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Lunedì, ore 17 e trenta minuti. Due donne sulla quarantina lasciano gli uffici di una nota azienda bolognese e si dirigono al supermercato.
Lea lavora al secondo piano ed è responsabile amministrazione e finanza. È sposata da dodici anni con Maurizio, hanno due bambini e un cane. Tutte le mattine fa colazione con la sua famiglia.
Prima di uscire di casa bacia appassionatamente Maurizio, poi accompagna i figli a scuola e va al lavoro con la macchina. Arriva sempre in orario, come se il traffico, i semafori e le file per il parcheggio per lei non esistessero.
Il rumore dei suoi tacchi a spillo è inconfondibile, i suoi tailleur di taglio elegante sono bellissimi e la piega è sempre perfetta.
Irene lavora al quarto piano ed è responsabile marketing. È divorziata e vive con un gatto e un canarino. Tutte le mattine fa colazione di fretta, usando sempre la stessa tazza, ricordo di una vacanza a Venezia, che non lava da settimane, fa una doccia con acqua fredda perché non ha ancora chiamato l’idraulico per far aggiustare la caldaia, lascia il gatto a casa di sua zia Francesca e va al lavoro con l’autobus. 
Arriva sempre in ritardo, come se tutti i semafori del centro congiurassero contro di lei per impedirle di arrivare in ufficio in orario. I capelli sempre legati, le maglie larghe e la matita sotto gli occhi già sbavata alle dieci del mattino.

Lea ed Irene non sanno niente l’una dell’altra, alle feste annuali aziendali si limitano a scambiarsi sorrisi ma non si rivolgono la parola. Sorrisi tirati, quasi forzati, gli stessi che si scambiano se capita di incontrarsi nei corridoi o al supermercato.   
Come questo pomeriggio al reparto di frutta e verdura.

Irene, come di consueto, è diretta con il suo carrello della spesa al reparto surgelati per farsi venire un’idea per la cena quando, passando per il reparto di frutta e verdura, nota Lea, attenta a scegliere tra dieci varietà di cavoli e broccoli.
Vorrebbe ignorarla, piuttosto che fingere l’ennesimo sorriso di circostanza, eppure è attratta, come sempre, dal suo carrello e dalla voglia di passarle davanti per spiarlo e lo fa.
Quello che Irene cerca di capire disperatamente, guardando il carrello di Lea, è la ricetta per la felicità, come si diventa ricche e belle come Lea, come fa un matrimonio a funzionare ancora dopo dodici anni, il suo non è sopravvissuto al secondo. Guardando il carrello di Lea, si chiede se la colpa sia stata del cibo surgelato. Lea compra pomodori, patate, asparagi, carote, cipolle, funghi, yogurt, fette biscottate, pasta e pane integrale, marmellate, frutta e limoni. Eppure, suo marito non si era mai lamentato di questo.

Irene aveva conosciuto Alberto ad un corso di formazione. Si erano piaciuti subito e dopo pochi mesi lui si era trasferito nel suo appartamento. Dopo un anno di convivenza avevano preso la decisione di sposarsi ma un pomeriggio che Irene era tornata prima dal lavoro a causa di una forte emicrania, aveva trovato suo marito a letto con un’altra. Irene inizialmente aveva reagito cacciandolo di casa, poi ha provato a parlargli e a perdonarlo. Tuttavia, non riusciva più a vivere serena, mentre era in ufficio, temeva che il marito fosse a casa a tradirla e decise che l’unica soluzione era metter fine al loro matrimonio.
Dal giorno in cui Alberto aveva lasciato l’appartamento, Irene non ne ha voluto più sapere di uomini e viveva per lavorare illudendosi che il lavoro potesse riempire i suoi vuoti, le sue vertigini, le sue domande e la sua solitudine. Aveva comprato un gatto e un canarino perché la casa era troppo vuota e troppo silenziosa. Passava le domeniche a casa di sua zia per non trascorrerle da sola ma la zia, a ottant’anni, era troppo stanca per tenerle compagnia e finivano per guardare la televisione tutto il giorno. Quando la sera Irene tornava nel suo bilocale, non faceva altro che pensare a quanto fossero inutili le sue giornate, perché la domenica può davvero trasformarsi nella nostra peggior nemica se non si ha qualcuno con cui condividerla.
Irene sentiva come se stesse annegando ma non era ancora riuscita a trovare la motivazione giusta per cominciare a reagire e quindi si limitava ad osservare e invidiare gli altri, le loro vite, le loro abitudini e i loro carrelli della spesa.
Un cellulare squilla, Irene fruga nella borsa.
“Pronto amore.”
Ovvio che non era il suo, ma come le era venuto in mente?
“Sono al supermercato. Vanno bene salmone e purea di broccoli e patate per cena?”
Irene si avvicina di più per ascoltare meglio. Magari il segreto è anche nelle parole che si usano.
“Come non ceni a casa nemmeno stasera? Dove ceni? È lunedì. Il lunedì ceni sempre con me e i bambini. Hai intenzione di toglierci anche il lunedì?”
Lea toglie dal carrello le patate e girandosi riconosce Irene.
“Devo lasciarti. Ciao.” pronuncia frettolosamente Lea.
Lea rivolge ad Irene un sorriso più tirato del solito, e imbarazzata si dirige alle casse.
Si chiede se Irene abbia ascoltato la sua conversazione.
Sono mesi che Maurizio non cena con la sua famiglia. Torna sempre dopo mezzanotte e quando apre la porta di casa lo fa silenziosamente come fosse un ladro e si infila subito a letto cercando di non svegliare Lea ma lei, che finge di dormire, sa bene che è quasi l’alba.
La mattina Maurizio è sveglio prima di tutti ma non prepara la colazione per nessuno, aspetta che lo faccia Lea. Lea sveglia i bambini e li prepara per la scuola, prepara la colazione e le merende. Prima di uscire di casa lo bacia appassionatamente perché gli manca, perché vuole che senta il suo amore, perché spera che lui possa ancora ricambiare.

I fine settimana Maurizio è fuori per lavoro, Lea si chiede se non abbia un’amante ma non vuole neppure pensarci, preferisce concentrarsi su se stessa, ignorando il cuore che intanto le chiede ascolto. La madre le ha insegnato sin da piccola, a non mostrare i suoi veri sentimenti. Delusione, paura e insoddisfazioni vanno tenuti nascosti l’importante è l’apparenza. Per questo Lea è impeccabile al lavoro.

Irene prende le patate che Irene ha messo via e i broccoli, proverà a fare la purea. Si avvia alle casse.
Dalla cassa nove, osserva Lea alla cassa undici. Con movimenti lenti e stanchi Lea mette via la spesa, sembra avere meno sicurezza di quanto ne avesse avuta pochi minuti prima. Irene ha comprato poche cose e in pochi minuti è fuori dal supermercato. Si avvia verso il parcheggio lentamente. Non sa dove Lea abbia la macchina ma ha intenzione di osservarla andare via.

Accende una sigaretta e fa finta di mandare un messaggio con il cellulare. In realtà sta ripensando alla conversazione che ha udito e si chiede dove dovrebbe cenare il marito di Lea se non a casa con la sua famiglia, e perché quella telefonata l’ha agitata e imbarazzata tanto?

Lea esce dal supermercato, svolta a destra e si dirige verso la macchina, un’Audi grigia. Sistema la spesa nel bagagliaio e tira fuori un paio di ballerine. Irene non avrebbe mai immaginato Lea potesse indossarle. Lea toglie la giacca, sale in macchina e tira fuori dalla borsa delle salviettine struccanti. Sicura che nessuna la stia guardando, inizia a passarne una sulla faccia e intorno agli occhi.
Senza trucco, Lea sembra più grande della sua età. Improvvisamente il suo volto appare stanco e i suoi occhi tristi.

Sono le 18 e trenta e quella donna sta crollando nel parcheggio di un supermercato. Irene vorrebbe avvicinarsi e aiutarla, farle capire che non è la sola ad essere tormentata. Da un lato è felice di notare che Lea è una donna esattamente come tutte le altre, fragile e con le sue preoccupazioni, dall’altro vorrebbe esserle vicino e dirle che anche lei sta soffrendo moltissimo.
Lea prende il cellulare e prova a fare una telefonata. Nessuno risponde, lo mette via e scoppia in lacrime abbracciata al volante dell’auto.

Irene va via, prende l’autobus e torna a casa. In viaggio chiama l’idraulico e fissa un appuntamento per riparare la caldaia. Quella sera prepara la purea per cena. Apparecchia la tavola, accende un paio di candele alla lavanda e fa partire la musica dal cellulare.

Per una volta non si sente un’aliena ma una donna come le altre.

 

Qualche informazione su Vale

Sono una lettrice compulsiva e book blogger che ha finalmente deciso di cimentarsi con la scrittura. Amo i libri, i tramonti, il mare, le sere d'estate e sono appassionata di cucina e fotografia.
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