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Luce rossa lampeggiante. Sta arrivando un altro gruppo. Ecco Elvis che si affretta a raggiungere le porte e inizia a cantare, canta sempre lui per l’accoglienza. Forse pensano che sia un buon modo per stupirli, per dare il benvenuto. A me è piaciuto, però non conoscevo tante canzoni. L’avevo pure scambiato per Bobby Solo. Che poi non ricordo, è morto Bobby Solo? Mah, in giro non l’ho visto. Dai, su, avviciniamoci. Vediamo chi arriva oggi.
Negli ultimi mesi sono stati in tanti, più del solito. Ci hanno spiegato cosa stesse succedendo laggiù e ho pregato che la mia famiglia stesse bene. Certo, mi mancano. Ma non vorrei vederli qui ora, è troppo presto. A marzo mi ha raggiunto mio cognato. Tra tutti, era quello che meno potevo aspettarmi. Mi ha detto che era stanco di essere vecchio. Non faceva per lui. Gli dispiace tanto per sua nipote, però. E per sua moglie, ovviamente. Tuttavia, qui ha ritrovato la prima. È stato strano. Erano anni che loro non si vedevano, naturalmente. Lei l’ha lasciato almeno vent’anni fa. Vedeste come si sono abbracciati! Si è pure avvicinato Elvis durante il loro abbraccio, ha cantato un lento. Tutti hanno applaudito. Dev’essere strano avere due mogli. Una qui che non vedevi da anni, e una che hai appena lasciato laggiù. Insomma, si capovolge tutto!
A me non manca tanto Lina. All’inizio è stato difficile, era la mia compagna da oltre cinquant’anni. Nonostante i difetti, nonostante quel caratteraccio, mi è mancato molto averla in giro. Ma ora, sinceramente, mi sto godendo un po’ di tranquillità. Che ci posso fare?
Eppure, in questi ultimi mesi ho pensato – oddio, forse anche temuto – che l’avrei vista attraversare i cancelli. Non era messa benissimo laggiù, non le avrei dato un mese. Ma intanto, s’è ripresa. Ha ragione mia nipote, quando mi rivolge certi pensieri dicendo che “l’erba tinta un mori mai”. Se solo potessi fare qualcosa da qua per farla cambiare.
Comunque, qui la gente è davvero tanta. Che poi, gente! Devo smetterla di chiamarla così. Non è più gente. Qui preferiscono la parola “entità”. Ed oggi di “entità” ne stanno arrivando veramente tantissime. La maggior parte non parla italiano. Sento inglese. Almeno credo sia inglese. Non l’ho mai imparato. Poi altre lingue strane. Mah. Forse farei meglio a tornare al mio cerchio, mio cognato mi aspetta per un Cinchiglio con il mio meccanico, suo cugino morto in guerra e quel baro dell’ex sindaco. Poveraccio, pure lui. Se n’è andato presto e dopo averne passate tante, per giunta! Una brava persona ma a Cinchiglio bara sempre.

La luce ha smesso di lampeggiare ed Elvis sta cantando l’ultima canzone quando mi sento chiamare.
«Totu, Totu! Antoniooo!» Per un attimo penso di essermi perso qualcosa nel collegamenti dabasso e che mia moglie, inaspettatamente, mi abbia trovato. Ma poi mi accorgo di lei. Corre come non avrebbe potuto correre laggiù. È felice di vedermi e mi trovo stritolato in un abbraccio.
«Rosa?» mi sento dire, stupito. La abbraccio a mia volta. «Rosa ma che è successo? Ho visto tuo marito un anno fa ma non mi aspettavo di vederti così presto! »
«Totu, è stata una polmonite. Mi ha liberato. Non ricordavo più nulla, mi sentivo in trappola. Per Dio, non riconoscevo nemmeno i miei figli! È stato uno strazio, da cinque anni che sto così. Ma adesso posso riabbracciarvi! » e mi stringe di nuovo. Mia sorella, che non vedevo da prima ancora di abbandonare la Terra, mi sta stringendo forte come quando eravamo giovani.
«Ora non ci lasceremo più, vero? Dai, portami da mio marito che non vedo l’ora di riconoscerlo, finalmente! »

Qualche informazione su Mudblonde

Dipendente dalle Storie da quando mia madre mi lesse per la prima volta Cappuccetto Rosso. Non mi importa la forma; cinema, letteratura, musica, audiolibri, credenze popolari, serie tv, miti e leggende, fotografie... raccontami una buona storia e sono tua. Ogni tanto, provo a raccontarne qualcuna anche io.
Nei ritagli di tempo, lavoro e studio.

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