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Ciao Geeki, come state? Speriamo che anche questa settimana stia passando fra racconti da leggere e da scrivere e che stiate ricevendo sempre nuovi spunti letterari e creativi da Geeko Editor.

Bene, oggi abbiamo deciso di darvi una mano in questo senso presentandovi un’intervista a Gianluca Esposito, ultimo entrato nella scuderia Geeko con il suo Spegni la luce, una bella raccolta di racconti sull’amore, in ogni sua sfaccettatura.

Gianluca Esposito

Gianluca all’incontro dei GeekoAutori di martedì 30 gennaio.

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Spegni la luce ci è sembrata una raccolta molto personale, sia per stile che per temi trattati, quindi possiamo chiederti chi è Gianluca Esposito e cosa ti ha portato a scrivere questi racconti?

Chi sono? Ho sempre odiato questa domanda fin dai tempi della scuola, forse perché in realtà non so chi sono, ma credo anche che in pochi sappiano realmente, fino in fondo, chi sono.

Però so cosa vorrò essere e so che vorrò provare costantemente emozioni nuove, perché la monotonia mi ammazzerebbe. Per questo provo a stupirmi ancora leggendo un libro, riguardando un vecchio film alla ricerca di impressioni che prima non avevo colto, o ascoltando musica.

Chi ha la “sfortuna” di conoscermi sa che parlo poco di me e Spegni la luce è il tentativo di condividere parte della mia vita con gli altri.

Da quanto scrivi e come hai cominciato?

Non scrivo da molto, o almeno professionalmente. Ho scritto spesso negli intervalli di tempo, tra un caffè e una sigaretta, tra un libro del liceo e uno dell’università.

Da quanto tempo esistono i racconti nella raccolta? Quando hai iniziato a buttarli giù, te lo ricordi?

I racconti sono nati nel luglio di qualche anno fa, ma sono stati raccolti in Spegni la luce soltanto mesi e mesi dopo, anche perché quando ho cominciato a scriverli, in quella calda estate, era ben lontana l’idea di un libro.

Leggendo alcuni dei tuoi racconti abbiamo avuto la sensazione di avere fra le mani testi molto più simili a poesie o canzoni che opere di prosa, delle opere molto “musicali” e “ritmate”. Quali sono i tuoi riferimenti letterari, e perché queste particolarità stilistiche?

Spegni la luce è effettivamente un libro al limite della prosa, della poesia e della canzone. Non credo che sia stata una scelta voluta, anche perché i racconti sono nati all’improvviso e sono stati buttati su carta in modo naturale, senza troppi giri di parole.

Non ho riferimenti letterari, però l’autore che ha cambiato il mio modo di vedere il mondo probabilmente è Charles Bukowski. Tra gli autori che mi hanno colpito in passato non posso non citare Baudelaire e D’Annunzio. Attualmente, invece, trovo conforto negli scritti di Guido Catalano.

Copertina Spegni la luce

La copertina di Spegni la luce

La caratteristica fondamentale della raccolta è il fatto che tu abbia affrontato diversi aspetti dell’amore, ad esempio l’abbandono di un amato, episodi ironici, trasporto assoluto, attrazione. Da dove nascono i racconti di Spegni la luce, da quali esperienze?

Sì, Spegni la luce tratta dell’amore in tutte le sue forme, eccezioni, intenzioni. Dolore e gioia, croce e delizia.

Da dove nascono?

Dall’amore che ha ridato colore alla mia vita

Dalle delusione che hanno cercato di sbiadire quei colori

Insomma: dalla mia vita.

Hai scritto altro, oltre a questa raccolta? E in futuro hai altri progetti narrativi?

No, non ho scritto altro per ora. Ad oggi mi dedico alla lettura e alla musica, ma senz’altro in un futuro prossimo ricomincerò a scrivere.

Sei molto attivo sui social, e in particolare su Instagram, per promuovere i tuoi scritti. Cosa pensi del rapporto fra scrittura e promozione dell’autore sul web? Come ti sei trovato o ti trovi tutt’ora?

Sono molto attivo sui social perché li ritengo fondamentali. È inutile nasconderci dietro scarse retoriche: credo che instagram, facebook e tutti gli altri social diano l’opportunità di far conoscere ciò che siamo, ci permettano di dire la nostra in un paese, come l’Italia, che ai giovani concede poco e niente.

Dicci in poche righe a chi consiglieresti la lettura di Spegni la luce e perché.

A chi lo consiglierei?

Lo consiglierei a tutti voi.

Perché?

Perché in Spegni la luce c’è vita.

La vita di tutti.

Ringraziamo Gianluca per averci raccontato il suo libro e la sua poetica con il suo stile personale, e vi invitiamo a leggere la sua raccolta di racconti.

Buona lettura ^_^

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