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Ci 

sono molti tipi di gabbie in cui si può stare, quelle vere, di metallo, dove si finisce per aver commesso degli errori o perché li ha commessi qualcun’altro; quelle dorate, dove qualcuno ti rinchiude con il troppo amore, un amore egoista che non ti fa volare; quelle di cristallo, preziose e trasparenti, tanto da non vederne i confini: sono pericolose perché sono fatte di ricchezza, tanto da farci muovere piano all’interno.. così da non romperle.

Forse ce ne sono mille e mille altre ma la sua, la sua gabbia era la paura. La paura di ciò che avrebbe trovato se si fosse concesso di uscire, di lasciare la gabbia la cui porta era sempre socchiusa, non aperta affinché potesse vedere fuori. Non chiusa perché si rassegnasse. Uno spiraglio, un po’ di aria e di luce e non di più. Quella gabbia se l’era creata lui, in anni passati a lavorare per qualcuno che non l’apprezzava e che anzi usava senza problemi il suo senso del dovere. In anni vissuti in una famiglia che lo tollerava senza troppi entusiasmi. Aveva visto un film tempo addietro, un film dove per sconfiggere i cattivi dovevi concentrarti sul tuo ricordo più felice e, beh, per quanto si sforzasse a lui non veniva in mente nulla di tanto felice. Questo pensiero continuava stranamente ad assillarlo: sono mai stato felice? Aveva cominciato a guardarsi attorno e aveva iniziato a vedere una ad una tutte le sbarre della propria gabbia costruitasi da solo e per bene, da quell’uomo perizioso che era.. Ma come può un uomo di mezz’età riuscire ad evadere da se stesso. C’era un modo? Si certo che c’era, perché ora la porta era un po’ meno socchiusa è un po’ più aperta, perché semplicemente lui aveva deciso che voleva essere felice! Felice almeno una volta, fare qualcosa per se è non solo per dovere. Ma sarebbe bastato deciderlo? E poi? Dovrei partire? E il lavoro? E la famiglia? Forse non sono mai stato felicissimo ma, forse contento si. Ecco si, contento. È sufficiente, tanti hanno vite bruttissime, con disgrazie, poveri, quindi in fondo, va bene così! “Scusa? Chiuderesti quella porta che entra troppa aria? Ecco, grazie”.

Due cose su Thara

Io amo leggere e adoro scrivere, anzi, diciamo che é praticamente diventato un bisogno. Scrivo da quando ho memoria anche se questo non mi rende brava. Ho deciso di mettere i miei appunti "on line" per uscire dal guscio e spero di non disturbare!

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