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Ma che ci sto a fare io qui? Come al solito mi sono lasciata convincere da Luisa a venire in questo posto. Io lo detesto. Sono abituata a ben altri ambienti. Qui tutto mi sembra sporco e disordinato. Mi aveva assicurato che era quasi deserto e avremmo goduto della pace e tranquillità del mare.

Qui c’è troppa confusione e poi, tutti questi marinai, non proprio tutti igienicamente perfetti…. proprio non li sopporto.

Capisco che sono appena sbarcati dalla loro nave e che non vedevano l’ora di rivedere fidanzate, mogli o chi volevano loro ma cavoli, almeno una doccia potevano farsela.

Ma pazienza, non voglio concentrarmi su questo. Tapperò il mio naso e vedrò di farmela andar bene. Però Luisa, quando torneremo a casa, mi sente.

Vieni con me, aveva detto. Ci divertiremo, aveva detto. Non te ne pentirai, aveva detto.

E invece, eccola lì, adagiata sulla balaustra della veranda del bar che fa gli occhi dolci a quel damerino. Ma guardatela. Non ha nessun pudore.

Se voleva uscire per vedere lui, poteva essere onesta e dirmelo. Invece ha inventato una scusa e io ci sono cascata.

Loro sono li a parlare divertiti e io qui che mi annoio. Circondata da confusione e MARINAI!!! Adesso sbotto. Ossì che sbotto. Ennò che non posso sbottare. Che cosa direbbero tutti? Una signorina della mia classe sociale non può permettersi certe sceneggiate in pubblico e non posso neanche abbandonarla e andarmene per conto mio. Non sta bene che io torni a casa da sola per tutta quella strada.

Uffa. In che situazione mi sono cacciata. E quei due continuano a chiacchierare senza coinvolgermi nei loro discorsi.

Però, a pensarci bene, adesso le faccio io uno scherzetto. Mi alzo, vado verso di lei, come se volessi dirle qualcosa, poi mi chino per allacciarmi una scarpa e ops, la faccio cadere dal balcone. Tanto non si farà niente. Sotto cè la spiaggia. Siamo soltanto a un metro da terra.

Devo studiarla bene e potrebbe funzionare. Così, almeno mi diverto un po’ anch’io, invece di restare qui e guardare in giro come se nulla fosse. Già, ma poi, chi li sente i miei. Immagino fin d’ora i loro sguardi e i loro rimproveri. La notizia girerebbe di casa in casa, bocca su bocca. E no! Non posso proprio farlo.

Forse è meglio desistere. Ma sarebbe stato divertente. Questo si e sarebbe anche stata colpa sua, cosi non mi avrebbe più mentito.

Guardatela come continua a civettare con quell’uomo come se nulla fosse. Cosa sono io? Trasparente?

Ma quando arriviamo a casa, mi sentirà, eccome se mi sentirà.

Va bhè, pazienza. Continuo a bere il mio bicchiere d’acqua e aspetterò di andare a casa. Dai, almeno il bicchiere è pulito.

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