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Apre gli occhi, lenta.

“Buongiorno…”.

L’ha svegliata un bacio leggero-leggero, e poi la voce di lui.

Ha sonno, ancora. Sente ancora i piedi stanchi, la pelle leggermente sudata, i capelli sporchi per la lunga giornata del suo matrimonio. Lo guarda, e vede che si è infilato il pigiama e la vestaglia, che la guarda, e che in mano ha un vassoio di roba buonissima.

“Potevi chiamarmi, ti avrei aiutato…” dice, mentre gli afferra la grande mano. “Hai fatto tutto da solo…”

“Sì…perché addormentata eri troppo bella”.

Lei ride, ride di gusto. La stessa risata del giorno prima, mentre la portava a casa in braccio.

“Da addormentata, diceva mia madre, faccio sempre delle boccacce orribili, perché mi addormento nelle posizioni peggiori…”

“Davvero? Non l’ho notato…”.

Risatina. Ancora una. Si guarda l’altra mano. Trova la fede al dito. Sorride. “Gli occhi dell’amore… ti farò un paio di occhiali”.

Sposta lo sguardo su di lui, e si rende conto che, in preda al sonno, si è solo limitata a quella carezza sulla mano.

“Vieni qui. sotto le coperte. Forza!”

“Siamo stati sotto le coperte insieme fino a mezz’ora fa…”

“Non fa niente, togliti quell’affare di dosso e vieni qui, dai”.

Niente. lui sorride. Ed esegue.

“Tutto? Tolgo tutto?”

“No. Solo la vestaglia. Quel pigiama è troppo morbido per non chiederti di abbracciarmi con quello addosso!”

“E tu rimani nuda-nuda?”

“Non ho mai dormito nuda-nuda, ormai mi ci voglio abituare”.

Sono di nuovo insieme, sotto le coperte. I piedi nudi si toccano. Lui stringe la schiena di lei, le liscia i capelli.

“Ciao, stella mia” fa lui, guardandola dritta negli occhi.

La bacia. La stringe piano, lascia che lei s’insinui nel suo abbraccio. Di nuovo.

“Ciao…” fa lei, sorridendogli.

Stavolta è lei a baciarlo.

“A che ora è il treno?”

“Le tre”.

Un altro bacio.

“Ma fra poco ci alziamo per davvero: ti porto a fare una passeggiata al parco. Facciamo un giro in barca. Mangiamo insieme. Poi torniamo qui, ci rimettiamo al letto…-lei ride ancora-e poi corriamo a prendere il treno, in ritardo. E per le sette siamo in Scozia”

“Arriveremo in locanda alle dieci…”

“Cena e poi letto. E domattina guai a chi ci butta giù da lì. Gli sparo”

“Scemo”

“Va bene”.

Un altro bacio ancora.

Due cose su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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