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Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” del 1987, da cui è stato tratto il film del 1991 “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” – alla cui sceneggiatura ha partecipato la stessa autrice ed al seguito del quale ha scritto un ricettario intitolato “The Original Whistle Stop Cafe Cookbook” (esiste in Italia un libro dedicato anch’esso all’immaginario ristoro ferroviario e che ripropone le ricette di tutti i piatti citati nel romanzo: “Pomodori verdi fritti e altre ricette. Piccole e grandi rivoluzioni alla fermata del treno” di Barbara Buganza).

Ho letto questo libro dietro suggerimento di un’altra blogger, nonostante ne conoscessi già la storia, grazie al film visto da ragazza e rivisto casualmente di recente.

Intorno al caffè di Whistle Stop di Idgie e Ruth, situato vicino ai binari del treno nel profondo sud degli Stati Uniti, si svolge tutta la storia: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione, barboni e neri trovano conforto in Idgie e Ruth, che non negano mai un pasto caldo a nessuno, e per questo arrivando quasi allo scontro addirittura con il Ku Klux Klan locale.

Diversi i temi affrontati lungo tutto il romanzo con maestria e leggerezza dall’autrice: odio razziale, invalidità, omosessualità, vagabondaggio, solitudine, disparità nei sessi, eutanasia, solidarietà.

La scrittura di Fannie Flag conquista: rende unici e vivi i personaggi descritti, affianca alla loro drammaticità un humour irripetibile, facendo rivivere al lettore l’atmosfera, i luoghi e le strade impolverate della Whistle Stop anni Trenta e dando la sensazione di fare parte del romanzo stesso.

E’ difficile, alla fine della lettura, lasciar andare il romanzo: negli ultimi capitoli, nel momento in cui Whistle Stop piano piano si dilegua, i personaggi svaniscono ed il racconto volge al termine, si prova nostalgia e tristezza, perché Whistle Stop è un mondo che ti penetra e che si fa fatica a salutare.

La storia è stata acclamata da Harper Lee, l’amatissima autrice de “Il buio oltre la siepe”, la quale, parlando del romanzo di Fannie Flagg, disse: «Gli aerei e la televisione hanno cancellato i Threadgoode dalla scena del Sud degli Stati Uniti. Per fortuna Fannie Flagg ne ha conservato un’intera comunità, in un romanzo dalla comicità ricca e commovente, raccontando le loro vite esuberanti e la tristezza della loro scomparsa. Idgie è proprio una Threadgoode: Huckleberry Finn avrebbe voluto sposarla!»

“A ripensarci, mi sembra che dopo la chiusura del Caffè il cuore della città abbia semplicemente cessato di battere. È strano come un posto da nulla come quello riuscisse a tenere unite tante persone. Se non altro ce ne andremo con tanti ricordi, e soprattutto ce ne andremo insieme.” così conclude il racconto Ninny.

Ora, non vedo l’ora di leggere gli altri romanzi di Fannie Flag!

 

Qualche informazione su @mizuage76

Diplomata al Liceo classico Zucchi a Monza, laureata in Giurisprudenza a Milano, attualmente sono funzionaria presso il consiglio regionale e lavoro per il Garante dei detenuti regionale. Appassionata da sempre di libri, mi piacciono anche la musica e il cibo! Ah, sono anche mamma di due bimbi, per cui faccio le capriole ogni giorno per riuscire a fare tutto....anche leggere!

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