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Un caffè, per favore!

Quanti ne ha presi oggi?

Non ricordo perché?

Il caffè rende nervosi.

Saranno fatti miei!

Sono anche fatti miei, è nel mio bar.

Ok, quanti ne posso assumere?

Dipende dal tipo di contratto.

Intendo la dose in tazzine. La smetta.

Se sono part-time il doppio, o la metà. Dipende dalla percentuale.

Percentuale?

Quanto sveglio deve stare o quanta rabbia deve colmare (o calmare).

L’ideale sarebbe, tanto e tanta. Posso avere il mio caffè?

Allora le serve un tempo indeterminato, full time.

Dove devo firmare per avere questo caffè!

Al, bancone si accomodi, quanto zucchero?

Amaro!

Amaro?

Si.

Del capo? Se comanda lui non posso fare altrimenti?

Ma altrimenti cosa? Altrimenti?

Menta! Non dica falsa testimonianza!

Guardi io le ho chiesto solo un caffè, sincero. Un caffè amaro.

Ecco l’amaro.

Ma volevo un caffè, un caffè!

Quanti ne ha presi oggi?

Ricomincia, aspetti faccio il conto.

Eh no il conto lo faccio io. Siamo già a due caffè ed un amaro… e la menta la offro io.

Ma non ho preso ancora nulla.

Già dimenticavo, lo zucchero.

Perché si paga a parte?

Non è mica ordinario.

Ecco adesso ci mancava lo straordinario. Quanto costa in più?

Dipende dalla percentuale.

Non sono mica diabetico.

E che vuol dire?

Che debbo dire?

Cosa vuole? – Dica, dica lei.

Un caffè le ho chiesto un caffè.

Si è vero mi ha chiesto un caffè.

Eccolo.

Grazie ma…è zuccherato, lo volevo amaro.

E già!

Almeno potrebbe correggerlo?

Non ci sono errori.

È un orrore, è pessimo, è dolcissimo.

Chiamo il sindacato non può dirmi questo.

Può chiamare anche il sindaco, guardi, me ne vado.

No aspetti lo chiamo subito.

Chi chiama?

Il sindaco. Anzi inizio a preparare il caffè anche per lui. Due caffè.

Li berrà entrambi il sindaco, me ne vado.

No, non vada via, il sindaco è occupato, preparo un solo caffè.

Meglio, avrà il suo da fare!

Da fare cosa?

Saranno fatti suoi, faccende private.

Fatti miei?

No del sindaco.

Ok, non sindaco più.

Basta, quanto le devo.

Solo devozione.

Ok, le sono grato.

Grazie per la gratitudine.

Qualche informazione su inverosimilmente

Mi chiamo Salvatore Improta, (on line con il nickname Inverosimilmente). Sono nato a Napoli nel 1979, vivo a Bologna dal 2001 e lavoro a Rimini dal 2015 come responsabile di Sistemi di Gestione. Sono un accanito lettore, figlio di un litografo - casa dei miei genitori è invasa da carta stampata. Tra i miei autori preferiti... Saviano, Auster, Fante, Ammaniti, Brizzi...mi fermo solo per questioni di spazio.
Mi sono avvicinato giovanissimo alla scrittura, in primo luogo di racconti brevi.
BRUCIA è il mio secondo romanzo (il primo ad essere pubblicato) è disponibile dal 15 novembre tra gli e-book della grande famiglia Geeko!

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