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Eliot viveva assieme alla sua famiglia in un piccolo paese della Scozia. La sua vita era quella di un normalissimo ragazzino di 12 anni. Niente di diverso o speciale, anzi per lui era tutto monotono. Si annoiava e spesso, quando guardava fuori dalla finestra della sua stanza, sognava mondi lontani, ma con uomini grigi senza faccia pronti a spaventarlo a morte.

Una mattina, deciso a non lasciare che la noia riempisse la sua giornata, cambiò strada per andare a scuola. Decise di seguire il sentiero che portava all’interno del bosco. Niente di strano, perché quella strada la faceva qualche volta quando ritornava a casa dopo le lezioni.

Questo piccolo cambio di percorso lo aveva rallegrato e saltellando come un coniglio aveva preso a dirigersi verso il folto bosco.

Eliot cominciò a canticchiare un sonetto che aveva imparato durante la lezione di canto, ma non si accorse che qualcuno lo stava fissando. All’improvviso sentì un fruscio e si bloccò immediatamente. Girò più e più volte la testa, ma non riusciva a scorgere nessuno, così decise di proseguire. Ma appena ricominciò a cantare, una voce lo chiamò: “Eliot”. “Chi sei” rispose il ragazzo. E in men che non si dica si ritrovo davanti a sé un anziano elfo. “Ciao Eliot, io sono Braba un vecchio elfo che vive in questo magico bosco”. Eliot stupito si strofinò gli occhi.

“Ti ho sentito canticchiare e ti vedo sempre davanti alla finestra che sogni ad occhi aperti. Ho bisogno di un favore e so che tu hai il cuore buono” disse l’anziano elfo. “Devo ritrovare un vecchio amuleto che purtroppo ho perso l’ultima volta che sono stato a Taviticrea.” “E dov’è questa Taviticrea?” chiese Eliot. “Si trova lì dentro” e indicò la quercia.

Visto la faccia stupita di Eliot lo prese per mano e apri la quercia come una porta. “Devi entrare qui dentro e arriverai a Taviticrea. Stai attento però! In quel paese ci sono tante cose strane che potrebbero distrarti” e così dicendo spinse Eliot all’interno.

Cadendo giù nel buio, Eliot pensava di essere dentro ai suoi soliti sogni. Ma appena finì per terra si rese conto che non era così. Atterrato nella strada principale del villaggio di Taviticrea, fu subito sbalzato tra carrozze e strani personaggi che lo guardavano con fare sospetto. “Ma dove sono finito?” pensò tra sé e si alzò in piedi dirigendosi verso una locanda che aveva intravisto. Dentro alla locanda trovò Miri una giovane elfo che, appena sentito il nome di Braba, lo convinse ad aiutarlo nella ricerca dell’amuleto scomparso.

Eliot era spaventato da questo strano luogo che era Taviticrea, un villaggio popolato da elfi e da uomini grigi senza faccia. Ed erano proprio questi che lo incuriosivano ma al tempo stesso lo impaurivano. Chi erano queste persone? Erano le stesse dei suoi sogni?

Si fece coraggio e chiese alla sua nuova amica chi fossero. “Non le guardare troppo Eliot. Queste persone sono cattive e potrebbero farti male.”

Un brivido percorse la sua schiena ma aveva deciso di aiutare Braba. Dopo una giornata intera o forse più, i due riuscirono a capire dove l’amuleto era stato perso. Purtroppo per loro era stato trovato da Miobos, uno degli uomini grigi più importante e influente del villaggio.

L’incontro con Miobos fu una cosa davvero particolare: l’uomo senza volto incuteva paura e non voleva assolutamente restituire l’amuleto. Eliot aveva tanta, tanta paura ma sapeva che Braba credeva in lui e nel suo buon cuore. Così decise di farsi forza e rispondere a tono all’uomo senza volto. “Voi non mi fate paura! Restituitemi l’amuleto di Braba!” “E perché dovrei?” rispose l’uomo senza volto. “Perché io sono Eliot e non ho paura di voi!” e con queste parole Eliot si fece ancora più coraggio e prese dalle mani dell’uomo grigio l’amuleto.

Lo spirito, la determinazione e il coraggio di Eliot spaventarono Miobos che scappò a gambe levate. Finalmente l’amuleto poteva ritornare nelle mani di Braba ed Eliot tornare a casa.

Assieme Miri tornò verso la locanda dove pochi giorni prima era arrivato e ripercorrendo la strada si ritrovò davanti alla quercia da dove era entrato.

Salutò Miri che lo abbraccio forte. Apri la quercia e ci saltò dentro. Dopo un paio di secondi al buio, la luce ritornò ed Eliot si ritrovò nel bosco con Braba che lo attendeva seduto su un ramo.

“Braba ecco l’amuleto”. “Sapevo che ce l’avresti fatta Eliot e sapevo che avresti superato la tua paura”.

E così Eliot si ritrovò a casa davanti alla sua finestra. Un sogno forse? No perché tra le sue mani c’era l’amuleto di Braba. Lo strinse forte e da quel momento Eliot non ebbe più paura.

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