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Il Natale di tutti

Samira, seduta sul divano di casa con le gambe incrociate, tiene il foglio teso , poggiato sulle sue esili gambe, fissa ininterrottamente la pagina bianca sulla quale è disegnato un albero stilizzato, con il contorno nero. Non comprende fino in fondo l’entusiasmo di tutti, ma proprio tutti , i compagni della sua classe, che con euforia e manifesta contentezza all’uscita di scuola tenevano in mano il foglio per mostrarlo. Al contrario per lei su quel foglio c’è disegnato un semplice albero di Natale che va decorato a piacimento , uno dei tanti compiti che la maestra ha dato da svolgere. Samira è nata in Italia, ma la sua mamma e il suo papà provengono da un Paese lontano e assai diverso per tradizione e cultura da quello in cui lei ora vive e sta crescendo. Sa poco del Paese di origine della sua famiglia, pensa di essere fortunata : i suoi genitori si prodigano quotidianamente per farle percepire che sono integrati e contestualizzati in questa realtà europea e occidentale , la quale hanno scelto e sperato che la loro figlia ci nascesse e vivesse, del loro passato non parlano mai , sembra quasi che sua madre e suo padre fossero nati con lei otto anni fa, ma immagina che in cuor loro il passato non si è mai oscurato del tutto. Anche i suoi amici e compagni di classe conoscono poco delle sue origini, sanno che nel suo Paese di provenienza le persone hanno la pelle nera come lei, probabilmente qualcuno più curioso e informato sa anche che in quei paesi si muore per fame e per guerre, ma per fortuna anche lei ne è solo informata. Samira vuole bene ai suoi amici e i suoi amici ne vogliono a lei non la considerano diversa , la vedono diversa ,ma almeno per loro non è abbastanza per escluderla dai giochi e dalla loro considerazione. Questo, tuttavia, è un pomeriggio particolare per lei , tutta la sua attenzione è catturata da quell’alberello disegnato che aspetta di essere guarnito con la sua fantasia e con tutto il suo entusiasmo, del quale lei al momento ne è priva, perché nei suoi otto anni di vita il Natale lo ha solo visto con i suoi occhi curiosi di bimba, che si lasciano rapire dalle luci scintillanti per le strade e delle case in festa, lo ha ascoltato attraverso i canti , durante le recite nelle scuole, lo ha anche gustato, mangiando e assaporando i dolci tipici natalizi , ma in verità non lo ha mai sentito il Natale, la sua anima non è mai stata toccata dal vero senso di questa festività cristiana. Samira, benché bambina, si è già resa conto che il Natale è qualcosa di speciale ed importante non solo per il suo aspetto religioso, anche chi non è Cristiano e cattolico si lascia coinvolgere e rapire dall’aria di festa e dalle magiche atmosfere che il periodo natalizio propone. Poi c’è anche per lei Babbo Natale, che ogni anno le porta dei doni e per questo era ed è contenta, ma dalla tipica magia ed atmosfera natalizia proprio non riesce ad essere impressionata. Perchè? Si chiede. – Scommetto che sei indecisa se colorare di azzurro o di rosa l’albero – Sghignazza suo fratello maggiore, mentre le si avvicina. Senza dare troppa importanza alla battuta appena fatta, Samira spalanca i suoi occhi bruni, come è solita fare quando deve soddisfare le sue curiosità e rivolgendosi a lui dice – Tu avevi già sei anni quando sei venuto a stare insieme alla mamma e al papà qui in Italia, come è stato il tuo primo Natale che sensazione hai provato , che ti è sembrata questa festività? – Cosa è Samira un interrogatorio ? Mi spaventi così. – Che dirti il Natale è bello e lo è stato anche e ancora di più quando per la prima volta ho aiutato la mamma e il papà a fare l’albero ,ho messo nella scatola in classe la letterina con l’elenco dei doni che speravo Babbo Natale mi portasse, per me era tutto una novità: gli addobbi , le luci, i regali , le vacanze – Ecco tu hai parlato di novità, quindi il tuo primo Natale è stato bello perché eri curioso della novità e poi …..– E poi ho capito che è un evento importante festeggiato da tutti e mi sono adeguato – Ma io non voglio adeguarmi, io voglio essere coinvolta; come si fa a farsi sorprendere dalla magia del Natale? Come si fa a non festeggiarla soltanto, ma a sentirla intensamente questa festa. -Intanto inizia a colorare di verde l’albero – suggerisce suo fratello porgendole il colore – Samira sorride e comincia a colorare l’alberello stilizzato sul foglio in attesa di essere addobbato. – Mi aiuti ad addobbarlo , cosi mi dai pure qualche suggerimento – Rimango volentieri a farti compagnia , ma le idee fattele venire tu , il compito per casa devi svolgerlo tu non io.- Adesso provo a concentrarmi, tu non parlare, chiudo gli occhi e penso a quali sono tutti i simboli del Natale vediamo se trovo l’addobbo per il mio alberello.

Famiglia: il Natale sicuramente le fa pensare alla famiglia, ai figli , ai genitori , parenti ed amici che si ricongiungono e si riuniscono a pranzo e a cena.

Le luci e gli addobbi : sono i simboli delle feste e quando si festeggia si è in allegria e si fugano i brutti pensieri , quando si decide di stare in festa è perché si ha voglia di sorridere e di allietarsi .

I regali: il gesto del dono assume un valore notevole, considerando che regalare qualcosa a qualcuno è un modo per essere riconoscenti o apprezzati, donare a Natale vuole dire farlo in modo disinteressato , Samira nella sua testolina di bambina ha la convinzione che a Natale tutti fanno i regali al solo scopo di rendere felici gli altri senza aspettarsi nulla in cambio e per questo chi ha di più dona a chi ha poco o addirittura niente.

Il bambino Gesù : il Natale è una festa religiosa, nasce un bambino nella semplicità , assistono alla sua nascita solo un bue ed un asinello e gli fanno visita dapprima solo degli umili pastori e poi i re magi guidati da una stella cometa .

Samira con tutti quei simboli che le sono passati per la testa tenta di fare un puzzle mentale per dare forma all’addobbo dell’alberello da riconsegnare alle sue maestre. Raccoglie le sue idee e comincia ad elaborare i contenuti: il pranzo e la cena sono i momenti della giornata in cui si ha modo di stare insieme , di scambiarsi pareri , parlare. Le luci e gli addobbi per tutti hanno il solo significato di festa. I regali: lo scambio dei doni è la reciprocità dello stare bene nel gratificare gli altri e infine l’evento della nascita di Gesù, che unisce la semplicità della capanna, l’umiltà dei pastori e la curiosità e la voglia di conoscenza da parte dei re magi che si incamminarono da molto lontano per seguire una stella che segnava la strada da percorrere. Condivisione, ecco cosa accomuna tutti questi simboli e questi particolari, un’emozione e una situazione si sperimentano e si vivono solo se ci si mette nei panni altrui altrimenti si immaginano, si ipotizzano e si presumono senza mai essere comprese fino in fondo. Samira si alza dal divano prende prima la sua scatola dei colori e poi va in cucina, dalla dispensa prende il riso e dei legumi secchi, ritorna a sedersi , ma stavolta su una sedia , dopo avere poggiato il foglio bianco sopra il tavolo, con il colore verde, che gli aveva dato suo fratello , colora l’albero e ci disegna sopra delle palle, in ognuna di queste disegna dei volti che piangono, sorridono, volti arrabbiati, stupiti, tristi, gioiosi , delusi, meravigliati e poi utilizza il riso e i legumi , cibo che sfama la gente e che le consente la condivisione, perché a tavola , insieme, il cibo si divide tra i commensali e si aggiunge per gli ospiti, per decorare ulteriormente l’alberello. Guarda la sua decorazione , un semplice lavoro di una bambina , ma che racchiude tutta la complessità del tema del Natale , è soddisfatta non tanto per il suo compito svolto, quanto per avere compreso e fatto suo l’entusiasmo dei suoi compagni di classe per la festa che stavano per trascorrere. La magia del Natale non è una percezione, ma un sentire comune, la percezione si trasforma in sensazione e ciò che si immagina , si sogna, si spera diventa tangibile, lo sanno bene i bambini che aspettano i doni che porta Babbo Natale, lo sanno anche gli adulti che si augurano che il bello, il giusto e il buono non siano solo una aspettativa. La magia può trasformare l’improbabile in possibile e a Natale il grande prodigio è la condivisione tra gli uomini, che almeno una volta l’anno ci trova d’accordo, ecco perché il Natale è di tutti.

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