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Ho conosciuto Alessandra Loreti tramite Geeko Editor. Già on line l’intesa è stata immediata (abbiamo già messo in campo diverse collaborazioni e non saranno le uniche – date un’occhiata al sito di Geeko – www.geekoeditor.it e i nostri profili on line). Ci siamo poi finalmente visti dal vivo, martedì scorso a Roma, ma sono certo di non sbagliarmi: il suo mondo raccoglie un caleidoscopio di emozioni e dolcezza. Ma voglio dedicare queste pagine al suo libro: “Quel desiderio che sa di cielo”.

 

Posso tranquillamente parlare del mondo di Alessandra, perché la giovane autrice, con Chiara Topo, che ha curato le illustrazioni del libro, ha davvero creato un universo intorno a quello che non può dirsi soltanto un libro, ma che più propriamente deve essere definito un progetto (il riferimento al film “Il favoloso mondo di Amélie” è volutamente cercato). Sul sito www.lafabbricadeisogniweb.it infatti si possono trovare gadget, cartoline, adesivi davvero notevoli.

 

Il libro (come potrete leggere anche in una delle domande che ho posto all’autrice, nelle pagine a seguire) ha la forma di un diario. Nelle pagine scritte dalla protagonista, Cassandra, si ritrovano alcune tematiche portanti, prima tra tutte quel desiderio di liberarsi della paura di volare verso i propri sogni e a seguire la voglia di libertà.

 

Una scrittura semplice, che non cade mai (e dico mai) nella banalità. Come un tratto di pennello, deciso ma delicato. A momenti la pressione sulle setole aumenta ed il tratto diventa marcato, incisivo. In altri momenti la mano è più lieve e le sfumature diventano leggere e dolci. Proprio come le illustrazioni che accompagnano le pagine.

 

Ho letto il libro in due sessioni da venti minuti e non perché leggero; ero invogliato dal desiderio di scoprire come la protagonista, potesse alla fine, spiccare il volo. Attenzione, senza svelare nulla del finale, posso ripetere che è proprio questo il tema centrale del libro. Volare verso il perseguimento dei propri desideri, in una sorta di seduta di life coaching così cara all’autrice.

 

I personaggi, seppur descritti in 140 pagine di diario, illustrazioni e considerazioni, assumono forme ben definite. Attenzione, non troverete descrizioni dettagliate sul taglio di capelli di Cassandra o sugli abiti di Marco ed Andrea, ma vi sembrerà a momenti di poterli identificare nella folla o seduti al tavolino di un bar. Imparerete a distinguerli e alla fine avranno tutti una loro caratterizzazione.

 

Il taglio del libro, è per una fascia d’età ben definita, quella a cavallo tra l’adolescenza e la maturità (14-25 anni). Ciò non toglie che lo stesso possa portare a riflettere chiunque si approcci alla lettura: non c’è età per sognare e per perseguire i propri desideri.

 

Siamo della stessa scuderia e potrei sembrare scontato o voler fare pubblicità. Chi mi conosce sa che non sono il tipo. E poi Ale non ne ha bisogno.

 

Quindi termino questa recensione dicendo che: “Quel desiderio…” ed il suo universo, sono un prodotto quasi unico nel suo genere in Italia. Lasciatevi andare tra le sue pagine e capirete… vi verrà voglia di consigliarlo. Fidatevi.

 

Di seguito le domande che ho fatto ad Alessandra:

 

 

La forma, un diario: oggi con le nuove tecnologie è più facile tenere aggiornato un profilo social… Come mai questa scelta?

Ho scelto il diario perché è una forma di comunicazione intima, con se stessi. Con i social puoi crearti un personaggio, bleffare, far trasparire solo certi lati di te. Il diario è intimo, personale, sincero. Un modo per imparare a conoscersi meglio in un confronto diretto con se stessi.

 

Nel libro, la protagonista è una grafica. Quanta parte del libro può dirsi autobiografica?

Cassandra è un’illustratrice per una rivista di moda e, chiaramente, condividiamo la stessa passione per il mondo artistico. Ci accomuna anche il desiderio di crescita, di cambiamento, di spingersi sempre oltre i propri limiti. Siamo accomunate dalla stessa forza di volontà; e questo aspetto è indubbiamente autobiografico!

 

India, New York, Valencia…Molto spazio al viaggio, interiore e no. Cosa significa il viaggio per i protagonisti e per le autrici?

Ti rispondo citandoti una delle mie frasi preferite “impara a viaggiare dentro di te e viaggerai intorno al mondo”.  Credo che il viaggio sia una metafora della trasformazione, del passaggio da ciò che è noto a ciò che non lo è. Uscire dai propri schemi, mettersi in gioco, rischiare, perdersi, ritrovarsi.

 

Curiosità: come scegli i nomi per i personaggi?

Cassandra l’abbiamo scelto perché era un mix tra Chiara e Alessandra inoltre ci piaceva il significato del nome stesso “colei che trionfa”. Marco, invece, è nato dal riadattamento del nome del ragazzo a cui ho dedicato il libro.

 

Finale: il libro ha un finale aperto, possiamo attenderci le avventure di Cassandra a New York?

Sai che me lo hanno chiesto in tanti? Sarebbe carino parlare ancora di Cass, ma come dico sempre “Quel desiderio che sa di cielo” è nato nel momento in cui doveva nascere e le parole sono praticamente uscite da sole. Quindi se mai accadrà lo stesso per un seguito, provvederò a metterlo su carta. ;D

 

Nulla accade per caso: come ti relazioni con il fato ed il destino?

Per risponderti a questa domanda potremmo stare giorni. Per farla breve, posso dirti che credo nel libero arbitrio, ma credo anche che ciascuno di noi nasca con uno scopo, un proprio obiettivo personale. Poi chiaramente siamo noi a decidere se impegnarci e raggiungerlo o rinunciare e lasciare semplicemente che la vita trascorra e ci passi davanti. La vita è tutta una questione di scelte, ma se decidiamo di rimanere fedeli a noi stessi, allora i miracoli accadono e tutto inizia a prendere un senso diverso.

 

Vivere nel presente: ma il futuro delle autrici?

Vivere nel presente significa semplicemente saper vivere. Questo è l’unico momento che conosciamo e con cui possiamo relazionarci. Questo non significa che non possiamo fare progetti per il futuro 😀 io e Chiara di idee ne abbiamo tante da sviluppare insieme; dovrebbero solo raddoppiare le ore dei giorni (una giornata di 48h e penso potrei fare tutto quello che ho in mente!). Per ora siamo in standby, poi vedremo.

 

“Mi dispiace ma…” hai fatto tagli nel testo o quello che leggiamo è quello che effettivamente è stato scritto?

Il testo che hai letto è esattamente quello che è stato creato in origine. So che in alcuni punti si percepisce l’apnea, ma quella è stata la mia sfida personale: lasciarmi andare del tutto alle emozioni. Ero molto coinvolta e tante cose le ho soffocate (involontariamente), ma per essere un primo esperimento sono comunque soddisfatta.

Qualche informazione su inverosimilmente

Mi chiamo Salvatore Improta, (on line con il nickname Inverosimilmente). Sono nato a Napoli nel 1979, vivo a Bologna dal 2001 e lavoro a Rimini dal 2015 come responsabile di Sistemi di Gestione. Sono un accanito lettore, figlio di un litografo - casa dei miei genitori è invasa da carta stampata. Tra i miei autori preferiti... Saviano, Auster, Fante, Ammaniti, Brizzi...mi fermo solo per questioni di spazio.
Mi sono avvicinato giovanissimo alla scrittura, in primo luogo di racconti brevi.
BRUCIA è il mio secondo romanzo (il primo ad essere pubblicato) è disponibile dal 15 novembre tra gli e-book della grande famiglia Geeko!

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