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Nel grande bosco dei mille sorrisi viveva Brillina, una giovane volpe assai dispettosa che amava passare gran parte del suo tempo ad architettare scherzi su scherzi ai poveri animali che incrociava lungo il suo cammino.

Un bel giorno, mentre correva agile senza una particolare meta, posò gli occhi su un fungo strano. Uao, pensò, era il rarissimo fungo Arturo. molto simile a un porcino ma altamente tossico.

Lei conosceva bene i funghi, in quel bosco ci viveva da sempre, ma questo non lo aveva mai visto dal vivo. Non poteva certamente lasciarsi scappare questa occasione, burlona com’era.

Felice e soddisfatta lo prese delicatamente. Sopprimendo a stento una risata malvagia decise di dirigersi subito verso la fattoria McBurro, una fattoria poco distante, per andare a fare visita a Eugenio, il maiale tontolone. Una volta arrivata a destinazione si avvicinò lesta.

  • Ciao amico maiale, hai fame?
  • Oh Brillina, ancora tu. Lasciami stare, per favore…

Il povero Eugenio non era nuovo alle birbanterie di quella volpina così dispettosa.

  • Ma no, seriamente – ammiccò Brillina – Non voglio farti uno scherzo. Cosa credi? Ho mangiato un sacco di funghi e ora non ne ho più voglia. Pero è un peccato buttarli. Ne vuoi uno?

Eugenio, che non brillava certo per intelligenza, accettò senza far domande. Di fronte al cibo si sa, i maiali non ragionano troppo. Ma Eugenio maledì subito quella sua ingordigia. Appena ingerito il fungo infatti iniziò ad avere bruciori di stomaco, allucinazioni e passò tutto il pomeriggio a scappare da mostri assassini immaginari.

Brillina, accovacciata sotto un grande faggio, rideva, rideva, rideva. Passò ore intere a compiacersi del suo scherzetto, fin quando calò il sole.

  • Accidenti si è fatta notte. Certo come passa il tempo quando ci si diverte. Ora pero non voglio camminare nel bosco al buio. Uhm…ruberò una lanterna al signor McBurro.

 

Lasciata la fattoria, con l’oscurità ormai alle porte, gongolò felice per alcune centinaia di metri all’interno del bosco fino a quando la sua attenzione non venne catturata da un rumore poco distante, molesto, misterioso. Cosa poteva essere? Una volta avvicinatasi capì. Era un orso dormiente che russava tantissimo.

  • Uhm…strano, un orso nel bosco. Non ne ho mai visti qui. Vabbè, c’è sempre una prima volta…ora devo per forza inventarmi una burla. Guarda come dorme, hi hi hi…

Brillina non aveva bene in mente cosa avesse dovuto fare. Camminava lenta verso di lui prestando ben attenzione a qualcosa nei paraggi. Dell’ortica, qualche fungo bizzarro, dell’erba pruritina. insomma, l’ispirazione per un nuovo e divertentissimo scherzetto.

Ma mentre era sovrappensiero la volpe venne sopraffatta violentemente dall’orso, che nel frattempo si era svegliato. L’orso le strinse il collo con rabbia e a lei, dopo aver fatto cadere la lanterna, non rimase altro che implorare terrorizzata pietà e gridare aiuto.

Quelle richieste di soccorso e quei rumori svegliarono praticamente tutti e ben presto attorno alla coppia si creò un fitto assembramento di animali. Animali che iniziarono immediatamente a lanciare cori in favore dell’orso. Finalmente era giunto qualcuno pronto a vendicare anni di soprusi da parte di quella volpe cosi molesta!

  • Non mi fare del male, amico orsetto. Volevo solo giocare un pochino – Piagnucolava disperata Brillina.

L’orso, accecato da un odio anomalo, raccolse con una zampa la lanterna a terra e diede fuoco alla coda di Brillina. Poi la liberò.

  • Ora vattene, e non farti più vedere da me!

La volpe, sofferente, scappo via in lacrime nel bosco con la coda in fiamme. Il tutto tra il plauso generale degli animali in festa. La coda di Brillina però inizio a dare vita a innumerevoli fuochi che nel giro di una mezz’ora rasero al suolo completamente il bosco dei mille sorrisi.

E tutti gli animali, almeno quelli sopravvissuti, smisero di gioire. Tutti tranne uno.

Infatti l’orso in realtà era Paolo il costruttore, opportunamente travestito. Grazie al suo malvagio piano improvvisato riuscì a distruggere completamente il bosco dei mille sorrisi e a costruire in pochi anni un gigante e fatiscente centro residenziale.

Due cose su Francesco

Francesco Curti nasce nel 1984 a Bracciano, paese pieno di baretti alle porte di Roma.

Cresciuto tra Master System, scout e musica punk, passa gran parte della sua adolescenza a suonare il basso nei peggiori locali della contea e a sognare un futuro da nomade digitale. Oltre a nutrirsi in maniera ingorda di tutta la cultura pop anni '80 (e un pochino di quella degli anni '90 ma giusto qualcosina perché, ricordiamoci sempre, quelli erano gli anni delle terribili boyband) che comprende film, musiche e libri di inarrivabile bellezza.
In seguito si laurea in “Lettere e comunicazione”, all'epoca andavano di moda 'sti mischioni tra facoltà che facevano tanto figo, e passa da un lavoro all'altro dimostrando una forte predisposizione al lavoro di squadra e al farsi pagare in visibilità.

Nel 2015 si concede una lunga parentesi australiana e proprio durante questa esperienza Francesco decide di narrare le sue vicissitudini attraverso un blog, diaridiburro.wordpress.com, che gli darà un sacco di soddisfazioni e lo farà litigare con un cinese.

Nel 2017 Francesco Curti va a vedere i Guns'n'Roses.

Favole felici per bimbi bravi vol.1 è la sua prima opera pubblicata. Come suggerisce il titolo stesso, Francesco sta lavorando alla seconda parte.

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