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Ella era seduta sulla piccola terrazza di un bar affacciato sul mar Ionio. Si trovava in vacanza a Zante, con degli amici. Ella era una ragazza interessata alla cultura, ai libri, al cibo, ai profumi di una terra sconosciuta, al viaggio. Viaggiava tanto. Aveva gustato piatti di cous cous facendo un tour del Marocco, sentito il profumo dei limoni e dei gelsomini visitando la Sicilia, aveva perso la cognizione del tempo ammirando i templi buddisti in Laos, e adesso si trovava a Zante ad ascoltare il suono del mare. Era immersa nei suoi pensieri e gustava il suo caffè quando, al tavolo vicino al suo, si sedette Carlos.

Carlos era un militare argentino in viaggio in giro per l’Europa. Anche lui amava viaggiare e godersi la piena libertà che purtroppo il suo lavoro spesso limitava. Si guardarono subito, sorridettero, e Carlos fece una battuta: “Quanto è bello il suono del mare. Mi rilassa. ”

Da quel momento iniziarono a conversare, parlarono di cultura, di viaggi, di paesi, usi e costumi, abitudini strane, divertenti, diverse. Il mare faceva da sfondo a quel quadretto felice di due anime che si aprirono l’una con l’altra e il sole illuminava gli occhi di entrambi rendendo il loro feeling palese e chiaro.

La loro conversazione continuó in giro per tutta l’isola ammirando le case bianche e blu, i fiori di ogni colore, le strade piccole e i ciottoli a volte totalmente scomodi. Ridettero, scherzarono, parlarono, si conobbero. Pranzarono e cenarono insieme mentre gli amici di entrambi si chiedettero dove erano finiti. Si, perché quello era l’ultimo giorno per entrambi sull’isola. Il giorno dopo Ella sarebbe tornata in Germania e Carlos in Argentina. Così si scambiarono i contatti e tornarono nelle loro camere d’albergo.

Nelle settimane successive una cosa non cambiava: Ella non smetteva di pensare a Carlos e lui non smetteva di immaginarla al suo fianco.

Cominciò una corrispondenza fatta di mail, messaggi, videochiamate. Più si conoscevano più si piacevano. Ma vivevano in due paesi totalmente lontani fra di loro. Come era possibile portare avanti una relazione del genere? Non c’era mai stato neanche un conttato fisico eppure, avevano un feeling che li teneva attaccati a ogni mezzo possibile pur di poter parlare tra di loro.

Dopo un’anno di corrispondenza i due decisero di incontrarsi in un paese lontano da entrambi, il Giappone. Decisero di viaggiare insieme, ammirare i ciliegi in fiore, gustare ramen, sushi e prelibatezze di ogni tipo, ammirarono la vista mozzafiato dal balcone del loro hotel. Ebbero il loro primo contatto fisico dopo mesi di empatia e conoscenza a distanza. Si amarono, profondamente e intensamente. Ogni giorno la passione cresceva e l’intesa mentale era sempre più forte. Ma come risolvere il problema fisico della distanza, quando il loro tempo in Giappone sarebbe finito? Era il loro grande problema. Non avevano un modo per vivere insieme.

Così, decisero che la loro relazione sarebbe rimasta così. Avrebbero fatto un viaggio ogni anno, si sarebbero amati in paesi diversi, avrebbero scoperto culture nuove insieme, gustato cibi, osservato tramonti, avrebbero fatto l’amore in mare, provato surf insieme, fatto escursioni in montagna, andati in bicicletta attraverso pianure sconfinate, dormito nel deserto e mantenuto il loro rapporto così fresco, passionale, strano, impossibile per molti ma non per tutti.

A questo aveva portato quel primo caffè bevuto insieme. Un caffè al profumo d’amore.

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