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Semplicemente sola tra la folla: era lì con il suo bicchiere. Beveva vino o acqua o brandy, e chi lo sa? Lei non se lo chiede più perché non comprende più se bere può essere un sollievo o solo un modesto anestetico al tempo che scorre.

Ormai erano giorni che non riusciva ad assaporare la vita. E anche quel giorno di sole e confusione lei non sentiva nulla. Ma quando era successo che la poetessa che scorreva nelle sue vene si era tramutava nella vita classica di una donna qualunque.

Quando i suoi sogni si erano nascosti tra i ricci scomposti e la frangia indomabile.

Guardava colpita la felicità della signora che amava alla follia il suo cagnolino e le sembrava comunque una vita più autentica della sua. Purtroppo.

I suoi occhi riuscivano anche a scorgere tra la musica e il chiacchiericcio le sue paure: non voleva continuare una vita al circolo senza un obiettivo. E quando quel pensiero tuonava forte, i suoi denti digrignati sul quel bicchiere si potevano quasi sentire mixati allo scricchiolio delle mandibole serrate per non piangere e quelle fastidiose risate intorno.

Le persone si divertivano parecchio quel giorno. Lei no. Il suo fidanzato ufficiale scelto e selezionato dalla mamma Christine non si era accorto di nulla. Le parlava da ore del lavoro e del nuovo libro dell’amico luminare Marc o Antoine chi lo ricorda. Gli uomini pensano sempre che una donna assorta nei suoi pensieri sia dolce, graziosa. Ma Amelie soffriva e nessuno aveva capito che quelle continue pressioni di una vita di rigore, sempre al posto giusto, con l’educazione e le stoffe impeccabili da sfoggiare iniziavano ad essere claustrofobiche.

Osservava, sfuocata attraverso il bicchiere, la vita altrui farsi strada in primo pomeriggio di primavera. L’afa del sole le dava alla testa sotto quel vestito e quel busto fastidioso.

Quello stridere di risate e l’ennesimo sussurrato: “Sei sorprendentemente meravigliosa oggi Amelie!” la riportarono alla realtà.

“Grazie sei davvero dolce Adrien” Un sorriso di circostanza e il gioco era fatto.

Poteva tornare tra i suoi mille schemi mentali a pensare che la vita che viveva non era con le persone ma per le persone. Ed era arrivata al capolinea. Si era così estraniata dal suo velo io che non comprendeva più quale fosse il suo file rouge. Decise proprio in quel momento, con il cuore costretto in quel corsetto con le stecche di balena e l’aria che iniziava a mancare che le cose dovevano assolutamente cambiare.

Anche perché, si rammentava in completa autonomia, peggio di così era impossibile. Forse. Ma lo aveva promesso a sé stessa. Meglio fallire ma avere un’idea del futuro che rimanere bloccata in una vita di colazioni e profumo.

Qualche informazione su Sbagliati. Amelie

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