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(N.d.R. recensione fuori concorso)

Dammi una mano.

È stato come una rivelazione.

Dammi una mano, a capire, ad alzarmi, materialmente, dammi una mano.

Genere:

Perché ci sentiamo sempre in dovere di catalogare ogni cosa? In una recensione però è il caso di specificarlo… Wikipedia lo definisce detective story; l’edizione che ho acquistato, nella quarta di copertina lo definisce fantascienza, mentre in giro si legge anche giallo futuristico. Di certo si materializza qui, il concetto di Asimov: la fantascienza è un ingrediente che può essere applicato ad ogni genere letterario (fonte Wikipedia). Infondo come si potrà leggere più avanti, qui si parla anche di sociologia.

Parere 1:

Era la prima volta che leggevo Asimov. E da molto tempo, troppo, che non leggevo un giallo. Ancor di più che non leggevo di fantascienza. Quindi, ritrovarmi con questa piccola chicca in mano, è stato davvero piacevole. In un sol colpo, collegandomi a sopra, ho portato a casa tre risultati. E adesso devo rifornirmi di Asimov a “quintalate” (dopo un giretto da Libraccio, con lo zaino da riempire, lo faccio!)

Torno alla sociologia, che per motivi scolastici ho sfiorato, anche se con interesse. Il sociologo qui è Asimov (nel libro lo scontro tra sociologia terrestre vs solariana ha un ruolo centrale). L’autore crea una sociologia parallela. Perché parallela? Provo ad esprimermi meglio, fino ad un certo punto parallela. Adesso mi spiego (provo). Perché probabilmente, come Orwell in 1984 e nella Fattoria degli animali, non fa altro che riprodurre, nella galassia immensa e profonda dei Mondi Esterni e degli altri pianeti, quello che accade nello spazio determinato e finito della terra, negli anni ’50 come anche oggi, tra le diverse concezioni di libertà, di vita e del modo di vivere. Quindi proseguo con un piccolo parallelo.

Solaria:

  • dove il sole nudo sembra non fare paura, mentre fa più paura essere a tu per tu (fino a diventare una vera e propria fobia);
  • i solariani preferiscono visionarsi che vedersi… occhio ai social!
  • il cui numero di abitanti è controllato (Fetologia e fabbrica di bambini – vedi Matrix);
  • dove i matrimoni sono combinati e la genetica li assiste al fine di avere uomini perfetti;
  • dove i robot sono in proporzione molto molto molto molto più che gli umani.

Terra:

  • dove il sole nudo terrorizza, mentre le persone vivono ammassate in abissi di acciaio sotterranei;
  • il cui numero di abitanti è spropositato, nonostante l’agorafobia che li affligge;
  • dove è ancora possibile provare sentimenti sinceri e amare, e soprattutto avere idee, dubbi, incertezze. Dove un delitto è normalità.
  • dove infondo i robot sono visti ancora con diffidenza.

Tecnica:

Altro grande plauso all’autore.  Asimov introduce un vincolo in più a quelle che sono le “classiche” regole della scrittura di un giallo. Le cita tutte e tre, movente, mezzo e condizione, specie nel finale quando con una tecnica degna di Agata Christie raccoglie tutti i Solariani in una riunione (in visione). Ma Asimov aggiunge ulteriori tre elementi cardine (in uno): le leggi della Robotica. Quelle leggi che cambiano la normale struttura mentale di un giallo. I ragionamenti dell’ispettore dovevano per forza di cosa intrecciarsi con le tre regole, che quasi incredibilmente, sono più che rispettate, da umani e robot. Sarà proprio una falla nella formulazione (quasi solo lessicale) a cambiare l’avanzare delle indagini (cioè ci pensate, Asimov scrive le leggi della robotica, poi sfrutta una debolezza di una legge e ci costruisce sopra un romanzo! Geniale)

Passo ai personaggi.

Elijah Baley un investigatore che sulla terra è un piccolo uomo e forse lo è ancora di più quando arriva su Solaria, con le sue paure ed il timore per gli spazi aperti. Utilizzando la sua mente terrestre si erige a gigante che “vede” e “immagazzina” ogni singolo elemento di quello che accade per poi ricucire tutto in un’idea vincente, che solo le ultime pagine del libro evidenzieranno. Non fermatevi alla morte del Robotista, intendo dire il dialogo con Minnim, il suo superiore. Quando tutti penseranno che sia stato il Robotico ad effettuare il crimine (anche io che leggevo ed ero offuscato dalla magnificenza della scrittura), il tocco umano geniale che si manifesta, portando semplicemente in risalto quanto chiaramente era ovvio. Ma a storia di questo terrestre è anche una lotta, una lotta contro gli schemi e contro le paure e le fobie imposte da un modo di vivere “costipato”. Nel finale le sue parole sono il preludio a futuri scenari, che immagino Asimov abbia utilizzato per altri testi. Pur non essendo ricco di dettagli sono riuscito ad immaginarmi l’investigatore anche senza collegargli un volto.

Daneel Olivaw altro investigatore o meglio un robot investigatore, proveniente da Aurora. Ho letto in giro che sarà protagonista di altri romanzi di Asimov. In questo, specie nella parte centrale del libro, si fa un po’ da parte dispetto al collega terrestre, anche se la sua pseudoinsubordinazione (cosa che poi si manifesta non concreta) e una sua affermazione, accendono in Baley la scintilla per risolvere il caso. Daneel si dovrà fingere umano in una società dove i robot sono ancora troppo legati al servizio inteso nel senso di servitù. Una delle cose che mi ha colpito è che Baley sottolinea più volte è che questo come altri robot è troppo logico e poco ragionevole.

I Solariani. Devo dire che mi stavano, inizialmente, proprio antipatici. Quel loro volersi sentire superiori, sprezzanti verso i terrestri con i loro robot multifunzioni e le loro infinite possibilità. Troppo antipatici, ma allo stesso tempo troppo vulnerabili. Una classe che si pensa troppo superiore rispetto agli umani, che quasi odia. Sempre tornado a quanto indicato sopra, il loro disperrezzo dei terresti ricorda un po’ alcune espressioni infelici che si hanno a volte nei confronti di coloro che sono meno fortunati di noi in termini di provenienza o estrazione sociale (il fatto di temere delle malattie, l’odore, il toccarsi.

Alcune figure che mi hanno colpito sono sicuramentei il Fetologo, il Robotista e la Fabbrica dei bambini. A pensarci bene non sono cose così distanti da alcune ideologie moderne.

Parere: chiudo questa breve recensione con alcune mie considerazioni. In alcuni punti si capisce che il libro è stato scritto alla fine degli anni ’50. In altri punti sembra scritto domani. Asimov ha avuto una sorta di visione del futuro e l’ha incastonata nel futuro letterario dei suoi scritti. Alcune formule sono davvero innovative mentre la struttura è molto simile a quella dei gialli alla Doyle.

Bello bello bello (4 stelle su 5)

Qualche informazione su inverosimilmente

Mi chiamo Salvatore Improta, (on line con il nickname Inverosimilmente). Sono nato a Napoli nel 1979, vivo a Bologna dal 2001 e lavoro a Rimini dal 2015 come responsabile di Sistemi di Gestione. Sono un accanito lettore, figlio di un litografo - casa dei miei genitori è invasa da carta stampata. Tra i miei autori preferiti... Saviano, Auster, Fante, Ammaniti, Brizzi...mi fermo solo per questioni di spazio.
Mi sono avvicinato giovanissimo alla scrittura, in primo luogo di racconti brevi.
BRUCIA è il mio secondo romanzo (il primo ad essere pubblicato) è disponibile dal 15 novembre tra gli e-book della grande famiglia Geeko!

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