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Senza soffrire

 

Nasce l’esigenza di non soffrire più. Nasce dall’approvazione per me stessa. 
Finalmente, mi viene da dire. E voglio chiudere con la sofferenza. Ancora una volta lei non ha nessun diritto di farmi questo.
Mi saprò bastare. 
Mi basterò. 
E sarò ancora senza di te. 
E saprò che ho fatto la cosa giusta. Per me. Voglio chiudere con te al modo delle persone mature e intelligenti. 
E innamorate.
Perché noi in modo non convenzionale né pronosticabile lo siamo stati. Forse per questo abbiamo amato questo “stato di cose”. 
L’amore non si misura, non ha età ne identità. E’ dentro di noi contenitori carnali di emozioni. Quando finisce per ragioni alle quali difficilmente ci pieghiamo diventa sofferenza. 
E neanche questa è misurabile. Si soffre. Punto. 
Ma la sofferenza ha perso la sua battaglia. 
Sconfitta dalla voglia di vivere senza di lei. Senza di te.
Siamo arrivati a un punto della nostra vita che ci impone riflessioni. Una sorta di non ritorno. Sbagliare può diventare irreversibile e non ce lo possiamo più permettere. Non posso e non voglio più provare dolore per nessuno. Neanche per me stessa che a volte non mi capisco.
Ho voglia di misurare il tempo della mia serenità. Questo si può misurare. 
In momenti di pace raggiunti con fatica e impegno. Un equilibrio, il mio, delicato come le ali di una farfalla. Questo stare bene con me stessa mi aiuta a ritrovarmi nei momenti di smarrimento. E con te mi sono smarrita ma anche nutrita. Del tuo sapere del tuo sapore.
Ho voglia di condividere questo mio benessere fisico e spirituale con una persona con i miei stessi desideri. Una persona con la quale proseguire il cammino. Senza ostacoli. 
Questa persona non puoi essere tu. 
Che ami solo te stesso. Il tuo mondo dentro al quale si può entrare solo come “ospiti” e in punta di piedi.
Ci siamo “avvinghiati” con un filo di seta che ha tenuto assieme le nostre fragilità, le nostre anime. 
Un filo che fatica a snodarsi. Che ancora vorrebbe tenerci uniti. A volte la tenacia di un filo è più forte del nostro volere.
Ti lascio alle tue sterili conclusioni. Alla tua voglia di essere protagonista di una storia che ti sei inventato a tuo piacere. Un piacere immaginato. Un piacere raggiunto con la forza del pensiero. 
Ammirandoti in uno spazio di specchi dove gratificare il tuo ego.
Ti lascio alla tue relazioni collezionate in modo ordinato, cercate con minuziosa cura dei dettagli. Colori da rispettare. Luoghi da non violare. Ricordi da non condividere.
E niente di tutto questo mi assomiglia. Neanche con la fantasia più sfrenata.
E adesso basta. Lasciami andare. Lasciami libera di raccontarmi come sono. Lasciami anche sbagliare. Ancora. I miei errori mi hanno fatto crescere. Ho ancora tanto da sbagliare.
Senza soffrire. ​

Qualche informazione su ornellapatrizia

Scrivo ogni pensiero per non farlo volare via. Scrivo per consolarmi, amarmi, perdonarmi. Scrivo per ricordare, immaginare, volare in luoghi lontani senza fare un passo.

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