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Cari Geeki, oggi vi proponiamo un’intervista a Stefano Dati,  insegnante e autore dell’e-book “Voci tra gli alberi”, l’ultimo GeekoLibro entrato a far parte della nostra famiglia. “Voci tra gli alberi” è una raccolta di riflessioni, poesie e racconti dedicati al rapporto con la natura e all’insegnamento. Due grandi passioni che hanno portato Stefano a fondare il LAI (Laboratorio Ambientale Interattivo), un innovativo progetto interdisciplinare attraverso cui i ragazzi entrano in contatto diretto con la natura, riscoprendo il piacere di imparare: una scalata a partire dalle radici del sapere, fino ad arrivare ai rami orientati verso il cielo.
Conosciamo meglio Stefano e i suoi progetti narrativi e didattici.

Il tuo background è molto variegato e ricco di sfaccettature; parlaci un po’ di te: come sei arrivato all’ideazione del LAI?

Stefano: Tutto è nato molti secoli fa, quando ero bambino, correvo e camminavo tra gli alberi, riuscivo a tenermi in equilibrio tra i rami, nascosto tra le foglie; è stata una vita spericolata, tra il lecito e l’illecito. Dopo tante peripezie, idee e trascorsi, sono diventato insegnante “per scelta”, e non per ripiego lavorativo. Questo mi ha permesso di essere consapevole di chi fossi e di quale fosse la mia mission.
Ho iniziato a praticare l’arrampicata sportiva in Campania, nella città di Napoli: all’inizio mi vedevano come un “diverso”, ma nel tempo ho ottenuto riscontri positivi. Ho notato che l’arrampicata si poteva prestare, come tante altre discipline sportive, a percorso riabilitativi e di autoconsapevolezza e ho deciso, perciò, di fondare, attraverso un ente di promozione sportiva, la UISP, “l’arrampicoterapia”. Nonostante gli iniziali conflitti all’interno dell’ente, dopo anni sono riuscito ad utilizzare l’arrampicoterapia come strumento riabilitativo, di reintegrazione, ma soprattutto come tecnica di aiuto per adolescenti disagiati.
Negli anni ho prodotto un valore aggiunto, insegnando nelle aree depresse della città di Napoli, e sono riuscito, con l’aiuto di tanti istruttori e docenti, a coinvolgere alunni “a rischio”, facendoli diventare tutor e aiuto istruttori per i diversamente abili. Il nostro lavoro è stato riportato anche nel docu-film “Pecché Napule non po’ morì”, prodotto dal regista Giovanni Minoli all’intero del programma “La storia siamo noi”.
Con il passare del tempo mi sono reso conto che l’arrampicoterapia avrebbe potuto affermarsi nelle scuole, ma sarebbero stati necessari fondi e risorse. Ho iniziato a sognare tra favole, racconti e desideri: dai miei sogni sono nati il LAI (Laboratorio Ambientale Interattivo), il progetto “La classe sull’albero” e questa raccolta di scritti. Ho pensato: visto che in questo mondo viviamo tutti a testa in giù, perché non stare con la testa in alto e guardare il cielo, le stelle, il sole con le sue meraviglie e soprattutto volare al di sopra le nuvole per potere rimanere uomini leali, veri e giusti?

Nel libro ne parli molto, ma ti chiediamo: come nasce Voci tra gli alberi e che legame ha con la tua attività educativa?

S. Nasce dalla passione di scalare rocce, attraversare sentieri di montagna tra guadi, laghi, fiumi. Negli anni dinanzi ai miei occhi emergevano gli alberi, notavo che tutte le emozioni che riuscivo a vivere erano grazie a loro: gli alberi, nel loro silenzio altezzoso, testimoniavano la vita su questo pianeta.

Com’è stata la reazione dei ragazzi a una metodologia di insegnamento così inusuale?

S. Inizialmente diffidenti, sconcertati successivamente, infine interessati e coinvolti, nel momento in cui capivano che attraverso la partecipazione alle lezioni sugli alberi stavano nutrendo le loro anime.

Che valore ha la creatività all’interno del progetto?

 Credo a tutto campo.

Una delle impressioni che abbiamo avuto leggendo il libro e scoprendo il LAI è che la particolare attività di insegnamento che porti avanti sviluppi diverse skill dei tuoi studenti, anche in un’ottica interdisciplinare. Secondo te aiuterà a formarli anche per affrontare il mondo del lavoro e in generale la loro vita quotidiana?

S. Dai più piccoli che sono incantati, agli adolescenti più distaccati, in fondo tutti i ragazzi restano affascinati dagli alberi e da quello che la natura potrebbe dare al loro futuro.

Da quanto tempo hai scoperto la scrittura e in che modo si è sposata con il tuo metodo d’insegnamento?

 S. La scrittura da sempre, in termini letterari da poco.

Voci tra gli alberi è stata una “deviazione” dal tuo percorso oppure ti vedremo presto cimentarti con altri racconti o romanzi?

S. Non è stata una deviazione di percorso: sicuramente, per quello che potrà interessarmi, ci saranno nuove favole e racconti. A breve uscirà un lavoro di pedagogia speciale sul LAI; ho infatti scritto un articolo scientifico sul Laboratorio Ambientale Interattivo e spero nella pubblicazione.

C’è un genere, un autore o un’opera letteraria che ti ispira, sia nella scrittura che nelle tue molteplici attività?

Sì, altri autori come: Pasolini, Calvino, Eco, Zygmunt Bauman, Jean Paul Sartre, Jules Verne, Rudolf Steiner, Jiddu Krishnamurti e altri.
Sono le favole e i bambini che nutrono la mia fantasia: riescono a elevarmi e a pensare non da essere umano, ma da entità che è parte di questo mondo.

Grazie a Stefano Dati per aver risposto alle nostre domande e per averci fatto entrare nel suo mondo. Se il suo progetto educativo e letterario vi incuriosisce, vi invitiamo a leggere l’estratto gratuito di “Voci tra gli alberi”!

Leggi l’estratto gratuito

 

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