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Le serie tv sono diventate uno dei più importanti passatempo della società attuale, in grado di sostituire il cinema e di superare in qualità molti dei film nelle sale. I mezzi messi a disposizione delle produzioni, i soggetti sempre più sofisticati e complessi e la partecipazione di attori di Hollywood non hanno fatto altro che aumentare l’amore del pubblico per questi prodotti e, con l’obiettivo di far fronte alla domanda costante di nuove storie da seguire, le case di produzione sono spesso andate a cercare nuovi soggetti fra i veri antenati delle serie tv: i libri!

In questo articolo parleremo di alcune delle più belle serie tv tratte dai libri e faremo qualche riflessione sul loro ruolo nell’industria dello spettacolo contemporanea:

Pronti? Iniziamo 😉

Romanzo, serie TV e film: linguaggi incrociati

Fino a tempi recenti, la critica televisiva e cinematografica era portata a vedere le serie tv come una forma d’intrattenimento “minore” rispetto ai film: le prime, pensate per la tv di casa, erano viste come un piacevole passatempo per le famiglie e i lavoratori al ritorno dall’ufficio o dalla fabbrica, mentre i secondi erano considerati dei prodotti di largo consumo per le masse. Negli ultimi dieci anni, con lo sviluppo di nuove piattaforme digitali per l’intrattenimento domestico come Sky o Netflix, la situazione è cambiata: sempre meno persone vanno al cinema, sempre più rimangono a casa a vedere la televisione. Il risultato è duplice: da un lato i produttori hanno bisogno di nuove storie da raccontare e decidono di pescare a piene mani dalla letteratura, dall’altro che la serie TV ha caratteristiche molto più adatte a trasporre su schermo romanzi anche molto lunghi:

  •  tempi più dilatati: nelle serie televisive la narrazione è “spalmata” in varie puntate da circa un’ora ciascuna, che rappresentano i vari capitoli della storia;
  • possibilità di approfondimento: tempi più lunghi significano anche maggior possibilità di riportare su schermo le sensazioni, i ritratti dei personaggi, persino alcune cifre stilistiche del romanzo di riferimento;
  • immersività: le serie tv possono accompagnare lo spettatore per lunghe giornate di maratona, settimane intere o persino anni, esattamente come farebbero alcuni dei romanzi più lunghi e impegnativi della storia dell’editoria.

Il legame fra serie tv e romanzo non è quindi dovuto soltanto alla grande possibilità, per i produttori, di prendere spunto dalla letteratura, ma da una serie di caratteristiche affini che quasi rendono le prime un erede del secondo.

Un mondo di storie

Come già detto, le serie TV tratte dai libri sono tantissime e il mercato non accenna a esaurirsi: è di qualche giorno fa infatti l’uscita del primissimo trailer di una serie tratta da Il nome della rosa di Umberto Eco, una produzione italo-tedesca con un cast stellare (John Turturro nei panni di Guglielmo da Baskerville, Rupert Everett in quelli di Bernardo Gui,mentre il Michael Emerson di Lost sarà l’abate). Un legame davvero fiorente, che ha dato vita ad alcune delle serie più interessanti degli ultimi anni:

Game of Thrones

logo Game of Thrones

Considerata come una delle serie TV più costose di tutti i tempi, Game of Thrones non è solo una trasposizione coraggiosa ed epica dell’ambiziosa serie di romanzi fantasy Le cronache del ghiaccio e del fuoco dello scrittore statunitense George R. R. Martin ma, grazie al fatto che lo stesso Martin ha anche una formazione da sceneggiatore televisivo (suo è il cult urban fantasy La Bella e la bestia), ne rappresenta quasi un'”espansione” all’interno di un altro formato narrativo, complice anche il fatto che a tutt’oggi la serie letteraria sembra essere ancora lontana da una conclusione (mentre la serie è in dirittura d’arrivo). Tra intrighi di corte, draghi, eserciti di demoni del gelo e storie di rivalsa personale, il team di GoT è riuscito a creare un cult riservato non soltanto agli appassionati di fantasy e, anzi, ricco di significati universali.

House of Cards

Considerata la risposta di Netflix a Game of ThronesHouse of Cards ha esordito nel 2013 sulla piattaforma di Logo di House of C

streaming diventando uno dei suoi titoli di punta. Molti non lo sanno, ma anche la serie ammiraglia di Netflix è tratta da un romanzo, scritto dal britannico Michael Dobbs, capo di gabinetto di Margaret Tatcher, negli anni ’80. Il romanzo immaginava la scalata al potere di Francis Urquhart, ambizioso conservatore britannico, dopo la fine del governo della Iron Lady, mentre i produttori Netflix hanno deciso di trasporre il tutto nella contemporaneità e di adattarlo alle dinamiche della politica statunitense, con la presenza, sempre minacciosa, di una Washington gelida e teatro di una lotta per il potere senza tregua…

The Walking Dead

A questo punto ci spostiamo di poco: dal campo della letteratura tradizionale facciamo una breve incursione nel fumetto contemporaneo, con la trasposizione AMC di The Walking Dead. Scritto da Robert Kirkman, fra i più importanti autori indipendenti del fumetto U.S.A., TWD è stato il primo vero fumetto seriale a raccontare di un’apocalisse zombie, seguendo le (dis)avventure di un gruppo di sopravvissuti e le sue relazioni interne: materiale perfetto per una serie tv, un mezzo che da sempre sopperisce alla relativa mancanza di fondi per gli effetti speciali e la messa in scena con la definizione dei caratteri e delle dinamiche psicologiche fra i protagonisti. Il risultato non ha sempre fatto impazzire la critica, ma se The Walking Dead continua a essere rinnovato da otto anni a questa parte significa che qualcosa nella sua formula funziona davvero molto bene.

Tredici

Torniamo un attimo in casa Netflix con questo vero e proprio evento mediatico, tratto dall’omonimo romanzo di Jay Asher, un crudo ritratto dei teen-ager americani e delle loro grandi problematiche. Le tredici puntate della prima stagione sono riuscite a raccontare con forza e durezza temi forti come l’emergenza suicidio, il bullismo, la violenza sessuale sconvolgendo un’intera generazione, suscitando reazioni contrastanti e aiutando la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questi temi, oltre ad appassionare migliaia di spettatori.

Sherlock

Per ultima in questa carrellata, una delle serie “letterarie” più innovative in assoluto: Sherlock, creato da

Serie TV Sherlock

Benedict Cumbercbatch e Martin Freeman, gli Sherlock e Watson della serie BBC.

Steven Moffat e Mark Gatiss per la BBC, gioca con i romanzi di Conan Doyle spostando le loro gesta dalla Londra di fine ‘800 a quella sfavillante e iper-tecnologica di oggi mantenendo le dinamiche principali fra i personaggi: Sherlock, Watson, Moriarty e Lestrade sono ancora quelli delineati dalla penna di Sir Arthur, mentre il contesto varia drasticamente. Il risultato è uno show divertente, bizzarro e deliziosamente british che riesce a donare nuova vita a un classico della letteratura gialla.

 

 

Bene, questi sono i principali esempi di riuscite trasposizioni letterarie in serie tv di successo. Si tratta di un elenco in continuo aggiornamento: ogni mese capita che esca una nuova serie tratta da un romanzo, un fumetto o un saggio, quindi mantenere il passo è difficilissimo.

Se hai qualche consiglio di serie da vedere assolutamente, vieni a parlarne nel Caffè Letterario: i Geeki ti aspettano!

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