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Eliot viveva assieme alla sua famiglia in un piccolo paese della Scozia. La sua vita era quella di un normalissimo ragazzino di 12 anni. Niente di diverso o speciale, anzi per lui era tutto monotono. Si annoiava e spesso, quando guardava fuori dalla finestra della sua stanza, sognava mondi lontani, ma con uomini grigi senza faccia pronti a spaventarlo a morte.

Ecco il suo neo: era un vero e proprio pauroso e a scuola i compagni di classe lo prendevano in giro chiamandolo “fifone”.

Un giorno tornato a casa da scuola, trovò la madre e la sorella in lacrime. “Cos’è successo?” chiese. La madre gli diede un foglio ricevuto poc’anzi: purtroppo il padre aveva avuto un’incidente al lavoro ed era morto per le conseguenze. Ad Eliot il mondo crollò addosso. Suo padre, grande lavoratore e perno della famiglia, se n’era andato. Ora era lui l’uomo di casa.

E questo lo fece tremare di paura. “Come farò a proteggere mia madre e mia sorella se non sono in grado di proteggere me stesso?” Che situazione orribile: non poteva piangere (e voleva tanto farlo), ma essere forte per la sua famiglia. Decise che si sarebbe fatto coraggio e avrebbe affrontato la vicenda come un vero uomo. Nei giorni seguenti fece proprio questo, tanto che a scuola i compagni incominciarono a intravvedere in lui qualcosa di diverso.

Ma una mattina, tornato da lezione trovò davanti alla sua casa uno strano uomo che parlava con sua madre. Sembrava grigio nell’aspetto e forse anche nei modi. Aveva un tono di voce stridulo e altezzoso. Chi era questo personaggio. Si avvicinò alla madre e l’uomo gli sorrise. “Ciao Eliot. Stavo dicendo a tua madre che ora che tuo padre se né andato deve pagare pegno per la sua richiesta.”

Eliot guardò sua madre, che abbassò lo sguardo. “Ho dato a tuo padre ciò che voleva. Ora mi prendo ciò che mi doveva.” “E che cosa dobbiamo darle?” chiese Eliot.

“Le vostra anime.” La risposta gelò il sangue a Eliot. Ma cosa stava dicendo? E chi era quest’uomo?

“Passerò domani a prenderle. Pensateci” disse l’uomo grigio, che se ne risalì in macchina e se ne andò.

Dopo un paio di minuti di stupore, Eliot chiese spiegazione alla madre che gli raccontò come suo padre chiese a questo personaggio un aiuto per la sua famiglia in cambio della sua anima. Purtroppo i tragici eventi avevano salvato il padre da questo scambio disumano, ma non la sua famiglia che si trovava così alla mercé di questo mostro. Eliot aveva tanta, tanta paura ma decise che avrebbe lottato per la sua anima e per quelle della sua famiglia. L’indomani decise che avrebbe affrontato quel serpente dell’uomo grigio, che arrivò alle prime luci del giorno. “Sono venuto a riscuotere ciò che mi dovete” “Mai, mio caro signore. È vero avete fatto un patto con mio padre, ma noi non pagheremo per questo” disse Eliot.

L’uomo grigio sorrise tra sé: “Ne sei sicuro Eliot?” “Si, sicurissimo!” “Tu non sai con chi hai a che fare.” E con queste parole l’uomo grigio si trasformò in mostro senza volto, ricoperto di nefandezze e quant’altro. Eliot arretrò spaventato. “Come farò a sconfiggerlo? Ho una paura mostruosa!” pensò tra sé. Ma poi si rese conto che in gioco c’era la sua famiglia e che doveva combattere con tutte le sue forze. Si guardò attorno e vide il forcone nella stalla. Corse come un pazzo e lo afferrò. Con tutte le sue forze guardò negli occhi il mostro e disse “Ecco mostro, prendi la mia anima!” e con un colpo secco al cuore lo ferì. Il mostro si dimenò urlando, fino al suo ultimo respiro.

Eliot ce l’aveva fatta! Aveva sconfitto il mostro, aveva sconfitto la sua paura!

Abbracciò forte la madre e la sorella. Finalmente era finito il grande dolore, ora potevano nuovamente vivere.

Nei giorni successi, il cambiamento in Eliot fu ancora più evidente: non era più il ragazzino fifone che veniva preso in giro dai compagni, ma colui che affrontava con forza ogni gioco e ispirava i più piccoli a farsi coraggio nelle avventure di tutti giorni.

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