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Pensieri che, nonostante tutto, conducevano ad un’unica certezza.
La certezza che più del caffellatte del bar sotto casa, più dei romanzi di Virginia Woolf, più del tramonto sul mare, più dei cornetti sfogliati fatti a mano da sua madre o della pasta all’uovo che le preparava sua nonna quando era piccola, più delle nuvole basse sul cielo di Londra simili ad una coperta di zucchero filato, più del ragù alla bolognese di sua zia e più dell’alba vista dall’autostrada, Giulia amava Cal e lo avrebbe amato per sempre.

Questa certezza si faceva sempre più spazio in lei. Giulia non avrebbe mai smesso di provare per Cal un amore infinito e incondizionato. La vita sarebbe potuta andare avanti, perché è ciò che sa fare, avrebbero potuto non sentirsi mai più e percorrere strade differenti, sposarsi, avere figli, vivere lontani, incontrarsi imbarazzati solo ai matrimoni degli amici in comune, ma ciò non avrebbe permesso di pensare a Cal con meno intensità. Lei si sentiva legata a lui per la vita e avrebbe continuato a sentire ogni sua paura, ansia o preoccupazione anche a distanza e anche se non fosse più potuta intervenire perché al suo posto ci sarebbe stata un’altra, gli sarebbe stata vicina pensandolo, lo avrebbe cercato nel vento, nei pancake che avrebbe preparato ogni fine settimana come erano soliti fare insieme, nei cinema, nei teatri e in tutti gli altri luoghi che avevano reso la loro storia, la più bella che Giulia avesse mai conosciuto.

Qualche informazione su Vale

Sono una lettrice compulsiva e book blogger che ha finalmente deciso di cimentarsi con la scrittura. Amo i libri, i tramonti, il mare, le sere d'estate e sono appassionata di cucina e fotografia.
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