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Ferma immobile, lo sguardo fisso avanti a sé e la testa piena di pensieri. Stava partecipando controvoglia a una colazione con dei possibili pretendenti, dopo che i suoi genitori l’avevano obbligata. A lei proprio non interessava comportarsi come le altre, tutte sorrisi e moine.

Da qualche tempo aveva deciso quali erano i suoi interessi e non le serviva compagnia per coltivarli: pittura, lettura, ricamo, giardinaggio e uno segreto. Quando a casa tutti dormivano, lei sgusciava silenziosa nello studio del padre, accostava la porta e accendeva un debole lumino per studiare i difficili tomi allineati sugli scaffali. Non era ben vista una donna che avesse opinioni proprie al di fuori della famiglia o della gestione della casa. Tutte cose che lei reputava frivole come il gioco di sguardi, di chiacchiere e di leggere carezze che si scambiavano tutti.

Voleva cambiare il suo mondo. Era stanca di seguire le regole che la società imponeva. Perché sforzarsi tanto quando comunque, tra qualche anno, delusi che non ci fosse riuscita da sola, ci avrebbero pensato i suoi genitori a combinarle un matrimonio con qualche scapolo interessante (secondo i loro canoni)? Perché avrebbe dovuto rinchiudersi da sola in un destino che non cercava?

L’inebriante odore della bevanda nel bicchiere, le faceva dimenticare dove si trovava e concentrandosi, stava riuscendo a far sfumare le voci di chi la circondava facendole diventare un sottofondo al suo perdersi tra i pensieri.

Le sembrava di essere diventata invisibile, come se non fosse veramente lei che partecipava a quella colazione.

Ci sarebbe anche riuscita se non fosse per quell’uomo che le sedeva accanto e che le stava parlando: la sua voce era troppo vicina, non riusciva a lasciarla fuori dai suoi pensieri. Afferra solo qualche parola che le entra in testa disturbandola nelle sue fantasticherie… barca, remi, sole, sudore. Che schifo, sudore! Un altro motivo che l’ha portata a infilare il naso nel bicchiere così camuffa l’odore che emanano le persone intorno a lei, sudate per l’esposizione al sole in quella calda giornata di fine estate.

L’estate le riporta alla mente l’unica volta in cui aveva amato un uomo, quand’era ragazza. Si erano visti mentre passeggiava con la sua famiglia. Lui era seduto su un cumulo di fieno, con una spiga tra le labbra e gli era sembrato la creatura più bella che avesse mai visto. Anche lui l’aveva notata e le aveva sorriso, sciogliendole il cuore.

Era stato facile trovare una scusa per passeggiare da sola per passare del tempo con lui. Quell’anno, l’estate le era sembrata più bella che mai. Era tutto perfetto finché non furono scoperti, dalla moglie! La sfuriata che fece a entrambi, in particolar modo a lei, non se la sarebbe mai dimenticata. Come poteva fidarsi ancora degli uomini? Subdoli e bugiardi, capaci di portarti in paradiso e subito dopo di farti crollare nel più nero degli abissi!

Quell’esperienza l’aveva segnata e aveva spostato i suoi interessi a cose che non avessero la capacità di farla soffrire tanto. Ecco perché adesso si ritrova lì, senza il minimo accenno di sorriso mentre cerca di far durare la sua bibita il più possibile fingendo che intorno a lei non ci fosse nessuno.

Qualche informazione su Chiara Bellese

Appassionata lettrice fin da piccola, ho sempre letto qualsiasi tipologia di libro (spesso leggo più volte i miei preferiti). Ho sempre e solo scritto per me stessa, per ricordarmi delle cose belle e brutte che mi sono successe. Da qualche mese ho iniziato a cimentarmi nella scrittura di racconti brevi. Lo trovo stimolante e appagante e riesco a dare sfogo alla mia creatività.

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