Menu

Ed eccomi qui quindi, sola in questa casa, questo odio e amore tra le mura domestiche. 
Ho sempre pensato che avrei comprato una casa perfetta, io che le case le vendo. 
Anni trascorsi a trovare difetti, a valutare, a predicare.. a volte (molte) consigliavo, mi assumevo la responsabilità per la vita degli altri.
Mi sono trovata a mentire per concludere una vendita, ma menzogne bianche che avrebbero portato a verità. 
Ho sempre trovato affascinante la mente umana, lei
può mentire, il corpo invece non lo fa mai.
Il corpo non segue i pensieri, non li asseconda. Il corpo ha una metrica diversa, si muove con il suono delle vibrazioni. 
Le mie parole arrivavano come suoni alle orecchie dei miei clienti, loro mi rispondevano prima con il corpo ed io, riuscivo ad intercettare quei minuscoli movimenti e già mi preparavo una contro-battuta. 
Poi, arrivava la risposta… in alcuni episodi era attinente al movimento del loro corpo, in altri era l’opposto.
Ed in quel momento, li accompagnavo alla loro verità.
Senza mai forzare.

C’erano motivi economici in molte trattative, in altre erano personali ed emotive. 
Ed era proprio in quelle che davo il meglio di me. 
Ma non era sempre così: molte volte non avevo sensibilità, ero fredda, menefreghista e dura con tutti. 
Esistevo solo io, con le mie voci, i pensieri disarmanti e le paure.

C’è chi mi voleva donna, chi ragazza, più responsabile, meno festaiola, più interessata, meno spavalda, più sul pezzo e meno sul cazzo. (inteso come stare antipatica! )
Erano molto concentrati a farmi crescere in una donna sconosciuta, una donna ideale.
Simpatica, educata, servizievole, sexy, amabile, seria, dritta, ferma, in carriera… altrimenti non sei nessuno, la macchina, la casa, la famiglia, la sicurezza e la morte. 
Pochi, pochissimi e rari volevano l’altra quella vera. 
La verità è pessima, putrida e difficile.
L’altra era diversa, pazza, maleducata a volte, lunatica, sensuale, femminile, sinuosa, demoniaca e santa, aggressiva, ma anche sensibile e dolce, maldestra, disordinata con classe, curiosa, innamorata, disastrata, gioiosa, festosa, calda, sporca, sboccata, elegante, trashissima, focosa, pornografica, amante del cibo, pigra, elettrizzante, paurosa, coraggiosa, inerme, emotiva, instabile, non risoluta, ma quando lei chiude… chiude.
Quella lì ingestibile insomma.
Chi la vorrebbe come lavoratrice, compagna di viaggio, amica…
Solo un/una Pazzo/a.
Quando telefono a mia mamma, dev’essere sempre successo qualcosa, a volte l’altra torna e combina qualche guaio che la donna che gli altri mi hanno fatto diventare, dovrà sistemare.

E allora chiamo mamma.
Siamo in due qui dentro: La cinica viva e la perfetta morta. 
Le due non si compensano, si prevaricano, quando c’è una l’altra sparisce.
La musica che sto ascoltando mentre scrivo, mi permette di essere onesta.
La mia mano segue la melodia, non è la mia mente a scrivere, ma è la pancia, la pelle, le ossa e i muscoli. 
Credo di aver capito.
La perfetta morta tiene tutto fermo, tiene al sicuro, ma quando si chiude troppo, ecco che torna la cinica viva che prende il sopravvento.
E lì anziano i problemi.
Tornano le spinte, la terra inizia a muoversi e si riaprono scorci rimasti coperti. 
La terra inizia a bagnarsi e tutto si muove. 
La schiena si raddrizza lentamente, il cuore cambia il suo ritmo.
Questa volta il terremoto è stato fortissimo, talmente tanto che ha colpito anche le persone attorno a me.
Questa volta è da medaglia!
Questa volta ha vinto la cinica viva. 
Ho voglia di ritrovarmi, di risentirmi, di riabbracciare quella ragazzina che ballava sul tappeto di casa senza curarsi degli sguardi altrui, che si arrampicava ovunque, che non aveva paura di saltare… lei volava.
La mia esperienza è proprio questa, voler far pace con me con il mio passato e con la mia femminilità. 
Mettermi a nudo e seguire le spinte, non soffocarle ma viverle.
Tutto si muove ora dentro di me, ho risentito profumi familiari, ho incontrato mani che volevano solo farmi del bene. 
E se il mio talento è l’essere femminile, nera e gioiosa… la mia volontà è quella di continuare questo percorso alla scoperta di me stessa. 
Senza paure, affidandomi e fidandomi di quello che sento, ora che sto riacquisendo sensibilità.
Quella bambina ora mi direbbe di lasciarmi andare, non per gli altri.. ma per me.
Abbi fede, lo combatteremo questo male.

Qualche informazione su JessicaZanardo

Quando Jack ( il mio diabete) decide per me, io scrivo.
Una scrittura terapeutica per esorcizzare, riflettere e sorridere.
Per me e per chi vorrà fermarsi anche solo per qualche minuto.

Vedi tutti i post
No Posts for this author.
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]
0