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Una piccola falena nacque da un bruco bianco e, calata la notte, volò via sentendosi libera nell’oscurità. Il destino l’aveva collocata a un grado più basso rispetto alla bellezza e alla solarità di una farfalla, ma non provava invidia: accettava la sua natura e il suo volteggio solitario che andava dal tramonto fino al crepuscolo del nuovo giorno.

Una notte, però, venne irresistibilmente attratta dalle luci di una grande villa, riuscendo ad entrarvi si innamorò del bagliore multicolore di un lampadario di vetro, ma quello scintillio così sofisticato la confuse e la fece volare a vuoto fino ad esserne esausta. Così, quando la luce si spense si posò su una parete riposando le ali infiacchite.

Passò un giorno, e avendo dimenticato la luce del lampadario si innamorò del bagliore caldo e accogliente di una plafoniera di ferro, ma stavolta lo scintillio era così forte da renderla cieca e, schiantandosi in continuazione contro di essa, ne rimase ferita. Così, quando la luce si spense si aggrappò ancora a una parete per riposare le ali, ora scalfite e doloranti.

Passarono due giorni, ed avendo recuperato le forze e dimenticato anche la luce della plafoniera si innamorò, suo malgrado, del bagliore tenue e timido di una piccola abat-jour, ma inaspettatamente rimase imprigionata dentro il suo largo paralume di seta rimanendone ustionata. Così, quando ne uscì e anche quella luce si spense tentò di aggrapparsi ancora una volta a una parete, ma essendo troppo malridotta non riuscì ad aderirvi: cadde in un angolo del pavimento e rimase lì con le ali oramai abbrustolite.

Passò una settimana, il dolore non le si era ancora affievolito, eppure dimenticò persino la luce dell’ abat-jour perché fu rapita da un’altra luce: il bagliore ondeggiante e leggero della fiamma di una candela poggiata su un tavolo di legno. Con fatica raggiunse la lingua di fuoco, gli volteggiò intorno, la analizzò cautamente, ma le sue ali deturpate non le avrebbero consentito di volare ancora per molto. Così, si posò sul tavolo a pochi centimetri dalla candela e, con le ali completamente ridotte a brandelli, rimase a contemplarne la bellissima fiamma.

Mentre la falena realizzava di non poter più volare, anche quella piccola luce si spense.

Qualche informazione su Ivano Petrucci

Sono un artista poliedrico diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, mi occupo di pittura e di scrittura.
Sono stato fondatore dell’Associazione Culturale Art & Ground fino a Dicembre 2015.
Ho pubblicato con Montag Edizioni il mio romanzo d'esordio, uno psycothriller dal titolo “Romanticus Dei”, novembre 2016.

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