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Sandro è il moroso della signora Rossi e da sempre gestisce il negozio di famiglia ereditato senza entusiasmo dai suoi genitori che glie lo hanno affidato, all’inizio degli anni duemila, quando sono andati in pensione.
Ha superato le crisi piccole e grandi che si sono abbattute sul commercio al dettaglio, è sopravvissuto alla moria dei negozi vicini e, trovandosi da solo a offrire i suoi prodotti nel quartiere, ora è l’unico negozio di riferimento in questa parte della città. Nemmeno i cinesi sono riusciti a farlo fuori anzi, Sandro ha fatto del rapporto personale con i propri clienti la chiave di un successo che perdura nel tempo.
Di fondo è una buona persona e sta bene fra le quattro mura del negozio, ama stare dietro al bancone per accogliere i clienti con un sorriso, anche se ha impiegato molto tempo ad accettare questo stile di vita.
Pure la signora Rossi ci ha messo del tempo a capire che Sandro era l’uomo giusto. Ha rincorso per anni fidanzati improbabili lontani da lei, sia fisicamente (i classici rapporti a distanza) sia per affinità. Cercava stimoli nel contrasto, nella diversità perseguita a ogni costo.
Poi a un certo punto si è stancata di situazioni che non funzionavano e ha cercato un uomo buono, ha voluto accanto non proprio un bravo ragazzo che sapeva l’avrebbe annoiata, ma una situazione di compromesso fatta di sintonia e complicità, di sguardi profondi e strette di mano sincere. Ecco, il loro rapporto è basato sulla complicità e sincerità e grazie a questo, da sette anni stanno insieme. Senza crisi.
Ha trovato Sandro in una situazione semplice, una cena a casa di amici, e se l’è tenuto. Oggi se lo tiene proprio stretto. Non sarà forse un grande amore, lo sa lei e probabilmente lo sa pure lui, ma stanno bene insieme, sono una coppia bene assortita che si fa voler bene dagli amici.
Passano del tempo separati, specialmente in settimana quando non possono vedersi quasi mai, il lavoro li tiene impegnati in luoghi e modi diversi. Già, il lavoro… Statico per lui, dinamico per lei.
I rispettivi impieghi sono lo specchio delle loro caratteristiche e abilità personali. Sandro vive la routine con positiva rassegnazione. La signora Rossi fugge la routine e cerca stimoli nuovi ogni giorno. Vorrebbe provare sempre qualcosa di diverso, per fortuna con l’età si è calmata un poco.
Quella diversità che poteva sembrare un limite,  all’atto del loro incontro e  della conoscenza reciproca,  è diventato un punto di forza.
E oggi alimenta la loro voglia di stare insieme.
Sandro e la signora Rossi non si vedono per giorni,  ma quando si vedono fanno le cose che piacciono a entrambi e sono felici.
Sabato prossimo vogliono stare all’aria aperta e fare un po’ di movimento. Andare in bici sul fiume piace molto come idea, questa è la stagione giusta e con loro ci sarà  anche una coppia di amici.
Si trovano al parcheggio dove lasciano le rispettive auto, da dove scaricano quattro biciclette e in breve tempo sono pronti per partire, zainetto sulle spalle e via.
I movimenti lenti, le lunghe pedalate in piano sulla pista ciclabile sono un perfetto esercizio per fare muovere quelle energie interiori, ferme e nascoste nella vita di ogni giorno. Procedono in fila, i due uomini davanti, le due donne dietro.
A tratti possono affiancarsi e chiacchierare. A tratti si allontanano l’uno dall’altro o si fermano per prendere nello zainetto qualche facile genere di conforto. Mangiare frutta secca, bere acqua.
Niente foto, tengono in tasca il telefonino e lo tastano solo con la mano per controllare che sia sempre al suo posto.
Tutto intorno c’è pace, la pianura non sarà il paesaggio più movimentato del mondo ma offre scorci di rara bellezza che sanno parlare al cuore, ci rimandano a un recente passato rurale e alla memoria dei nostri antenati che vivevano in (e della) campagna, con fatiche impensabili per noi oggi, con uno stile di vita che in pochi decenni abbiamo in buona sostanza cancellato per rincorrere altri stili di vita, un benessere che ci ha consumato e sta presentando il conto a tutti noi.
Se volessimo fare una rivoluzione industriale al contrario, tornando alla terra tutti quanti, forse faremmo il mondo migliore, creando i presupposti per una società davvero più giusta.
Ah la rivoluzione, da Sandro non ce la possiamo certo aspettare, forse nemmeno dalla signora Rossi, chissà. Forse a parole.
Dopo tre ore e mille pause si fermano a un baretto lungo la ciclabile, poco più di un chiosco con un lungo muretto ad annunciarlo dove le quattro bici stanno appoggiate alla perfezione, sicure e in vista durante la pausa.
Panino birra e caffè è quel che serve per rifocillare i quattro amici. Hanno chiacchierato abbastanza da stare bene mezz’ora in silenzio, o quasi. Pane formaggio e salame, basta poco per renderli felici ma tre batuffolini pelosi presto li raggiungono. Da dove spuntano questi gattini? Sono bellissimi e con la scusa di reclamare del cibo si accovacciano ai loro piedi facendo le fusa , conquistandoli immediatamente.
Uno è bianco e nero, gli altri due soriani, uno scuro l’altro chiaro, due femmine e un maschio.
Chiedono al bar, pare che siano ospiti fissi, fanno compagnia ai clienti di passaggio. Portiamoli a casa propone qualcuno. In un rapido incrocio di sguardi hanno già deciso tutto.
Il gattino bianco e nero si chiamerà Che Guevara e andrà a casa dalla coppia di amici. I due soriani si chiameranno Fidel e Raul, andranno a casa di Sandro. Ah la rivoluzione!

Qualche informazione su Gamberettarossa

Classe 1968, sono cresciuta tra la terraferma veneziana e la grande Milano che mi ha accolta in età adulta, per studiare e lavorare. Nella vita normale mi occupo di filiere agroalimentari, fuori dal lavoro scrivo di viaggi e cibo sul mio blog Gamberettarossa.

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