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Okay, lo ammetto:

scrivere appassionati post sul folklore di tutto il mondo e il suo significato all’interno della letteratura mi fa sentire tanto come uno di quegli hippie fuori tempo massimo che fantasticano di folletti e streghe vestiti con tuniche rituali, ma tant’è…

Veniamo al dunque: proprio mentre stavo lavorando a un horror e a un progetto narrativo che affondano le loro radici (anche) nel folklore, ecco piovere dal cielo una pubblicazione molto particolare: l’Atlante leggendario delle strade d’Islanda, di Iperborea edizioni, che la grandissima grafica di Geeko Editor, Lidia, mi ha regalato per Natale.

Cos’è l’Atlante leggendario delle strade d’Islanda? E’ un agevole volumetto di circa duecento pagine nel quale sono state raccolte leggende popolari nate nelle località attorno alla più importante strada statale d’Islanda…

Oh, fermi, voglio che vi fermiate… oh, dico, ma voi avete presente dove diavolo si trova l’Islanda?!

No, dico… quell’isoletta sperduta in cima al mondo, in mezzo al mare, lontana sia dall’Europa che dall’America, con tanti ghiacciai, tanti vulcani e un freddo cane?!

Dico questo perché di solito quando pensiamo alle storie e alle leggende popolari penso sempre ad ambienti molto meno estremi dei fiordi nei quali sono ambientati questi racconti. Qui abbiamo storie di uomini e donne, in un contesto “antico” (gran parte di queste storie hanno origine medioevale o rinascimentale) inseriti in posti davvero selvaggi.

Tante sono le cose che questi racconti permettono di comprendere, a cominciare dall’importanza della chiesa nella società dell’isola, ma il valore del libro sta nel modo in cui evidenzia la relvanza di figure come spettri e streghe all’interno del folklore medioevale. Diversi racconti forniscono dei buoni spunti per storie dark proprio perché hanno in loro tratti davvero lugubri, come la presenza di maledizioni e omicidi dai quali scaturisce il male.

Come in ogni buona storia popolare, gli spunti per racconti gotici non mancano, e non solo per la presenza di elementi d’ispirazione generici: alcune trame possono essere riadattate perfettamente ai miei racconti e, soprattutto, alla mia ambientazione (pur essendo quest’ultima ispirata al folklore italiano).

Cosa vuol dire questo?

Che esistono elementi comuni a tutto il folklore europeo, sul quale possono essere basati infiniti racconti e infinite invenzioni narrative.

Non ci resta che metterci al lavoro…  😀

PS: per un insieme di motivi questa settimana niente editoriale su Mostri, ma non preoccupatevi: domani, all’incirca a quest’ora la nuova puntata, Gente Felice!

 

[Voti: 1    Media Voto: 4/5]

Qualche informazione su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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