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Cari Geeki, per la nostra rubrica “Idee e storie di successo” oggi scambiamo quattro chiacchiere con due ragazze allegre, piene di energia e voglia di fare: Francesca e Arianna, ideatrici e responsabili del blog Parola di Quattrocchi, con cui abbiamo collaborato per la realizzazione del contest “La letterina di Natale”. Scopriamo insieme qualcosa di più su questo progetto e su chi l’ha ideato!

1. Raccontateci il progetto “Parola di Quattrocchi”: com’è nato e cosa vi ha spinto a crearlo?

Francesca: Ho iniziato a scrivere online a 15 anni, tra forum di scrittura e blog. Era un continuo vagare nel web, non mi sentivo stabile in nessun progetto, nonostante li pensassi io. A un certo punto sentivo come una campanella, e l’intero castello crollava. Poi mi è venuto in mente Quattrocchi, la cultura pop, e il desiderio di fare girare la cultura. Al solo pensiero di vederlo naufragare mi sentivo malissimo, quindi ho chiamato i rinforzi! Ho sentito Arianna e le ho chiesto di salire a bordo. Come risposta ha creato il logo di Quattrocchi!

Arianna: All’inizio era tutto molto fumoso, volavano idee da tutte le parti, alcune più verosimili che hanno preso forma nelle nostre rubriche e nei nostri articoli, altre forse più campate in aria. In generale, ci siamo sentite da subito molto determinate, creative e organizzate, il motore principale di tutto è stato ed è ancora la passione per la scrittura e la comunicazione.
Per quanto riguarda l’organizzazione interna, se già all’università sapevo che io e Francesca andiamo d’accordo, lavorare insieme a questo progetto mi ha fatto scoprire una complice, una compagna di squadra e un’amica.

Il banner con il logo di Parola di Quattrocchi in tutta la sua esplosione pop 🙂

2. Andiamo nel backstage: chi c’è dietro al progetto?

F: Io e Arianna, da sempre. Ci consultiamo per tutto e ogni anno cerchiamo di scremare le idee, mettendo da parte quelle che non hanno funzionato. Quando diciamo che i punti di vista sono importanti è perché ci crediamo davvero, per questo partiamo dal confronto. Lo trovo il modo migliore per far crescere questo progetto con gli occhiali.

A: Ognuna ha messo in campo le proprie conoscenze e le abbiamo utilizzate insieme o parallelamente per sviluppare quello che è Quattrocchi oggi.
Di divertente c’è stato quel momento in cui dopo un po’ di mesi ci siamo confrontate sul lavoro in corso e abbiamo scoperto che, senza dircelo, ci sproniamo a vicenda: “Devo mantenere il ritmo che ha lei!”.
A parte questo, abbiamo metodi diversi: Francesca programma tutto con settimane d’anticipo, io seguo l’ispirazione del momento (fosse anche l’ultimo momento!), eppure andiamo all’unisono e su molti punti la pensiamo allo stesso modo.

Arianna (a sinistra) e Francesca all’evento Wabi Sabi Cyber, dedicato alla cultura giapponese.

3. A quali progetti vi siete dedicate e qual è quello di cui andate più fiere?

A: Questa non è una domanda facile per me perché io vado fiera di tutto ciò che è Quattrocchi e non so se riesco a scegliere qualcosa in particolare!
Ogni articolo che abbia avuto una buona risonanza già mi sembra un progetto andato a buon fine, come anche ogni volta che riceviamo feedback e commenti dalle persone, soprattutto su Instagram. È stato molto bello quando siamo stati contattati da Edizioni Estemporanee per recensire il libro di Damiano Garofalo a proposito di Black Mirror, e intervistare l’autore, perché quella sicuramente è stata una delle prime volte in cui ho capito che Quattrocchi stava avendo un buon successo.
Poi ci sono le interazioni con il Cicap che hanno sempre un taglio interessante, e non dimentichiamoci la Museum Week a cui abbiamo partecipato tutti gli anni dall’apertura del blog: un vero tripudio di cultura online di cui è veramente bello sentirsi parte.

F: Concordo. Il fatto di essere entrate in una community, di avere conosciuto e fatto conoscere punti di vista nuovi mi rende sempre più contenta di Quattrocchi.
Ogni anno, poi, sale l’asticella. E per il 2019 vorrei fare qualcosa di ancora più sostanzioso e carico.

4. Ci sono novità in arrivo per questo anno?

A: La vera sorpresa di questi ultimi mesi è stato ricevere diverse candidature di studenti o neolaureati come noi, che hanno scoperto il blog e desideravano entrare nel team operativo.
Abbiamo inaugurato l’anno nuovo presentando loro, quindi la prima novità sarà gestire una squadra più allargata.
Come al solito le idee sono tante, anche se personalmente per me sviluppare ancora di più il blog in modo che abbia maggiore visibilità sarebbe già un ottimo traguardo!

F: L’arrivo di nuovi Quattrocchi ha portato l’esigenza di una nuova grafica per il blog. Ci sono più voci ora, quindi c’è bisogno di un blog più dinamico, che le metta in risalto. Lo carico proprio oggi (12 gennaio) e sono sia entusiasta sia timorosa. Speriamo piaccia anche ai lettori!

5. Consigliateci un libro con un… punto di vista differente!

A: Penso di giocare in casa e consigliare il mio libro preferito, Jane Eyre, ne ho parlato anche sul blog.
Mi piace molto come la figura della protagonista riesca a manifestare una grande forza d’animo ma sempre con estrema eleganza e autocontrollo, pur avendo dentro di sé una grande passione per la vita e per la sua libertà personale: è sensibile ma non svenevole, è tenace ma non arrogante, è interessante ma non bella, insomma è un personaggio per niente convenzionale. Altrettanto fuori dagli schemi è la figura del signor Rochester, il quale, anche se è il ricco proprietario di un maniero, è tutto quanto ci possa essere di più lontano dal tipico protagonista del romanzo rosa ambientato nell’Inghilterra del diciannovesimo secolo. In fine, l’elemento misterioso che pervade il racconto è gestito in modo da instillare il dubbio e lasciare che questo accompagni il lettore fino al colpo di scena: si tratta di soprannaturale o no? Chi lo sa. Non faccio spoiler.
Anche in vista della collaborazione che stiamo intelaiando con il webmagazine Bossy (https://www.bossy.it/) consiglio Jane Eyre, che è ricco di tematiche legate all’uguaglianza, espresse in modo sottile e interessante.

F: Io invece consiglio Carrie, di Stephen King. Ho riscoperto questo autore l’anno scorso e presto recensirò questo libro sul blog. Il motivo è che mi ha colpita la sua abilità di presentare il punto di vista di personaggi molto diversi tra loro. Soprattutto sono rimasta stupefatta dal suo aver colto pensieri femminili; i disagi, i conflitti che essere ragazza comporta nella fase adolescenziale. Ogni figura femminile, per quanto lontana da me, mi assomigliava. Anche io ho pensato quelle cose, anche io ho vissuto quei momenti. Più che il “Re dell’horror” penso dovrebbe essere rinominato “il Re empatico”.

6. Quali sono i vostri buoni propositi di lettura e scrittura per il 2019? 

A: Quest’anno spero di trovare molti libri che mi appassionano, quindi mi ripropongo di leggere ancora di più e, di conseguenza, di recensire altrettanto!

F: Sì, oltre all’aumento di recensioni, vorrei aumentare gli articoli relativi alla cultura orientale. Il nostro campo di studi all’università. E poi vorrei dedicarmi a qualcosa di più corposo, sto pensando a un indice, ma è solo una bozza.

Dei bellissimi sorrisi e tanta voglia di creare, comunicare e mettersi in gioco!

Grazie di cuore a Francesca e Arianna per questa intervista ricca di spunti interessanti! Se volete incontrarle a tu per tu, anzi, a “quattr’occhi”, vi consigliamo di andare sul loro blog, dove ogni giorno vengono pubblicati contenuti davvero interessanti su diversi argomenti. Per i più social, Parola di Quattrocchi è anche su Instagram e su Facebook.
Grazie ancora alle nostre simpatiche Quattrocchi e speriamo di poter collaborare in futuro ad altri progetti interessanti 🙂

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