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Napoli 27/07/2008

Tieni nonno, leggi qui.

 

19/09/1999

Mi chiamo Pasquale I., ho 75 anni. Sono sposato da un’eternità con Carmela C. Due figli maschi, gemelli; tre donne. Tutti sono sposati e tutti a loro volta, genitori di due o tre figli.

Ho fatto per una vita il fruttivendolo a Baia, vicino Pozzuoli. Avevo il “posto” dove vendere. Cominciai da ragazzo con un carretto, ho terminato da vecchio e sono andato in pensione, con un onesto “camion” grigio.

Ho visto la storia scorrere sulla mia pelle. Sono passati mondiali di calcio ed Olimpiadi, guerre fredde e colpi di stato. Abbiamo cambiato casa per un incendio e ho accompagnato le mie tre figlie all’altare. Ho visto i volti delle persone ingiallire, gente morire e altra nascere. Tanta gente.

Mi chiamo Pasquale I. e ho morbo di Alzheimer. Me lo hanno diagnosticato qualche anno fa, anche se i sintomi si facevano sentire già da molto. Facevo fatica a ricordare i volti, ma dicevo a me stesso che era un problema di memoria visiva. Non riuscivo sempre ad associare ad ogni viso un nome.

Ho quattordici nipoti. Due di loro si chiamano esattamente come me, Pasquale I. Vengono a trovarmi spesso, ma fatico a capire chi sono, spesso è come dialogare con degli sconosciuti. E non appena sono fuori l’uscio dimentico come sono fatti.

Mi chiamo Pasquale I. e sono sempre stato una roccia, una montagna. Ho lavorato tutta la vita. Non ho mai frequentato scuole. So leggere e i conti della mia attività li ho sempre fatti da solo. Adesso però faccio fatica a fare una somma elementare e anche questa lettera fatico a scriverla. Mi sta aiutando una persona che dice di essere mio nipote Salvatore, ma potrebbe essere chiunque.

La mia malattia per il momento colpisce a momenti alterni. Adesso devo scrivere che, sto scrivendo per rileggere questa lettera, tra qualche mese, tra qualche anno, per non lasciare che lo spazio, il vuoto si prenda la mia memoria. Mi dice di scrivere ancora il mio nome. Mi chiamo Pasquale I. e sono nato a Napoli. Questo lo ricordo. Una Napoli in guerra perenne, prima i briganti, poi la grande guerra, poi gli americani, poi la malavita e oggi la camorra.

Ho un carretto con cui vendo la frutta. No. Sono in pensione e ho lavorato tutta la vita. Mi sono sempre sudato i soldi, questo lo ricordo bene e l’ho sempre ricordato ai miei figli e ai miei nipoti: è importante lavorare e guadagnarsi onestamente da vivere. Sono soddisfatto di tutti loro. Ognuno ha fatto le sue esperienze, belle e brutte, ma adesso sono tutti sistemati. Una sta a Modena. Non ricordo come è fatta, né come si chiamano il marito e i figli. Vorrei mandargli qualche cassetta di quei bei pomodori che ho preso ieri al mercato, potrebbe fare delle conserve. È vero, non vado al mercato da due anni. Però adesso ricordo i nomi dei suoi figli: Michela, Luigi e Manuele.

I miei piatti preferiti sono la minestra di verdure, gli spaghetti aglio e olio, e i ‘panzarotti’. Mia  madre li prepara spesso per quando torno da lavorare. Hai ragione Salvatò, mia madre è morta, molto tempo fa. È mia moglie Carmela C. che me li prepara. E poi sono in pensione io, li prepara la domenica quando venite tutti a pranzo qui.

Mi chiamo Pasquale I. e sono contento di aver visto e vissuto la vita e non cambierei niente se non questa malattia.

Mia mamma. No. Mia moglie Carmela C. ha subito molte operazioni e fisicamente sta peggio di me, ma almeno lei resta sempre lucida. Dio me la custodisca perché sarà lei la mia memoria.

 

 Pasquale I.

 

 

Ma lo conosco?

Sei tu.

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Due cose su inverosimilmente

Mi chiamo Salvatore Improta, meglio conosciuto on line con il nickname Inverosimilmente. Sono nato a Napoli nel 1979, vivo a Bologna dal 2001 e lavoro a Rimini dal 2015 come responsabile di Sistemi di Gestione. Sono un accanito lettore, figlio di un litografo - casa dei miei genitori è invasa da carta stampata. Tra i miei autori preferiti Saviano, Auster, Fante, Ammaniti, Brizzi...mi fermo solo per questioni di spazio. Mi sono avvicinato giovanissimo alla scrittura, in primo luogo di racconti brevi con cui ho partecipato a diversi concorsi nazionali. Uno degli ultimi è Metrò on the book, con cui ho vinto il contest Coop For Word 2017 , pubblicato poi nella raccolta Cado come neve, edita da Fernandel Editore e sul Resto del Carlino di Sabato 16 Settembre 2017.
BRUCIA il mio secondo romanzo (il primo è ancora chiuso in una pendrive) è disponibile dal 15 novembre tra gli e-book della grande famiglia Geeko!

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