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Giorno di settembre

 

Raggi stanchi di vivere non scaldano più. 
Né pelle né cuore. 
Ti posso guardare senza ferire lo sguardo
ora che languisce il tuo splendore. 
Sembri impotente di fronte a questo tepore 
tu che sembravi invincibile nel punto 
più alto del cielo.
Infagottato dalle spose grige
gelose e piangenti.
Nei giorni della gioia mi scaldavi
come un’amante focoso. 
Ho seguito il tuo ultimo bagliore 
il tuo ultimo raggio nascosto dietro la collina. 
Ti salutavo amandoti. 
Come non amare la luce. 
Come non amare ogni fiore
di grazia e colore
E il ghiaccio ti teme.
E la foglia cade ai tuoi piedi.
Riposati un poco.
Il tempo di un sonno profondo.
Un brivido inatteso.
Voglio ancora guardarti 
brillare di vita. Sudore e sapore.
Di un giorno d’estate.

Qualche informazione su ornellapatrizia

Scrivo ogni pensiero per non farlo volare via. Scrivo per consolarmi, amarmi, perdonarmi. Scrivo per ricordare, immaginare, volare in luoghi lontani senza fare un passo.

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