Menu

Se, il divenire è la sostanza dell’essere, c’è da chiedersi qual’è la forza propulsiva nascosta o, l’intrinseca reazione combinante, che rende tutto così naturalmente mutabile, qual’è la costante che che rende ogni cosa variabile tranne la costante stessa.

E’ evidente che ciò che è invariabile, naturale ed elemento di continuo imprevedibile evolversi di ciò che siamo singolarmente e collettivamente è il libero arbitrio. Ciò che ci rende diversi dagli altri esseri viventi e senzienti su questo pianeta.

Questa capacità, elemento strutturale e inscindibile della nostra normale conformazione psichica, rende il mondo ciò che è ora. Il libero arbitrio produce la scelta. La somma delle scelte fatte da ogni essere umano in ogni tempo e luogo ha plasmato il sistema di cose che ci circonda e viviamo quotidianamente, sistema che continua a mutare per effetto delle scelte che anche ora vengono fatte.

Oltre al libero arbitrio esiste l’evolversi degli elementi della natura che ha inciso nella storia e incide continuamente, talvolta profondamente, sulla vita delle persone e sulle eventuali nuove scelte e quindi sull’esercizio dell’arbitrio.

Il libero arbitrio, esercitato per la soddisfazione di naturali pulsioni o, per effetto di desideri indotti dall’acquisizione sensoriale di informazioni esterne, sono facilmente decifrabili.

D’altra parte quando l’esercizio del libero arbitrio si rende responsabile di scelte non riconducibili a semplici meccanismi fisiologici, ma, inizia a considerare molteplici possibilità, quando inizia a considerare l’effetto che ogni singola scelta potrebbe avere su se stessi, su altri, sulla collettività, quando inizia a considerarne gli effetti a breve, medio, lungo termine che ciò comporta, allora il gioco si fa duro.

Ancor più ermeticamente oscura si fa la ragione di una scelta quando essa non è causa ne di bisogni fisiologici ne frutto di calcoli e valutazioni degli effetti della scelta stessa ma si fonda su principi morali, etici, religiosi. Per quanto psicologia, psichiatria, neurologia possano applicarsi allo studio delle ragioni dell’esercizio del libero arbitrio in questioni simili, potranno sempre solo teorizzare sulla base di studi statistici che, data la complessità del cervello stesso e la molteplicità delle diverse scelte (scelta di amare o non amare, di odiare o non odiare, di perdonare o non perdonare, scelta di sacrificarsi o non sacrificarsi… solo per restare su temi più elementari) resteranno teorie che non potrebbero neppure essere inquadrate in un quadro di metodologia scientifica non essendo esperibili. Tutto ciò assomiglia molto a ciò che avviene all’uomo faccia a faccia con la complessità dell’universo, il suo spazio, il suo tempo e l’origine di tutte le cose.

C’è tuttavia una buona notizia, una notizia che trova riscontro nell’evidente, meravigliosa, ordinata complessità della struttura del cervello, nella natura della materia infinitamente piccola e infinitamente grande, come pure nelle leggi fisiche immutabili nate contemporaneamente al tempo e allo spazio cosmico, leggi fisiche che possiamo solo scoprire, studiare e ammirare. La buona notizia è che non siamo soli in questo universo.

Si dice che la matematica non è opinabile. Un noto matematico e fisico inglese, Roger Penrose ha calcolato quante probabilità ci sono che da un big bang ci sia stato uno sviluppo spontaneo dell’universo così come lo conosciamo con al suo interno la nostra galassia, il nostro sistema solare, il nostro pianeta, la vita come la conosciamo. Il risultato matematico è 10 elevato alla 10123 a 1. Per farla breve è un numero che supera il numero degli atomi che si ipotizza siano contenuti nell’universo.  Il risultato di tale calcolo matematico può essere così assunto come impossibile, e poichè definiamo l’universo come finito, decade anche la possibile, ma banale, obiezione che possano esistere infinite possibilità.

Non siamo solo ombre nella nebbia, non è solo un incredibile colpo di fortuna esserci.  Come è possibile che il nostro pianeta sia esattamente della grandezza giusta, della forma giusta, che abbia la giusta inclinazione sul suo asse, che ruoti su se stessa e intorno al sole alla giusta velocità, alla giusta distanza dal sole, che il sole sia proprio la stella che ci serve, che il sistema solare viaggi alla giusta velocità nella via lattea, che ci troviamo nel posto giusto nella via lattea, che la via lattea si muova alla giusta velocità, che sia la galassia giusta per noi…

Tra le miriadi possibili vite che puoi scegliere di vivere può esserci quella che crede in Dio.

Qualche informazione su SemplicePoesia

Vedi tutti i post
No Posts for this author.
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]
0