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Il bello della (buona) letteratura di genere è il modo in cui riesce costantemente a superare le semplici barriere fra generi (appunto) per costruire storie originali che comunichino a più livelli con il lettore, sfruttando ogni tecnica per raggiungere gli “obiettivi” dello scrittore.

Se poi l’autore del romanzo che stiamo leggendo è uno scrittore scienziato come Isaac Asimov, se i generi proposti sono due generi speculativi come la fantascienza e la detective story, e se l’obiettivo dell’autore è quello di parlare di principi di filosofia e tecnologia, allora possiamo dirlo: Il sole nudo, il secondo romanzo dedicato dal maestro della fantascienza moderna alla coppia di detective Elijah Baley (umano) e R. Daneel Olivaw, è la perfetta dimostrazione della breve teoria esposta sopra.

Perché? Lo vediamo fra un attimo.

Benvenuti su Solaria

La storia de Il sole nudo ricalca quella di un giallo classico, ma è un giallo costruito totalmente su premesse sociologiche.

Universo conosciuto, futuro. La Terra ha colonizzato le stelle e portato la sua civiltà su altri pianeti.

L’omicidio dello scienziato Jothan Leebig avviene su Solaria, colonia esterna alla Terra sulla quale vige una rigida società basata tanto sullo sfruttamento dei robot quanto sulla totale assenza di relazioni sociali. Un esempio su tutti? Su Solaria non c’è contatto umano, gli umani si conoscono e si rapportano solo e soltanto attraverso delle proiezioni virtuali, “visioni”, e anzi qualsiasi altro mezzo di relazione è reputato disdicevole.

Ora, capire che non è esattamente un bel modo di vivere: siamo a un passo dall’alienazione, e per un Terrestre come Baley, uno dei nostri protagonisti, non è facile comprendere alcuni meccanismi sociali.

Più che nel giallo, più che nella fantascienza, siamo in piena zona romanzo filosofico: un outsider si ritrova a dover comprendere qualcosa che è distante dal suo mondo e a doversi sforzare di capirlo. Quell’outsider, ovviamente, non è solo Baley, ma siamo noi. Siamo noi i timidi terrestri approdati sul Sole Nudo e portati a riflettere su un mondo diverso dal nostro che è, in fin dei conti, il suo negativo.

Detective e scienziato (sociale)

Il vero fulcro de Il sole nudo è in una battuta che il più grande sociologo di Solaria fa ai nostri protagonisti a inizio romanzo: il detective è come un sociologo, deve capire come funzionano le cose per arrivare alla verità e scoprire chi è il colpevole. E chi è il colpevole del crimine, per Asimov? Semplice: il colpevole del delitto, in una storia di fantascienza, è, indirettamente l’uso non buono della tecnologia, che crea nuove premesse sociali e nuovi e inquietanti scenari nella relazione fra esseri umani.

Più leggi, più capisci un altro mondo, più capisci il nostro e ti poni domande, ma non sempre le risposte sono facili: oltre alle ormai famose domande che Asimov si fa sull’intelligenza artificiale e il libero arbitrio della macchina, tante altre sono le questioni poste dal romanzo, come la crescente disumanizzazione dell’uomo in contesti altamente tecnologici. E, se ne Il sole nudo il problema è, in fondo, una società che reprime l’umanità in favore della perfezione, oggi lo stesso problema si può intravedere nei rischi portati dalla crescente dipendenza dalla tecnologia invasiva, dalla confusione fra realtà online e offline, dall’incapacità di sviluppare caratteristiche come empatia e creatività in una società nella quale o corri a centoottanta all’ora o rimani fuori.

E non sono riflessioni banali, soprattutto quando entrano in gioco concetti come comunità, dialogo fra persone, valori condivisi (sempre più mancanti).

La semplicità della filosofia

Il vero miracolo de Il sole nudo non è però il fatto di aver saputo parlare di filosofia attraverso un giallo, ma di aver compiuto quest’operazione rimanendo semplice, divertente e dalla scrittura agevole e aggressiva, dal taglio quasi contemporaneo. Mai pensereste che si tratti un romanzo scritto circa sessant’anni fa.

Leggere Il sole nudo è, per rimanere in tema fantascienza, come iniettarsi una pillolina con dentro nozioni ben spiegate, mandarla giù, e scoprirsi di colpo più intelligente e con più riflessioni in testa. Una fantascienza classica, che allarga la mente e l’allena a riflettere su alcuni concetti fondamentali.

Una lettura che fa bene.

Bene davvero.

Qualche informazione su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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