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Si narra che nel lontano 1800 a Duindirb si aggirasse tra i boschi una donnina molto piccola di nome Sesa Falter.

Praticava la magia bianca, era considerata perciò una fata buona e ricordava alla gente come ci si dovesse comportare durante il Natale. 

Quella era infatti la sua missione: regalare sorrisi a tutti. Aveva in testa una coroncina di fiori e parlava spesso con gli animali del bosco come il grande unicorno Pegaso o il rospo delle sette faville.

Il rospo non diventava mai un principe a causa di una maledizione effettuata da una strega potente di nome Rubilla Cahandler. 

Nonostante tutto però la fata non smetteva mai di dargli dei bacetti e di ricordargli che un giorno avrebbe avuto il suo bell’aspetto.

Il rospo gracchiava e rispondeva a modo suo. Tutti in paese conoscevano la leggenda di Sesa ma nessuno l’aveva vista per davvero. I bambini non avevano paura di lei ma i più grandi li avvertivano di non avventurarsi nei boschi. Le lunghe passeggiate di Sesa finivano sempre al tramonto, con il sole rosso che come un uovo cocente lasciava spazio alla notte. 

Sesa aveva paura del buio perciò dormiva nella sua casetta con il suo migliore amico: un gatto arancione di nome Plutone. 

Era grande e aveva già superato i 4 anni di età  ma era affidabile e dolce come un agnellino.

Parlavano spesso prima di dormire e generalmente trattavano argomenti epici di gesta eroiche e di grandi autori come Dante Alighieri e Petrarca. 

Sesa conosceva bene tutte le lingue del mondo essendo una fata e ricordava al regno animale che il loro compito era allietare i cuori dei bambini. 

Ma gli adulti la vedevano in maniera distorta e la vollero sconfiggere. Grazie al cielo Sesa era forte e pregava moltissimo perciò quando due uomini bussarono alla porta per accompagnarla al patibolo dal boia lei si rifiutò e in lacrime cercò di ricordare a quei due stolti che le donne vanno rispettate sopratutto se non sono streghe. 

-Io sono una semplice ragazza, figlia del vento e moglie del mare- 

I due risero e la trascinarono via, le misero un sacco sulla testa e il boia era pronto per l’esecuzione quando una lacrima di Sesa scese a terra infuocando il pavimento di legno. Il boia, Raz Devene, si tolse il cappuccio e divenne un rospo. 

La potenza di Sesa era innarrestabile. 

I bambini gioirono quando seppero che la fatina dei ricordi era viva e andarono ad abbracciarla. 

Da quel giorno mai più nessuno ebbe paura di lei e anzi andarono sempre a casa sua a chiederle consigli preziosi. 

 

-Nonna è una storia bellissima- disse Paula a Fiona.

-Si ma come insegnava la fatina Sesa, ricordati ora di riposare e fare bei sogni. Così al mattino magari avrai una sorpresa da lei-

La bambina disse le preghierine e si girò di lato sperando di incontrarla nei suoi sogni. 

Qualche informazione su Roberta Canu

Sono una scrittrice poetessa correttrice di bozze e book blogger. Collaboro con un blog e con varie case editrici.

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