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Attività

  • Fabio Antinucci ha pubblicato un aggiornamento nel gruppo Logo del gruppo di Le serate del martedìLe serate del martedì 2 anni, 12 mesi fa

    Stasera abbiamo toccato vene filosofiche davvero aaaaaaaalteeeeeeeee, grazie alla riflessione sul valore del ricordo e al significato della malinconia… ma ditemi: se ci focalizziamo troppo sulla malinconia per ciò che abbiamo perso riusciamo, poi, a trovare la forza per affrontare quel che abbiamo davanti? 😀

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    • *** Marzullo time ***

    • Rispondendo seriamente, a mio parere arriva un momento in cui bisogna essere in grado di lasciar andare (un ricordo, una scelta sbagliata, un dolore, una persona, un luogo, un convinzione, una visione errata di se stessi…), altrimenti non sarà possibile affrontare il presente nell’ottica di un futuro da costruire; si affronterà il presente sempre come la conseguenza negativa di qualcosa a cui ci aggrappiamo, terminato, ma che non siamo in grado di lasciar andare. Il distacco può essere doloroso, ma l’eccessivo attaccamento è logorante.
      Io credo che ciò che dovrebbe restare del passato sia la consapevolezza del nostro presente e la visione del nostro futuro in base a chi siamo, chi siamo stati, ciò che viviamo e ciò che abbiamo vissuto.

      • Sono di nuovo d’accordo con @alba. Infatti prima ho scritto che la malinconia va bene ma a patto che non si esageri e non logori.
        Per me è necessaria per capire dove ero e dove sono ora, cosa è cambiato (se qualcosa è cambiato) e dunque come fase riflessiva, dopodiché bisogna andare avanti, per forza.
        Sono sempre stata legata al mio passato e sono una che rimugina prima di prendere una decisione perché ho paura di pentirmene un attimo dopo ma l’esperienza mi ha insegnato che restare un piede indietro (e quindi nel passato) non porta a niente di buono, anzi ci preclude la possibilità di cambiare e andare avanti. Per tutti questi motivi provo ad adottare la filosofia del qui e ora e di conseguenza meno malinconia.