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Un potente re dominava su un regno d’oro e d’oasi, egli aveva un unico figlio maschio, che disprezzava più della vecchiaia. Fu una stagione prima del compleanno del principe che il sovrano capì di voler concepire un altro successore; decise così di mandare a morire il maggiore. “Figlio” disse il re “Giunto è il momento per te di dimostrare che sei degno di succedere a me. Vai nel deserto dorato e trova una nuova oasi, un’oasi che ancora io non abbia scoperto e non tornare senza successo.” e il principe rispose “lo farò padre, ma voi fatemi dono di un bastone sottile e leggero, e farò di voi un uomo fiero” il re dinnanzi ai sudditi decise di apparire come un buon genitore, così fece creare un pregiato bastone in avorio. Il principe partì e raggiunse un luogo ancora inesplorato, per giorni conficcò il bastone nella sabbia attendendo risposta, finché il bastone non si mosse indicandogli la via; lo portò a un piccolo crepaccio e dentro esso un angolo verdeggiante in cui l’acqua dolce giungeva sfuggendo all’arsura delle sabbie. Quando il re lo vide tornare con aria tronfia e ancora pieno di aria nei polmoni si rabbuiò appena, ma non voleva dar resa. “Ora che hai trovato un luogo consono alla grandezza di un re, se vuoi esserlo davvero dovrai trovare una regina adatta a te; vai e torna con una moglie degna del tuo regno.” e il figlio rispose”Lo farò padre, ma voi fatemi dono di un’arma e di un monile prezioso a testimone della mia grandezza” e il re riluttante fece forgiare due gladi dalla lama corta e larga che a piacimento potevano diventare un’unica arma, e fece portare una collana d’oro bianco con uno splendido zaffiro. Il principe partì, e conoscendo il suo paese giunse d’innanzi alla terra di una nobile famiglia la cui figlia era chiesta in sposa in tutte le sabbie d’oro sia per bellezza che per dote. Il principe dovette affrontare un possente guerriero con un’ascia altrettanto temibile e uno spietato assassino con coltelli avvelenati dal nero turbante. Alla fine guadagnando il suo trofeo disse “per mio diritto ora lei mi appartiene, e io ti libero mia signora, ti libero da questo gioco crudele. Non sei vincolata a me più di quanto un granello di sabbia è vincolato alla sua duna.” stupita da quelle parole la bellissima donna dichiarò “La mia scelta è di sposarvi, e che ciò si sappia, poiché nessuno potrà mai dire che fui costretta. Mio signore, ti sarò leale e devota.” e per suggellare l’unione il principe le donò il prezioso monile

Al suo ritorno il principe scoprì un re provato. Il vecchio sovrano aveva l’umore incupito, poi un’idea crudele gli invase la mente e disse al figlio ” ora che hai dimora e moglie rimane una sola prova da affrontare” disse egli pregustando la vittoria “Sei un uomo dai caldi climi, abituato agli agi e alla fresca acqua dolce; vai sulle montagne i cui gelidi venti non fan crescere  alberi sulla loro terra, portami una prova inconfutabile del tuo viaggio e non far ritorno senza” e il principe “Lo farò padre, ma voi fatemi dono di martello e scalpello.” il re stupito fece forgiare gli strumenti chiesti di una fattura eccellente e maestosa. Ma il principe morì e di lui non si seppe più nulla.

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