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Francesca è una bambina e ama immensamente senza limiti.
Francesca ama correre e gettarsi nell’erba sporcandosi tutti i vestiti e i palmi delle mani di verde.
Francesca ama il profumo dei fiori e i colori della natura.
Francesca cammina scalza ovunque, le scarpe sono un limite proprio come due genitori che non riescono ad abbracciare.
Francesca è una bambina e ha paura.
Un giorno scopre che una carezza di un uomo può metterla a disagio e la fa piangere. Non capisce subito cosa succede, sa solo che quelle richieste la fanno arrossire e il cuore lo sente battere forte.
Francesca ha paura.
Lei ricorda quel mazzo di fiori a terra e quella gonna a quadri bianchi e neri, ricorda quei baci non voluti e quelle mani che la toccano e lei non vuole, ma non sa reagire.
Francesca ha paura.
Lei la notte non riesce a dormire perché si sente sporca e in colpa perché non ha avuto coraggio di ribellarsi perché è piccola e non sa il valore della parola ribellione.
Francesca piange sotto le coperte perché vorrebbe raccontare di quelle mani, di quei fiori, di quei ricordi pieni di nebbia e confusione, come se qualcosa o qualcuno non le permettesse di ricordare. Come se una spugna pregna di detersivo cercasse di ripulire lo sporco di quelle mani.
Francesca si sente in colpa per non essere scappata, per non aver avuto il coraggio di urlare.
Una notte, mentre piangeva soffocando le lacrime, ha sentito che i singhiozzi cominciavano a prendere spazio nella sua anima e ad ogni respiro qualcosa si faceva spazio dentro di lei. Una forza che saliva con le lacrime, una voce che sentiva aumentare fino a quel momento, a quel coraggio in cui uscì il suo primo grido di aiuto alla madre.
Francesca racconta, non si ferma, racconta.
Racconta delle mani, dei fiori, della gonna bianca e nera.
Racconta della paura e della vergogna, lo racconta nascondendosi sotto la coperta come a non voler mostrare la sua anima di bambina catapultata in un mondo di adulti privi di cuore, quel mondo che un bambino non dovrebbe vedere. Un mondo che nessuno dovrebbe vedere.
Francesca aveva sentito il gusto del coraggio, accarezzando l’amore delle mani di sua mamma.
Francesca piange tra le braccia di sua mamma, ma dentro di lei si stava facendo spazio un amore così forte da spazzare via la paura.
Francesca sorride tra le lacrime, abbraccia la mamma e sente che un primo forte e coraggioso passo è stato fatto.
Per la prima volta nella sua vita aveva avuto coraggio.
Francesca è una donna, ripensa a quell’abbraccio con la mamma e ancora oggi il suo cuore le ricorda di quell’amore e non di quelle mani di paura.
Francesca ha avuto coraggio di trasformare un suo ricordo e riempirlo di un amore puro e maestoso come solo l’abbraccio di una mamma può fare.
Francesca è una donna e ama i colori, i fiori, l’amore e il coraggio.

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Qualche informazione su JessicaZanardo

Quando Jack ( il mio diabete) decide per me, io scrivo.
Una scrittura terapeutica per esorcizzare, riflettere e sorridere.
Per me e per chi vorrà fermarsi anche solo per qualche minuto.

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