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SHEILA, ONE E LOTUS
Nello spazio di Sirio 2 il tempo più che una definizione era una bolla senza tempo e il College nel quale da circa 50 anni vivevano Sheila, One e Lotus era il migliore in assoluto di tutta la Galassia. I ragazzi avevano cominciato da “ELETTI DI 2° LIVELLO” e, esame dopo esame, esperienza dopo esperienza, si erano ritrovati allo stato attuale, primi dei loro corsi e amici pressocché inseparabili. Shelia, One, Lotus erano ora di fronte alla proiezione olografica del Gran Elal: Sapevano che era una giornata molto importante per ognuno di loro e per nulla al mondo se la sarebbero persa. Ciononostante vivevano e sentivano profondamente tutta una gamma di emozioni e di sensazioni come mai nei loro seppur limitati secoli di vita avevano provato. Tutto sommato erano solo dei ragazzi e, in quanto tali, non ancora in grado di tenere a bada gli scambi umorali che si producevano nelle loro ghiandole . -Buongiorno Sheila, molto carino il tuo abbigliamento!
-Ben trovato One, sempre su di giri!
– Ti vedo bene Lotus , pensieroso come sempre?
Esordì così il Gran Elal.
Il Grande Elal: la sua immagine li aveva accompagnati per anni quasi quotidianamente nel loro percorso di studio e di crescita: era stato Maestro, compagno, istruttore severo o insegnante permissivo, consigliere in ascolto e sempre presente : in poche parole aveva fatto di loro proprio ciò che erano in quel momento e loro, consapevolmente, gli erano grati enormemente.
– Comprendo le vostre emozioni, ne percepisco la consistenza e la condivido come grande regalo.
Oggi è una giornata molto importante per voi, sapete che siete all’Esame di Plasticità e Creatività.
Il vostro corso di studio è stato, sotto molti aspetti, pesante, sotto altri, divertente e giocoso.
Oggi e per i prossimi giorni sarete impegnati in qualcosa che vi prenderà ogni oltre vostro compito precedente.

Ricordate che da voi ci si aspetta molto.
I ragazzi si guardarono sorridendo imbarazzati e anche un po’ preoccupati, sapevano che nulla di male poteva accadere loro . Sapevano che soltanto uno avrebbe vinto la borsa di studio e si sarebbe laureato con il massimo dei voti, ma sapevano anche che tutti e tre avrebbero trovato un lavoro nel Progetto, e questo comunque li tranquillizzava per il loro futuro.
– Guardate miei cari- riprese il Gran Elal indicando .
Davanti a loro si aprì una porta e venne introdotto un grande contenitore trasparente.
All’interno di esso, un specie di brodo vegetale, di colore indefinito, pieno di filamenti, corpuscoli, piccolissime scorie, vibrava come sottoposto a onde di sollecitazione. Nella sua vibrazione pulsante sembrava seguire un flusso/riflusso respiratorio, proprio come un essere vivente.
All’improvviso dal soffitto furono fatti cadere tre globi infuocati che, a contatto con il “brodo” cominciarono a sfrigolare e a produrre gas .
Immediatamente si formò intorno ad essi una crosta rosso intenso che virò presto verso il marrone scuro.L’attenzione era massima.
-Come vedete davanti a voi ci sono 3 globi di consistenza magmatica, apparentemente stabilizzati in forma, dimensione e senza rotazione. Uguali per materia e simili tra loro A ciascuno di voi ne verrà assegnato uno sul quale potrete, ognuno per proprio conto, operare con quanto da voi appreso in fase di manipolazione, creazione e materializzazione del pensiero e inventiva personale.
Vi invito a operare con il vostro estro personale, connettendovi però alla vostra essenza più profonda, là dove avete imparato esserci il vostro personale talento.
Avrete a disposizione sette giorni e tutte le attrezzature del Centro Globale cui accedere.
Se posso consigliarvi per il meglio vi invito a predisporre un piano per iscritto di quanto potrebbe
esservi utile, a richiederlo prima possibile e a ritirarvi in una delle Camere di lavoro termo convesse.
I ragazzi guardarono a lungo contenitore e contenuto, si guardarono l’un l’altro con molte domande inespresse stampate sui loro volti: avrebbero voluto chieder senza apparire ingenui o impreparati.
– Grande Elal io avrei bisogno di magma colorato nei colori base, germi patogeni, batteri, organismi monocellulari, acqua naturalmente e gas idrogenati, elio e idrogeno in grandi quantità – Chiese Sheila.
– Io, oltre alle dosi minime consigliate di semi e di piccoli insetti, oltre ai gas primordiali, vorrei anche il kit di vibrazioni acustico-temporali. Continuò One
– Io, invece vorrei quantità infinitesimale di spirito compresso e materia liofilizzata, oltre ad Ossigeno, idrogeno, zolfo e gas vari. Terminò Lotus.
Bene Ragazzi, tutto ciò di cui avete bisogno vi sarà portato nelle vostre celle di risoluzione, ricordatevi, comunque, che potrete tranquillamente richiedere altro materiale e magari consultarvi a mensa sul risultato dei vostri esperimenti. L’unica cosa sulla quale esiste un vincolo è il tempo a vostra disposizione:sette giorni ricordatevi! Ed ora, Buon lavoro!
Detto ciò l’immagine olografica sparì e nella stanza rimase il contenitore illuminato da una luce vagamente surreale e i tre ragazzi.
Sheila era una ragazzona sportiva alta quasi due metri,con i capelli rossi tagliati cortissimi, grandi occhi verdi. Indossava quasi sempre le tute intere della Federazione Stellare ma, poiché le era concesso, ne variava il colore e gli accostamenti a seconda del suo umore fantasioso. Non concedeva a se stessa trucco salvo lucidalabbra colorati di colore pastello, dal verde al giallo, al rosa, al celeste, al violetto, insomma con ogni gamma di colore dell’arcobaleno, basando il colore

sull’emozione indicato negli antichi CODICI.
In fondo amava molto la pittura e la scultura cui si dedicava ogni volta che lo studio glielo concedeva. Era una ragazza determinata e decisa, aveva ben chiare le sue potenzialità genetiche e le sue predisposizioni mentali, in poche parole voleva vincere lei la borsa di studio!
One al contrario era un ragazzo molto dolce, sempre alla ricerca di se stesso.
Aveva lunghissimi capelli color oro che portava quasi sempre legati, Occhi neri dal taglio a mandorla bocca morbida e voce vellutata. Nonostante la giovane età non trasgrediva (né aveva voglia di farlo) a nessuna regola. Anche nel vestire si sottoponeva volontariamente allo standard studentesco. Amava la lettura e conservava decine di antichi libri e video di memoria in cui si immergeva ogni volta che ne aveva voglia.
Lotus era invece il musico del gruppo. Aveva capelli spettinati ricci e neri come gli occhi. La sua pelle color cioccolato splendeva sempre come se fosse stata cosparsa di olio . Il suo viso era sempre atteggiato al sorriso e le sue labbra carnose erano sempre socchiuse in un canticchiare sommesso.
Adorava ogni tipo di musica e sapeva suonare perfettamente ogni tipo di strumento, anche più di uno contemporaneamente. Era un genio nelle sue passioni: capace di creare variazioni di tono e di modulazione perfino nella riproduzione di un soffio. I suoi amici lo adoravano perché era capace di creare un’armonia di suono anche dalla caduta di un capello…..
I tre ragazzi si erano conosciuti circa 50 anni prima durante l’immatricolazione stellare.
Provenivano da tre costellazioni diverse e lontane tra loro.
Nonostante ciò si erano subito trovati in armonia, pur così differenti , al punto di essere soprannominati gli Inseparabili.
In Quel momento spazio siderale, a loro si chiedeva di diventare antagonisti, per la prima volta in tanti anni, in competizione e i ragazzi pur non essendone contenti, si sarebbero impegnati sapendo che chiunque avesse vinto gli altri ne avrebbero gioito… forse.
Così si ritirano nei loro alloggi e cominciarono a studiare
Sheila si sedette di fronte al suo globo e cominciò a studiarne la consistenza, il colore e, con la lente di ingrandimento, le variazioni superficiali. In quel momento il globo era immobile e galleggiava nel liquido.
Allora prese il laser psicotonico e, dirigendo sul globo il suo terzo occhio gli impresse una rotazione. Poiché la velocizzazione aveva prodotto dei gas che si svolgevano in miriadi di piccole bolle, ne rallentò pian piano il movimento fino ad ottenere uno scivolamento su se stesso. Notando che la rotazione era asimmetrica e spostava l’asse del globo, inserì attraverso i poli superiore ed inferiore una cannula laser trasparente. Soddisfatta, osservò che l’azione aveva provocato la stabilizzazione del movimento, la simmetria dell’asse di rotazione, leggermente inclinata e un assestamento superficiale.
Con un sospiro guardò l’orologio psicoenergetico e si accorse che erano passati tre psicogiorni ed era un po’ stanca.
Accese la lampada abbronzante e, con tante idee per la testa, prese velocemente qualche appunto , fece una bella doccia e dopo aver bevuto la sprecting-a-b-e si ritirò nella “cuccia del sonno”, come lei chiamava il suo spazio riposo.
Lotus si era ritirato nel suo alloggio con in testa una nuova musica, prese il suo strumento allsong e cominciò a suonare guardando il suo globo, perdendo la cognizione dello spazio e del tempo…
Come sempre, le vibrazioni si propagarono nell’aria e, di conseguenza al brodo che conteneva il suo futuro lavoro. Il globo cominciò a vibrare. Lotus ne osservò con acutezza la risonanza rispetto alla sua musica e proseguì facendo delle prove con le variazioni delle sette note. Si accorse che sulla nota del DO il globo si fermava mentre sulla nota del SI aveva la vibrazione massima.
In assonanza studiò come l’alternanza delle note, provocava sulla superficie delle increspature e dei vortici, accendendo di colori dal rosso all’arancione, al giallo.. implodendo nel verde per poi riaprirsi verso l’azzurro l’indaco e il viola…
Cominciò a prendere frettolosi appunti , in base alle note, ma soprattutto alla variazione superficiale sul globo. Man mano che il suo allsong vibrava si accorgeva di una forma di stabilità che si creava sulla superficie, praticamente il globo variava come se fosse un cristallo trasparente e sembrava dilatarsi su se stesso: diventava della forma di un cristallo multi sfaccettato e trasparente, eppure non si riusciva a vedere attraverso di esso.
Lotus era affascinato, non riusciva a distoglierne lo sguardo. La cosa più interessante era la vibrazione cromatica che seguiva la vibrazione musicale, o era il contrario?
Lotus, ipnotizzato…si addormentò.
One era rientrato nell’alloggio da molte ore, aveva dato un’occhiata un po’ imbronciata al suo globo, poi aveva deciso di finire il romanzo che stava leggendo da qualche giorno.
La storia di antiche saghe stellari, lotte per il predominio dell’Impero sulle lontane regioni intergalattiche.
Il pensiero delle saghe stellari spesso lo faceva fuggire dai suoi compiti.
Rispetto agli altri due aveva sempre faticato ad ottenere i risultati più alti, non per limitatezza, ma per incuria personale o meglio, per “sovraffollamento” mentale: lui amava fare tante, troppe cose.
One era velocissimo a leggere, amava la lettura classica, tenere tra le mani i fogli scritti piuttosto che nel video gli regalava sottili emozioni ineguagliate. Così finì presto la lettura e decise di dedicarsi all’analisi del problema “globo”
Aprì il contenitore che era arrivato nel frattempo e che conteneva tutti i gas e le materie liofilizzate che aveva richiesto al Grand Elal pensando che, pur non avendolo mai conosciuto personalmente era sempre stato presente nella loro crescita di quegli anni di studio.
Veramente si chiese anche se fosse un’Entità reale o …Altro. Ma tutto sommato il saperlo era ininfluente.
Prese allora la bustina dello zolfo e ne verso un cucchiaino nel “brodo” provocando un’esplosione di bolle color oro. Aggiunse un po’ di spirito liofilizzato, subito si formarono dei bubboni piombo scuro sulla crosta del globo. Guardò interessato il risultato e si accorse che dai bubboni usciva un prodotto rosso scuro come sangue.
Le ultime azioni cominciarono ad allungare la forma del globo, a modificarla, come se fosse un impasto di gomma psichedelica.
Siccome era un ragazzo curioso e, tutto sommato coraggioso, decise di intervenire manualmente sul globo, collegandosi attraverso le mani artificiali alla sua mente e inserendole poi nel brodo.
Cominciò a manipolare il globo che cominciò ad assumere le forme più variegate e, a contatto con la luce psicotronica proveniente dai suoi neuroni, anche diversi colori.
Per un bel po’ di tempo/spazio riassaporò le sensazioni di manipolazione oniro-olfattiva-tattile di quando era piccolo e ne restò affascinato…poi prese il sensi telefono e si connesse con Sheila:
– Ciao Shei, a che punto ti trovi? Che ne dici di unire i nostri intenti? Io trovo sensazioni nuove ed entusiasmanti, se chiamassimo anche Lotus e formassimo un unico calderone dei tre globi?
– Sono ad un punto interessante anche io, però c’è qualcosa che mi sfugge… Ora mi connetto con Lotus e ci vediamo tra uno spazio/giorno alla pubmensa ok?
– Contemporaneamente arrivò a tutti e tre la nuova immagine dell’appuntamento.
Nel tempo stabilito i ragazzi si trovarono al loro tavolo cibotrasportatore della pubmensa, si salutarono con le proiezioni mentali che li contraddistinguevano da molti anni, quindi, inserirono le dita nel foro analogico per il riconoscimento del gusto prescelto e aspettarono che si materializzasse davanti a loro la bibita desiderata: Rosa per One, verde per Lotus, Azzurra per Sheila .
Il colore non indicava il contenuto, ma soltanto l’emozione corrispondente. al momento della richiesta. Il gusto , naturalmente era totalmente personale ed essenzialmente unico.
Si guardarono negli occhi con tutto l’amore che, ormai negli anni, avevano maturato tra loro. In realtà forse non avrebbero avuto nemmeno il bisogno di parlare, tanto erano connessi.
E lo erano nonostante le loro diversità fisiche e originarie!
Cominciarono a sorseggiare le loro bevande e iniziarono a parlare.
Ognuno descrisse l’azione, voluta o casuale, esercitata da ognuno sul proprio globo, trovandosi poi d’accordo sul momento di stallo in cui si erano trovati Si guardarono e cominciarono ad esprimere le proprie perplessità sul procedimento successivo .
“Il mio globo ha una sua armonia musicale, sembra che pensi e mediti su se stesso al ritmo di note vibrazionali” disse Lotus.
“Il mio sembra essere di plastilina, tanto si modifica e si altera alla manipolazione” si inserì One
“Il mio” continuò Sheila “sembra perfetto, ma gli manca qualcosa, come se fosse, privo di anima.
Forse, dovremmo unire i nostri sforzi, forse dovremmo proprio unire, nella coesione, i nostri globi. Non ci è stato forse insegnato che solo nell’energia di coesione si può creare qualcosa di duraturo? Magari sbaglieremo tutto, forse ci sgrideranno o ci invalideranno la prova perché abbiamo unito il nostro lavoro invece di renderlo singolare e specifico, ma io credo che questa sia la strada giusta, per il nostro modo di essere e di volerci bene, per il cammino che abbiamo fatto fin qui , insomma per il coronamento dei nostri studi..Che ne dite?
Questo pensiero non era stato formulato a voce, ma si era confrontato e fuso nelle tre menti senza che nessuno avesse materialmente detto alcuna parola: contemporaneamente pensato e formulato .
La decisione non doveva essere presa: lo era già!
Si diedero appuntamento per la 32esima ora del sesto giorno nel laboratorio di scienze creative : ognuno avrebbe portato il suo globo e il resto…lo avrebbero trovato lì.
Così si salutarono e dopo aver finito la bibita, si allontanarono ciascuno nel proprio alloggio.
Lotus inserì musica a palla e rilassò la mente vibrando.
One inserì le mani nella psicoplastilina e si mise a creare e disfare e creare di nuovo immagini oniriche,contemporaneamente, leggeva il suo libro preferito di saghe stellari.
Sheila decise di andare a sfogarsi un po’ nella palestra , si sedette sulla tavola di simulazione sport e cominciò con un po’ di corsa subacquea, proseguendo nel trekking spaziale ad alta quota.
Il tempo passò e, fluttuando nello psicospazio passò anche il pomeriggio e la cena.
All’ora e nei modi stabiliti i ragazzi si ritrovarono all’appuntamento.
Indossarono i caschi psicomaterializzanti e si diedero la mano.
Lentamente, ma in modo progressivo, si creò una immensa energia che spostò i tre globi verso la parte più vicina uno all’altro.
I ragazzi fusero i vetri dei contenitori, fino a formarne uno unico più grande.
I tre globi si avvicinarono e per un attimo parve che si scrutassero come fossero esseri viventi, come se l’energia vivente di ognuno stesse valutando quella degli altri due.
Lotus, One e Shelia si concentrarono maggiormente.
Shelia si accorse che ciò che mancava al suo globo era un’anima e quello di Lotus, nella sua vibrazione, conteneva lo spettro di tutti i colori emozionali. La musica che il ragazzo aveva impresso al suo esperimento lo aveva perfettamente predisposto ad essere assorbito da quello di Sheila.
Il globo di One aveva la plasticità giusta, la memoria cellulare adatta e la giusta consistenza per diventare creazione di se stesso e di quello degli altri..
Così i ragazzi, i Tre ragazzi, unirono i loro talenti personali facendoli confluire nei globi che si fusero insieme tra sfrigolii, bolle e produzione di vapore…
Dopo alcuni istanti simili all’eternità dei tre globi ne rimase uno solo. Di colore azzurro intenso, con grandi macchie di colore diverso..Girava tranquillo su se stesso con la rotazione che Sheila aveva impresso in origine, respirava regolarmente al suono delle vibrazioni tranquille e nascoste che gli aveva trasmesso Lotus e variava, lentamente, ma plasticamente la sua superficie, tra masse liquide e masse più dense, così come aveva predisposto One.
Era bellissimo..e i ragazzi, sfiniti, ma soddisfatti e curiosi osservavano.
In quel momento con grande rumore si materializzo l’immagine olografica del Grande Elal e i ragazzi ne rimasero stupefatti e un po’ impauriti. Ma, inaspettatamente, non arrivarono rimproveri..
“Bravi! Avete saputo unire mente, corpo e anima delle vostre precipue caratteristiche e del vostro talento personale per creare qualcosa di nuovo e meraviglioso e soprattutto UNICO”
Lo avete fatto in meno di sette giorni. Ora potete riposare.
Avete superato l’esame, Tutti e Tre.
Lo collocheremo nella Galassia della Via lattea , al terzo posto intorno ad una piccola stella di nome Sole e lo chiameremo…TERRA.

 

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