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Probabilmente proprio ora, nell’era della formale indeformabile apparenza, esistono miliardi di avatar su questo pianeta che millantano di ESSERE ciò che non sono.

Certo… Collimare le tre sostanze della natura umana districandosi tra chi sei veramente, come vorresti apparire e come davvero ti vedono gli altri, diventa arduo… Impossibile se poi avesse ragione un antico testo mediorientale secondo cui:

“Noi non vediamo le cose nel modo in cui sono. Le vediamo nel modo in cui siamo”

… Be ci sarebbe da impazzire.

Tal volta, qualcuno, perde davvero la ragione, cercando di apparire sempre diversamente da ciò che è, solo per compiacere il prossimo e riceverne il plauso. Costui potrebbe perdere sia l’essere che il divenire.

Altri creano una facciata unica, incolore, inodore, indefinita, che va bene a tutti e per tutti, restando a malapena mediocramente riconoscibili a se stessi anche da soli davanti ad uno specchio. Che tristezza… Credo siano gli stessi che Dante faceva correre dietro ad una bandiera bianca nudi inseguiti dalle api. Fanno anche un po’ ridere…

Chi cerca continuamente di apparire ciò che non è, in realtà, smette di DIVENIRE, o meglio perde il gusto della ricerca, della scoperta, perde gioia, perde passione, perde. Non cresce, non si evolve verso una più matura concezione della vita. Costui diviene l’avatar del suo egocentrismo, dove l’apparire ha lo scopo di contendere e primeggiare in una gara dove il vincitore è sempre solo, non c’è spazio nemmeno per il 2° 3° classificato, dove non esiste neppure una classifica, dove l’IO è il tutto e basta.

Con tutto ciò, non intendo dire che ognuno possa mostrar il suo sincero ESSERE se poi questo essere è irrispettoso, irriverente, senza compassione, intollerante e così via. Piuttosto, se così fosse, invece di mascherarmi dietro un’ipocrita apparenza potrei semplicemente e naturalmente DIVENIRE migliore.

Non è poi tanto difficile essere se stessi e non usare un avatar. Osserva gli occhi sorridenti di un padre rivolti verso il suo bambino. Ascolta le parole dolci di una mamma a suo figlia. Osserva il cielo, ascolta lo scorrere di un ruscello. Respira i profumi di un prato. Prega.

Insomma infine, basta tornare all’origine per trovare l’originale e per non temere di mostrare ciò che realmente sei.

Non c’è altro.

Due cose su SemplicePoesia

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