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«Chi è la cagnolina più carina del mondo, eh? Chi è la più carina che ci sia?»

Petite abbaiò due volte e le leccò il viso, e Audre ridacchiò. Nella calura soffocante di quella giornata estiva, anche la leccata umida della sua cagnolina era un toccasana. Con Petite ancora tra le braccia, Audre spostò l’attenzione sul resto della tavolata, cercando qualche discussione interessante alla quale unirsi.

Davanti a lei, Marguerite e Thomas chiacchieravano di vini e di fiori, mentre poco più in là le gemelle Molière ascoltavano incantate il giovane figlio dei Lavoisier, che raccontava per l’ennesima volta le recenti gesta della squadra dei canottieri.

Audre sbuffò e scostò il cappellino che le cadeva sul viso, poi accarezzò distrattamente la sua Petite. Anche Gerard, che era rimasto al suo fianco per tutta la colazione, ora si era spostato per parlare con qualcun altro e a lei non era rimasto proprio nessuno con cui condividere quattro chiacchiere. Tranne la sua Petite, ovviamente, ma per quanto intelligente fosse la sua cagnetta, non costituiva certo una compagnia così divertente. Provò a concentrarsi su Thomas e Marguerite, sporgendosi per ascoltare la loro conversazione.

«Pensate, Marguerite cara, che la vedova di Matisse ha appena acquistato un vigneto fuori città e si dice che abbia fatto un grande affare.»

«Ma davvero? Incredibile!» 

«E non è tutto. Si dice che l’abbia pagato almeno il doppio del suo reale valore, un chiaro sintomo di quanto le donne siano inadatte a fare affari. Avrebbe dovuto contattare il sottoscritto, altroché.»

Audre osservò il volto di Marguerite e si stupì di quanto l’amica si mostrasse interessata a quei discorsi boriosi. Ma appena Thomas fece una pausa e abbassò gli occhi per prendere un sorso di vino, Marguerite le lanciò un’occhiata annoiata e Audre trattenne una risata. Ora sì che riconosceva la sua amica. Appena Thomas avesse lasciato il tavolo, Marguerite si sarebbe lanciata in una sequela di lamentele su quanto fosse noioso, Audre ci avrebbe scommesso.

Nel frattempo, lei avrebbe cercato qualche altre discussione alla quale unirsi.

Petite abbaiò di nuovo e Audre le diede distrattamente un chicco d’uva. Di cosa avevano da parlare tanto Gerard e gli altri? Perché il marito non tornava lì a tenerle compagnia? Non pretendeva certo che si alzasse lei e lo raggiungesse?

Con la mano libera, Audre afferrò un tovagliolo e prese a sventagliarsi con foga. Odiava l’estate e odiava ancor più le colazioni. Specie quando doveva vestirsi di tutto punto per stare sotto al sole cocente per mezza giornata.

Ma che gusto c’era a fare quei pasti ridicoli? Si poteva parlare benissimo in salotto, con qualche pasticcino e magari perfino un tè, come facevano gli inglesi. Loro sì che erano gente elegante, mica come tutti quei giovani in canotta!

Che fine avevano fatto le buone maniere francesi? Un altro po’ e si finiva a magiare sull’erba a piedi nudi. Petite abbaiò, sancendo la sua approvazione. Lei sì che era una cagnolina intelligente. Audre lasciò il tovagliolo e riportò la cagnetta accanto al viso. Almeno lei ci teneva a farle compagnia.

«Chi è la cagnolina più intelligente del mondo? Chi è la più carina?»

Qualche informazione su Denise

Sono una quasi trentenne che non si sente affatto tale, una Master di D&D per vocazione e una lettrice e scrittrice per necessità. Mi nutro di ogni forma ludica e artistica esistente e, nel tempo libero, mi divido tra infinite passioni, cercando di vivere ogni giornata come fosse una nuova sessione di un’avventura fantastica. Scrivo di libri e film sul mio blog, Chiacchiere Letterarie, e di giochi da tavolo e giochi di ruolo qui su Storie da GdR.

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