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Attività

  • Fabio Antinucci ha inviato un aggiornamento 3 anni, 6 mesi fa

    Parliamo un momento di fantascienza in generale, anche rivolgendomi per esempio a blogger come @vale (e altri): in un’epoca nella quale spesso la tecnologia riesce a sorprenderti giorno dopo giorno, come dimostrava anche la stessa mostra Human+ (https://www.geekoeditor.it/alla-scoperta-di-possibili-futuri/) la fantascienza intesa come genere capace di ipotizzare “possibili futuri” ha ancora senso?

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    • Secondo me sì, perché in realtà la fantascienza non parla del futuro, ma del presente e delle paure collegate al presente, trasposte in un altro mondo, in un altro tempo, in un altro scenario. Quindi ciò che colpisce della fantascienza non è la tecnologia mostrata, ma il modo in cui essa si connette in maniera prepotente con la nostra realtà quotidiana, costringendo a riflettere su alcune problematiche molto sentite.

      • Anche questo è vero, non a caso come dicevamo con @lady-sheldon Asimov era riuscito a prefigurare l’oggi 50 anni fa.
        Però ciò vuol dire che oggi l’immaginazione degli autori si deve spingere ancora più in là e incontrare nuovi problemi (possibilità di clonazione umana? Bbbbrrrrr) e ciò sì, fa davvero molta paura (anche il nostro mondo fa paura, in fondo).
        Vedi il mai troppo amato Black Mirror!

        • @fabio proprio tu dovresti sapere che la paura ricopre un ruolo essenziale: in tutte queste narrazioni, dalla letteratura ai videogiochi, dagli anime (si parlava di Evangelion oggi?) alle serie tv, come Black Mirror, giocano sul fatto di provare a rielaborare le nostre paure, da cui siamo irrimediabilmente attratti ma anche terrorizzati, capovolgendole e deformandole, in modo da sentirle abbastanza “lontane” per permetterci di osservarle con moderata tranquillità, ma anche abbastanza “vicine” da scatenare una fatale attrazione. Non credi?

    • Mi chiedo se i libri di fantascienza più attuali e moderni siano in grado di fare quello che @alba afferma e che Asimov fa. Perché spesso ho sentito dire che i libri più moderni raccontano di cose assurde, come se la fantascienza vera e propria non esistesse più. Ma forse 40 anni fa si diceva lo stesso per i libri di Asimov e invece…

      • E’ questo ciò a cui mi riferivo: la fantascienza si sta evolvendo, assumendo nuove forme, ma il problema costante è che quello che fino a quarant’anni fa era soltanto una proiezione oggi rischia di diventare reale in pochissimo tempo. La linea di confine è molto sottile.
        Una cosa è certa, come dice @alba: la fantascienza fa leva sulla paura e molti dei classici moderni sono contaminati con horror, thriller o post-apocalittico!
        La paura è, di fatto, un importante sentimento di capace di portare alla catarsi e alla riflessione, come diceva @alba.

        • Uno dei classici di fantascienza, ripreso da un libro di H.P.Lovecraft, è la storia del pianeta pulsante e pensante che in qualche modo si nutre della mente umana, a volte interpretando come Positivo ciò che in realtà non lo è.
          Molta della fantascienza attuale (ma anche in questo Asimov era un genio..vedi psicostoria) si basa sul potere di entrare nelle menti, di proiettarne le immagini o di trasformarne la realtà immaginata fino a farla diventare una realtà percepita (Matrix docet)

        • @lady-sheldon che poi è il tema fondamentale del cyberpunk.