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Cari Geeki, in questo difficile periodo abbiamo deciso di coinvolgervi in un nuovo contest narrativo, L’Abc della fantasia, per raccogliere gli elementi della quotidianità che abbiamo vissuto durante la quarantena e rielaborarli all’interno di storie da condividere con la community. Vi abbiamo dato sei possibili parole da utilizzare come spunto per la scrittura di un racconto: attesa, ascolto, bisogno, battaglia, creatività, connessione. E poi, come sempre, abbiamo pubblicato tutti i racconti partecipanti, per permettervi di leggere, votare e commentare i vostri preferiti. E’ stato bello condividere storie ed emozioni con tutti voi.
Per questo contest abbiamo avuto due vincitrici ex aequo: Valentina Giuliana (@Damo87), con il racconto “L’attesa del non-ancora”, e Jessica Zanardo (@jessicazanardo), con il racconto “Il ciclo della vita”.
Le due vincitrici si sono aggiudicate una grafica di celebrazione del loro racconto, un’intervista e un coupon sconto per l’acquisto dellAbc dello scrittore esordiente, il videocorso dedicato a scrittori esordienti in cerca di una “cassetta degli attrezzi” per scrivere e promuovere il loro romanzo. Anche voi volete scoprire le 26 lezioni del nostro videcorso?

Scopri il videocorso

Ora conosciamo meglio le due vincitrici del nostro contest: eccovi l’intervista con loro risposte alle nostre curiosità. Buona lettura!

1. Presentati e raccontaci un po’ di te.

Jessica: Ciao a tutti, sono Jessica ho 32 anni e amo scrivere. La mia malattia (il diabete t1) mi ha portata a riscoprire la scrittura rendendola terapeutica. Ho così aperto un blog, scritto due libri, di cui uno pubblicato, e adoro partecipare ai vostri contest. Amo mettermi alla prova quando c’è solo un accenno di direzione, ma mi permetto di spiegare le ali della mia mente. Ogni volta che premio “invia” e spedisco il mio racconto ho un piccolo brivido perché l’emozione è sempre molto forte.

Valentina: Ricollegandomi a una simile domanda relativa all’intervista dell’anno scorso, penso che in un tempo così breve molte cose siano cambiate…in meglio! Oggi ho una percezione diversa di me, maggiormente sfumata, dai contorni incerti e non ben delimitati, ma con maggiore consapevolezza circa chi penso di essere. Potrei dire che, sono un “io” qualunque che assorbe il mondo e ne restituisce a esso una piccola parte con le proprie semplici azioni nella vaga incostanza dello scorrere dell’esistenza, questa è la percezione soggettiva di me; oggettivamente sono Valentina Giuliana, con altre determinazioni di non rilevante importanza.

2. Parlaci del tuo racconto: come hai interpretato il tema del concorso?

Jessica: Quando ho letto il tema ho pensato che le tre lettere non potevano prendere tre viaggi diversi, ma le avrei unite per dare vita ad un racconto in cui le caratteristiche si fondessero in personaggi. Per dargli voce, anima e corpo.
I nomi non sono a caso, le iniziali rappresentano le tre lettere del contest e ogni personaggio ha le caratteristiche delle parole che rappresentano. Ho voluto usare La Nonna Anna come pilastro della vicenda, perché è ciò che accade nel ciclo della vita. I nonni sono le fondamenta sopra i quali si costruiscono le vite successive.
Ho amato ogni singolo personaggio, perché tutti e tre fanno parte di un ciclo, noi siamo quelle tre persone, abbiamo dentro di noi il seme di ogni loro caratteristica. Ed il ciclo della vita si ripeterà all’infinito.
Non si può avere futuro senza passato, ed il presente rappresenta il qui ed ora. Il momento più importante di tutti. Perché è il momento di vita piena. Dove esistiamo. Dove esiste la vita.

Valentina: Ho interpretato il tema del concorso partendo dalla parola chiave “attesa”, cercando di modellarle attorno la percezione del periodo storico che stiamo vivendo come “taglio epocale” negli avvenimenti dell’umanità, narrando di due esseri umani che in questa “sospensione del momento che diviene futuro” non smettono di appartenersi e di abitarsi, nonostante la distanza sociale imposta sia fisica che mentale (generata da questo smarrimento generale). Questa interruzione che stiamo vivendo non impedisce tuttavia di irrobustire e risignificare rapporti interpersonali che abbiamo vissuto prima di questa frattura o che semplicemente custodiamo da sempre dentro noi. Il messaggio è che ciò che ha valore rimane una traiettoria costante precisa nel tortuoso scorrimento degli eventi.

3. Come hai vissuto il periodo della quarantena? Cosa hai letto? Ti sei dedicata a progetti di scrittura?

Jessica: Il periodo di quarantena l’ho vissuto come un momento di ascolto dei miei sogni, pensieri e idee. Ho dato piena libertà ad essi di uscire e farsi spazio, anzi prendersi quello spazio che non riescono mai a prendersi. Ho dedicato tempo ai progetti rimasti in soffitta, Ho scritto nel mio blog, ho dato vita a dei momenti per la community di crescita e sono cresciuta anch’io.
Per quanto riguarda i progetti di scrittura, ho finito il mio secondo libro. Ho messo fine a questo secondo “figlio” , l’ho editato e finalmente è pronto per la parte grafica. MI sono sentita libera. Più di quanto la vita “vera” mi desse la possibilità di essere. Ho avuto tempo e questo è stato il regalo più grande.

Valentina: Ho vissuto questo periodo non vedendolo come “tempo morto”, come terreno infruttuoso bensì come opportunità, come momento atto a porre le radici per un nuovo fiorente domani. Quando scrivo “sospensione”, penso alla pausa musicale necessaria a creare armonia con il resto dei suoni che, seppur silenziosa, è necessaria nel complesso della riuscita di un brano.
Ho letto e scritto molto in questo periodo, divagando tra i più disparati generi e forme letterarie in entrambi i casi. 

4. Partiamo dalla parole evocative che abbiamo scelto come tema del concorso per parlare della tua vita, delle tue emozioni e dei tuoi pensieri. Come hai vissuto l’attesa, in queste settimane di sospensione? A quali sentimenti e/o immagini colleghi l’attesa?

Jessica: La mia è stata un’attesa attiva, ho assaporato la gioia dei momenti, ho vissuto il qui ed ora, non ho sprecato nemmeno una goccia di quel tempo. Non ho aspettato, ho goduto. Ho visto com’è vivere e vedere il sole che fa il suo corso. Ho percepito il trasformarsi della natura, prima era solo un’informazione scientifica, io l’ho vista e l’ho percepita la primavera. Ho visto l’erba crescere, trasformarsi in fiorire e in frutto. Ho respirato l’aria pulita, ho visto un mondo fermarsi e respirare. Ho vissuto nel risparmio più totale, ho visto quanto una spesa fatta con testa possa trasformarsi in minimo 20 pasti per due persone. Abbiamo creato la maggior parte dei nostri piatti, non li abbiamo acquistati pronti. Ho visto quanta superficialità nutriva il mio pensiero e quanti soldi buttiamo via in cose inutili. E tutto quel lavoro che facciamo è per soddisfare un ego bisognoso di attenzioni, invece di conservare l’unica cosa che non tornerà mai indietro: il tempo.
Non ho atteso, ho vissuto.

Valentina: Non amo parlare della mia vita, ma cercherò di dare risposte puntuali.
Ho vissuto l’attesa di questo periodo come se non fosse una attesa ma una continuazione, il prosieguo della esistenza che cambia e assume nuove forme cercando di accoccolarmi tra queste increspature per non perdere il ritmo della vita che, nonostante tutto, continua a fluire e non si arresta. Collego l’attesa all’immagine del ritorno, alla volontà di vivere qualcosa che già si percepisce ma ancora non si conosce appieno poiché sempre rinnovato…come il ritorno in un luogo che crediamo conosciuto ma in realtà è sempre nuovo ad ogni arrivo. Il sentimento legato all’attesa è il desiderio, la brama di veder attuato qualcosa che si è palesato solo nella nostra mente a livello inventivo.

5. Cos’è, per te, l’ascolto? Di cosa ti sei messa in ascolto in questo periodo?

Jessica: Ho ascoltato me stessa, fino in fondo. Ho ascoltato il mondo che si muoveva attorno a me. Ho ascoltato ciò che c’era nei miei 200 metri. Ho ascoltato il silenzio per la prima volta nella mia vita. Ho ascoltato suoni che non immaginavo esistessero. Ho ascoltato il mio corpo, l’ho aiutato a migliorarsi. L’ascolto per me non si limita a portare un suono all’orecchio, ma significa interiorizzare un’emozione che quel suono mi procura. E’ mettere in atto un’azione dopo aver sentito ciò di cui ho bisogno e ha bisogno l’altra persona. E’ stato stupendo ascoltare in questo periodo.

Valentina: L’ascolto per me è leggere tra le parole non dette il messaggio che da qualcuno viene inviato. L’ascolto è una forma d’amore e di rispetto: amore perché è dedicare tempo; rispetto perché in quel momento chi ascolta tiene in considerazione chi parla non mostrandogli indifferenza. L’ascolto è difficile ma prezioso, a mio vedere. In questo periodo mi sono messa in ascolto del mondo che urlava tutto il suo immenso dolore nella sua abissale fragilità, ed espressione di questo per me sono state soprattutto le sirene delle autoambulanze pronte a soccorrere e a salvare quante più esistenze…questo è il grido della vita, penso. 

6. Bisogno: di cosa pensi abbia bisogno la nostra società?

Jessica: Ha bisogno di rendersi conto che basta poco per essere felice. Non servono molte altre parole, se ci bastassimo non ci sarebbe bisogno di correre perdendoci nella folla e nel caos. Dimenticandoci di noi.

Valentina: E’ una domanda molto importante e di spessore questa, non so se sarò in grado di rispondere adeguatamente.
Uso una sola parola: riconoscenza. La nostra società ha bisogno di non dimenticare chi fa e quanto fa ed esserne riconoscente, costantemente.

7. Quali sono le battaglie più importanti che hai affrontato nella tua vita?

Jessica: Sono state moltissime, la separazione dei miei genitori da piccola, i vari traslochi, le rinunce di amore, la malattia e la perdita di un figlio al secondo mese di gravidanza. Ci sono cose che superi in un battito d’ali, altre che hanno bisogno di tempo e amore per diventare forza. Ho imparato la resilienza, quella capacità di rimanere in piedi nonostante le rotture. Sono questi i momenti in cui ho lottato, ma che mi hanno insegnato moltissime cose. Non le cambierei, perché ora ho la possibilità di camminare assieme a migliaia di persone ed imparare da loro con la condivisione. Se mi chiedessero: “Torneresti indietro cambiando qualcosa?” Risponderei di no, perché oggi sento tutto. Amore compreso.

Valentina: Penso che ognuna e ognuno di noi combatte quotidianamente piccole e/o grandi battaglie. Il mio motto è una frase attribuita a Platone che dice: “Ogni persona che incontri nel tuo cammino sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile, sempre!” La mia battaglia è tener fede a questa esortazione.

8. Come ti piace impiegare la tua creatività?

Jessica: La mia creatività la impegno in mille modi, sforno idee in continuazione. E’ il mio talento, ma anche la mia condanna! La cosa principale è la scrittura, mi permette di dare sfogo ai pensieri e li concretizzo attraverso le parole. Amo trasformare casa, fosse per me ne cambierei una al mese! Amo il cambiamento, non mi spaventa… al contrario ho paura dello stallo, delle cose ferme senza vita.

Valentina: La creatività è, per me, uno stato d’animo. Mi piace impiegare la creatività per condividere pensieri ed emozioni che trasmettano ottimismo e speranza, questo spesso per me avviene attraverso la scrittura. 

9. Cosa ti aiuta a percepire la connessione con te stessa, con le persone a cui tieni e con il mondo?

Jessica: Mi aiuta il silenzio, sembra strano ma è proprio così. Nel momento stesso in cui mi fermo, riesco a connettermi con il mondo, quello fuori e quello dentro di me. Mi aiuta rimanere in ascolto, svuotare la mente e percepire le emozioni. Mi aiuta la meditazione, lo yoga e tutto ciò che riesce a fermarmi.
Ogni donna caos come me ha bisogno della quiete per riconnettersi per poi ricominciare a correre.

Valentina: La connessione è un filo molto sottile e labile che va dipanato continuamente e costantemente alimentato affinché non si ingarbugli né si spezzi. La connessione con me stessa e con gli altri è data dall’equilibrio che con pazienza viene costruita giorno dopo giorno in balìa degli accadimenti, dei pensieri, dei momenti, delle persone, dei ricordi, dei sentimenti e delle speranze…
Grazie per l’attenzione e per questa possibilità.

Grazie a Jessica e Valentina per le risposte e ancora complimenti per la vittoria! Trovate i racconti di tutti i partecipanti cliccando sul pulsante qui sotto.
Al prossimo contest!

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