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Non attenderà mai più il riflesso dell’ombra altrui: ogni maschera si strappa l’una contro l’altra, le voci gli si dileguano dal cervello e i suoi crimini resuscitano come famelici zombi.

Si chiede se sia un mostro quell’alito denso di contrapposizione che anima i suoi intenti, quel continuo istigare clamore, quel continuo rumore; se sia un mostro l’uomo che si nasconde là dietro, se sia orgoglio o rancore, se sia vita o morte.

Eppure, camminando nell’inerzia della sua città bugiarda, nel progresso della sua arena mentale, oltrepassando lo spazio che intercorre tra i cinema dei suoi anni e i teatri delle sue vili interpretazioni, un urlo è stato sguinzagliato, ad intermittenza proclama la sua torbida rivelazione, la sua cheta ascesa all’impotenza.

Si chiede se sia un mostro quel figlio del controsenso che sta nascendo in un angolo del borgo nuovo, quel segreto che rosicchia le vene, pura ombra senza nome; se sia un mostro quell’animo scomodo che sta per incontrare.

Non ci sono altri rivali al di fuori di lui, né torri da ricostruire o edere da curare.

Lui cammina lentamente

Si avvicina al suo riflesso.

E si chiede se non sia un mostro.

Due cose su Ivano Petrucci

Sono un artista poliedrico diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, mi occupo di pittura e di scrittura.
Sono stato fondatore dell’Associazione Culturale Art & Ground fino a Dicembre 2015.
Ho pubblicato con Montag Edizioni il mio romanzo d'esordio, uno psycothriller dal titolo “Romanticus Dei”, novembre 2016.

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