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Quando ho progettato questa serie di racconti a puntate intitolata Mostri, ambientata in un futuro lontano nel quale il nazismo ha infine prevalso, portando l’Italia alla rovina morale, mai avrei pensato che avrei dovuto scrivere un editoriale come quello di oggi.

Un editoriale che parla di violenza, di cronaca nera, di brutalità e, purtroppo o per fortuna, di politica. Politica attuale, attualissima.

Il fatto è che, rileggendo l’ultima puntata di Mostri, Gente Felice, nella quale il nostro Closardi entra nella casa di un abitante di quest’Italia distopica, piena di bandiere naziste e crocifissi, ho tremato. E ho capito che, se non avessi dedicato qualche parola di quest’articolo anche ai fatti di Macerata avrei perso un’occasione di dire una cosa a cui tengo molto.

Closardi nasce come un racconto “antifascista”; di un antifascismo non tanto politico, quanto morale, che tenta di mettere in risalto la brutalità delle ideologie più estremiste e fanatiche attraverso lo strumento del thriller.

E’ ambientato in un’Italia futuristica, quella del 2104, nella quale, dopo una guerra devastante contro dei “califfati arabi” un regime nazista ha preso il potere, riaperto i campi di sterminio, riattivato il processo di pulizia etnica. Non lo dico chiaramente, ma leggendo fra le righe si capisce.

 Non vuole essere un racconto “politico”, ma a suo modo di riflessione su come la violenza può diventare un tratto distintivo di una società attraverso un processo lento ma terribile.

Nell’episodio che ho pubblicato venerdì, in particolare, parlo di “gente felice”, una famiglia come tante, che in casa tiene svastiche e foto del Furher accanto alle fotografie delle feste di compleanno del piccolo di casa. Più che la banalità del male, la normalità della violenza all’interno di un contesto sociale.

In quel mondo la violenza è diventata una risposta ad altra violenza; c’è stata l’invasione di dei demoni dall’inferno, le grandi religioni hanno combattuto una guerra terribile per vedere quale fosse realmente degna di affrontare il Male, e dopo hanno instaurato dei regimi militari sui loro popoli, basati su ordine e coercizione.

La gente ha avuto paura, si è chinata al loro volere per non finire fra le fauci dei Demoni, e i fondamentalisti hanno vinto.

E’ tutto qui, ragazzi, purtroppo: il fanatismo politico nasce (anche) dalla paura per l’altro. Paura ingiustificata, certo, ma spesso resa reale non tanto dagli apparati di informazione pilotati (che pur ci sono, anche oggi in Italia, in un certo qual modo…) oltre che dalla pura, semplice, straordinaria, aberrante ignoranza.

Spesso le persone non capiscono quello che hanno davanti. Non capiscono i fenomeni politici e culturali, la loro portata, nel male come nel bene, e preferiscono una terrificante semplificazione del Mondo all’interno di retoriche politiche più rigide (e furbe).

Pensavo di aver già compreso questo facile assunto, perché sono un appassionato di Storia e politica e ho studiato molto il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Sapevo già che il nazismo non è stato solo il prodotto di chissà quale complotto politico ordito da Nyarlatothep, ma semplicemente il frutto di molta, molta, molta incapacità delle “persone comuni” di capire il mondo che li circondava.

Non sapevo ancora che oggi, dopo molti anni di “militanza”, avrei dovuto scrivere un post per dirlo ad altri. Pensavo che la nostra società fosse immune, e che le avventure di Closardi fossero solo belle costruzioni narrative basate su qualche assunto politico da bar.

Ho paura che possano divenire molto di più: un’occasione di riflessione sul culto della violenza e su come da essa si possano generare degli eventi politici terrificanti.

Fa strano scrivere questo post, e sono anche imbarazzato nel farlo.

Oltre che addolorato.

Qualche informazione su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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