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Cari Geeki, oggi pubblichiamo un’intervista doppia ai due vincitori del nostro ultimo contest narrativo, “Un ricordo malinconico” (potete leggere tutti i racconti i concorso nel nostro archivio): Salvatore Improta, alias @inverosimilmente, autore di “Brucia“, e Jessica Zanardo, alias @JessicaZanardo, scrittrice presso “La vita di un’altra” e in attesa dell’uscita del suo primo libro. Andiamo a conoscerli meglio con qualche domanda!

1. All’interno della community sei già conosciuto/a, quindi ti chiediamo di parlare di te in maniera creativa: descriviti come se fossi il personaggio di un romanzo (se vuoi puoi dirci anche di quale romanzo).

Salvatore:
Yambo è un libraio, ma non come gli altri, è un libraio di libri rari, introvabili. Ad un certo punto perde la memoria per una malattia. Allora torna sui luoghi della sua infanzia per ricercala in immagini, suoni e parole scritte. Ecco io ho il terrore di dimenticare le cose, allora devo ricercarle nelle immagini ma soprattutto nelle parole. E devo fermarle, come fossero fotografie ma in realtà sono i racconti e le storie che scrivo. E poi ci sono i libri. Li adoro anche come oggetto. Yambo ritroverà la memoria in modo inconsueto, spero di ritrovarla (o di non perderla) nelle (grazie alle) parole e nell’inchiostro (o nei bit) che fermo e nelle canzoni che scandiscono le mie giornate. (Yambo è il personaggio protagonista de – La misteriosa fiamma della regina Loana – Umberto Eco)

Jessica:
Jessica è una bambina speciale, nata già con le idee chiare: cambiare idea all’ultimo secondo.
L’indecisione ha sempre fatto parte della sua vita.
Fin da piccola quando veniva messa di fronte ad una scelta, lei tergiversava lasciando fare alla vita, non sarebbe stata lei a decidere, ma il destino.
Finché crescendo, non si accorse che la vita non era così semplice e cominciò a prenderle quelle decisioni, con così tanta fermezza da desiderare e portare le cose dove voleva lei. Non c’era cattiveria, ma paura perché finora le cose non erano andate come sperava lei.
Un’infanzia travagliata e un’adolescenza dentro al suo mondo, un mondo di musica e di scrittura. Ascoltava musica Rock, perché il padre le aveva lasciato una cassetta dei Queen e ac/dc, prima di andarsene di casa.
Ma una cosa era per lei fondamentale, la scrittura nei diari. Lei scriveva di tutto, teneva traccia delle risate e delle lacrime. Delle rinunce e dei traguardi, dei primi amori e dei primi fallimenti. Lei ricorda ancora quel primo bacio seduta sul muretto nel campetto dietro casa. Lo ricorda perché le è capitato di rileggerlo.
Poi la vita si sa, ti porta lontano dai sogni e dalle passioni, ti fa conoscere il lavoro dove Jessica si è tuffata con anima e corpo, inizialmente per dimostrare a suo padre che ce l’avrebbe fatta, ma poi perché le veniva bene e adorava vedere il risultato finale di ogni situazione. Lei ha sempre amato osservare le persone che incontrava, scoprirne le storie, immaginare i finali. Ma poi, la stanchezza non le permetteva di tornare a casa per mettersi a scrivere. Finché questa spinta che lei ha sempre sentito, cominciò ad affievolirsi fino a scomparire del tutto. Non le veniva più di scrivere, non le veniva più di raccontare al suo amato diario. Non aveva più un Diario. Aveva solo le sue storie che duravano il tempo di un ricordo.
Alla soglia dei trent’anni, quando pensi di essere ormai “arrivata” si trovò sballottata in una nuova realtà, una malattia cronica che la rubò da se stessa e la gettò in fondo alla sua coscienza con i suoi più terribili mostri. La lasciò sola, infreddolita e stanca, con i suoi ragionamenti flebili e le sue giornate sotto shock. Ogni tanto provava a ribellarsi, ma quella malattia era più forte di lei, le legava i posi e la costringeva a letto. Ma le donne sono così stupefacenti, da stupire persino se stesse. Una sera prese il suo computer, si mise comoda e iniziò a scrivere. Risentendo ad ogni parola i ricordi di un tempo, di un’altra vita e di un’altra Jessica. Ogni lettera si componeva da sola, senza il suo aiuto. Si rese conto che le sue mani viaggiavano da sole su quelle parole, lei lasciava fare e si fermava solo quando gli occhi le bruciavano e le dita imploravano pietà. Come si sentiva viva quando scriveva, nessun giudizio, nessuna decisione, nessuna colpa. Solo lei e le sue parole. Ogni volta che rileggeva, a distanza di tempo si stupiva perché non si ricordava di aver scritto quelle parole ed era la sua personale terapia, era come leggere qualcuno che la conosceva bene. Ogni finale era un sospiro, ogni nuovo capitolo un nuovo piacere. Lei voleva argomenti sui quali immergersi, fare ricerche e poi iniziare a scrivere. Finché navigando nel web, tra le tante ricerche che amava fare, non incontrò una nuova piattaforma che le permetteva di scrivere partendo da un tema. Quei favolosi Contest Narrativi.
Meravigliosa famiglia di Geeki.
Con amore. Jessica.

2. Parliamo del tuo racconto: come hai avuto l’idea? In generale da cosa trai ispirazione?

Salvatore:
L’ispirazione per “L’eclissi del secolo” è venuta in modo particolare, in realtà ero partito con lo scrivere un altro racconto ambientato nello stesso spazio reale (il parco), poi mi sono immaginato la panchina che vede milioni di persone e di avvenimenti ma non può parlarne con nessuno. Testimone ma solo per sé stessa. Occhio senza parola. E così ho sentito il bisogno di dargli voce. In realtà tante volte mi fermo ad osservare le persone (anche brevemente) e posso assicurare che tutti hanno qualcosa che vale la pena di essere raccontato. Non ho uno schema preciso che mi ispira, direi che spesso ci sono persone, cose e situazioni (anche totalmente casuali) che credo valga la pena di raccontare.

Jessica:
“Una piccola vita” è nata perché dell’autunno adoro le foglie che cambiano colore e riempiono le strade. Ho pensato alla loro vita, nello specifico alla vita di una singola foglia. Mi sono immaginata questo albero vicino al mare (Amo il mare), con queste foglie che osservano e vivono, fino a morire. Ho pensato che anche loro potevano sviluppare qualche ricordo e ridonarcelo morendo. Immagino anche la natura che di notte si mette a giocare, la luna con il mare, le foglie con il vento… movimenti impercettibili all’occhio umano. Una natura viva anche nella morte. Una natura viva oltre a noi, prima e dopo noi. Tutto questo, dalla mia scrivania perché la visuale è una strada grande, traffico e zero natura… solo il tramonto in mezzo alle fabbriche e le case. Da questa prospettiva, l’immaginazione mi aiuta molto. Ho un mio personale sogno e una mia personale visione di ciò che vorrei, vedo una scrivania sotto ad una finestra, un giardino con alberi che mi osservano mentre scrivo. Ho preso tutto questo e l’ho spremuto dentro al racconto.

3. Domanda classica da intervista doppia: cosa pensi dell’altro/a e del suo racconto? Hai letto qualcos’altro che ha scritto? Cosa ti colpisce del suo modo di scrivere?

Salvatore:
Come ho scritto nel commento ha una bella modalità di narrazione, nel brano del contest si avvicina molto ad una poesia. Ha evidenziato molto i sentimenti, più che ciò che vedeva oggettivamente e direttamente la foglia; una scelta coraggiosa che rende il brano quasi naturista. Leggendolo lascia un bel sentore e tanta serenità. E poi la circolarità: la foglia diventerà compost nella terra che alimenterà nuovamente gli alberi e le foglie che spunteranno. Di Jessica ho letto il diario e della sua relazione con Jack che tra amore e odio è anche fonte stessa di ispirazione. Io non riesco mai a tenere un diario, scrivo appunti in giro dappertutto ma un diario può diventare un fedele compagno di viaggio!

Jessica:
Ho letto il racconto di Salvatore e mi ha molto emozionato il finale perché era il punto di vista di un oggetto che nel suo racconto prende vita, un po’ come la mia foglia. Mi piace il suo modo di scrivere che trovo veloce nelle emozioni, diretto e arriva dove deve arrivare. Non ci sono giri di parole, solo emozioni che si accavallano tra loro, che crescono ad ogni frase. Mi piace questo del suo modo di scrivere, ti cattura e ti porta esattamente dove vuole lui lasciandoti a bocca aperta.

4. Quali sono i tuoi attuali progetti di scrittura? Raccontaceli!

Salvatore:
In questo momento sto lavorando ad un nuovo – vecchio romanzo, nel senso che ho ripreso in mano un vecchio progetto che avevo nel cassetto però rivoltandolo come un calzino. E’ un lavoro che merita tanta ricerca e studio (cose che nella scrittura adoro). Inoltre sto lavorando ad una collaborazione con @vale, una serie di racconti di cui per ora non vi svelo null’altro… E poi ci sono i miei amici racconti brevi!

Jessica:
Sto concludendo il mio “diario”, la storia sulla mia esperienza con Jack, il mio Diabete. Descrivo tutto ciò che mi succede durante i primi due anni di convivenza con questa malattia, racconto le varie personalità che mi spuntano fuori e la depressione sia fisica che mentale. Racconto una morte ed una rinascita. E poi, grazie a voi Geeki mi ritrovo a scrivere brevi racconti, una mia amica mi propone un titolo e io butto giù i pensieri. Intanto li sto raccogliendo, poi chi lo sa!

5. Ti piacerebbe lanciare un progetto o un’idea qui sul sito di Geeko, magari per un prossimo contest o per una serata di discussione? Oppure ti piacerebbe collaborare con qualcuno della community? E’ il momento di proporre le tue idee!

Salvatore:
Come collaborazioni faccio già il pieno con Geeko: @vale, @maddalenavalentinah e @alessandraloreti, non posso in questo momento mettere altra carne sul fuoco, anche se mi piacerebbe davvero tantissimo. Invece mi piacerebbe proporre la realizzazione di podcast, credo che in un mondo dell’editoria sempre più digitale sia un nuovo ed interessante strumento di condivisione della cultura che possa veicolare bene sul web.

Jessica:
In questo momento, la mia vita è pienissima di situazioni a volte ingombranti. Il mio lavoro occupa l’80% della mia mente e della mia giornata ed il restante 20.. beh una casa, un moroso, un cane e la vita stessa me lo occupa. Un mio sogno sarebbe quello di cominciare a pubblicare brevi racconti, scrivere di ciò che vedo quotidianamente. Non ho un’idea precisa da proporre perché onestamente ad oggi ho tante idee, ma tutte ben confuse! Adoro questa piattaforma, adoro partecipare ai Contest e leggere i commenti dei Geeki. Non sono molto attiva nelle serate letterarie perché cerco il più possibile di dedicarmi alla famiglia quando torno a casa. Preferisco spegnere i collegamenti con l’esterno ed accendere le connessioni dentro casa. Non so se smetterò mai di partecipare alle vostre attività, siete la mia nuova droga. A 31 anni i racconti sono la mia droga.

6. Salutaci con un consiglio di lettura oppure una frase che possa ispirarci.

Salvatore:
Uno ve l’ho già dato… ma scelgo, Molto forte incredibilmente vicino di Safran Foer, e una frase ispiratrice scelgo un brano di Pino Daniele Yes, I know my way, ed in particolare ”miette e’ creature o’sole ppecchè ann’ sapè addò fa friddo e addò fa cchu calore” metti i bambini al sole perché devono capire dove fa freddo e dove fa più caldo.

Jessica:
“Il pensiero genera realtà” è una frase che mi ispira molto, non so dove l’ho letta. Anzi, l’ho letta un po’ ovunque, ma l’ho fatta mia. Un augurio a tutti voi, che la vostra realtà sia e diventi ciò che il vostro pensiero ricerca.

Grazie a Salvatore e Jessica per le risposte e per gli stimoli! Potete trovare tutti i loro racconti e articoli sui loro profili, qui su Geeko. Vi ricordiamo che abbiamo appena lanciato il nuovo contest narrativo, a tema “Nella notte”: fatevi ispirare e scrivete il vostro racconto! 🙂

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