio. Ho contratto una lista dei debiti come Paperino. Ho bevuto del Porto. Ho fatto un’esperienza disturbante in un ospedale. Ho assaggiato la Ginjinha. Ho toccato l’acqua dell’Oceano. Ho passeggiato ai confini del mondo. Ho scoperto che a Lisbona i treni sono in orario. Ho imparato che arrivo in portoghese si dice destino. Sono quasi morto molte volte.

Qualche informazione su Alessandro Mambelli

Sono nato a Cesena nel 1997. Dopo aver frequentato il liceo scientifico ho capito che la mia vera vocazione era un’altra, così ho cominciato a scrivere e a frequentare Lettere Moderne a Bologna. I miei “maestri spirituali” sono David Foster Wallace, Roberto Bolaño e Neil Gaiman.

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