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Quale occasione migliore di Halloween che spendere un post del mio nuovo e bellissimo blog Geeko per parlare dei miei horror preferiti?

Oh, sì, film, libri e fumetti horror, sissignore!

Chi ha letto altri miei post sa perfettamente che sono davvero appassionato del genere, quindi non posso che continuare a parlarne in relazione alla ricorrenza di oggi e ad alcune opere che sento di consigliare.

Li metto un po’ in ordine sparso, tentando inoltre di inserire qualche bella riflessione di fondo… cominciamo!

 

  1. Shining, sia quello di Stephen King che quello di Stanley Kubrick.
     

Una delle cose più affascinanti e interessanti di Shining è secondo me il fatto che sia il romanzo originale di Stephen King sia il film del 1981 da esso tratto e diretto da Stanley Kubrick sono dei capolavori assoluti dei rispettivi campi, pur percorrendo strade leggermente diverse.

 

La trama di fondo è la stessa: i Torrance, famiglia della middle-class americana, prende in gestione la sorveglianza invernale dell’Overlook Hotel, sperduta e spettacolare costruzione turistica del Colorado, dove tempo prima sembra sia stata compiuta un’orrenda strage familiare. E poi… e poi niente, si scatenano i fantasmi!

 

Il film di Kubrick lo conosciamo in molti: è uno splendido concentrato di intuizioni visive, eventi agghiaccianti e maestria registica capace di trasformare una semplice storia di horror in una sorta di kolossal sulla follia, in cui un gigantesco Jack Nicholson tratteggia una figura non solo completamente pazza, ma soprattutto resa intimamente malvagia, e  il confine fra reale e irreale è sempre sottilissimo; c’è anche chi afferma che in fondo Kubrick giochi con l’elemento soprannaturale, ma che gli orrori che vediamo nel film non siano altro che effetti della cosiddetta “febbre del chiuso”.

Un’ipotesi suggestiva, del tutto opposta al romanzo, che invece è una storia che va a riallacciarsi quasi naturalmente alle atmosfere e i meccanismi di Edgar Allan Poe.

 

Unico libro ad avermi spaventato maledettamente, Shining riesce a costruire un climax davvero efficace, fatto di strani segnali, di costruzioni narrative altamente anomale e capaci di spiazzare e, soprattutto, di personaggi a tutto tondo.

Jack e la sua famiglia sono descritti benissimo, sono prototipi dell’americano medio a metà degli anni ’70, ricchi di sfaccettature da ricondurre anche al contesto sociale: Jack per esempio è un vero e proprio alter ego di King, non solo perché a sua volta scrittore e insegnante (come l’autore del romanzo all’epoca), ma soprattutto perché protagonista della stagione della controcultura americana, di quella della contestazione, e vittima del clima di disillusione che colpì quella generazione di attivisti politici e intellettuali che videro i loro ideali spengersi inesorabilmente.

Insomma, Shining di King è una specie di tipica storia dell’orrore costruita con un impegno e una precisione da grande opera letteraria, molto sentita dall’autore e ricca di spunti di riflessione, e penso che sia fra i punti della narrativa horror più alti di ogni tempo…

 

2. I racconti di Edgar Allan Poe
 

Va bene, ci rimango poco perché famosissimi: si possono non amare i racconti di quest’autore? Si possono ignorare anche se non si è appassionati del genere?

Secondo me no, grazie alla loro pura genialità.

C’è poco da fare: il bostoniano ha creato l’horror moderno, fatto di anticipazioni della psicanalisi, trovate narrative geniali e, soprattutto, di uno stile narrativo in grado di incantare dalla prima all’ultima pagina.

È difficile dire quale sia il mio preferito, sono tutti estremamente divertenti e assurdi, tutti assolutamente adorabili. Sono dei classici, senza altri giri di parole. Dei classici davvero ineguagliabili.

 

3. Il ciclo di Cthulhu
 

Oh, arriviamo a un autore che amo, Howard Philips Lovecraft, e arriviamo al fatto che ogni volta che mi metto a leggere i suoi racconti sono molto combattuto.

Ora, Lovecraft è un autore davvero “fico”, è stato il primo a mettere insieme la fantascienza e l’horror, a inventare davvero il concetto di “minaccia aliena”, ossia di una minaccia la cui natura è sempre dannatamente insondabile e spaventosa perché proveniente da un’altra dimensione, un altro luogo, un altro pianeta.

Cosa fa Lovecraft? Ecco, è semplice: costruisce una vera e propria mitologia di dei nati ere ed ere prima degli umani che, nonostante le loro pretese degli uomini di vivere portando avanti ideali di progresso scientifico e tecnologico, continuano e continueranno per sempre a dominare la Terra e a decidere delle vite delle masse senza essere scoperti e, anzi, continuando a essere adorati da sette di cultisti.

Quello che mi piace di Lovecraft è però il modo in cui ha descritto il New England (quindi la zona fra il Massachusetts e il confine fra Stati Uniti e Canada, più o meno) degli anni ’20: paesaggi rurali, catapecchie risalenti all’arrivo dei padri pellegrini, antiche città universitarie che ospitano biblioteche con all’interno libri che fanno impazzire la gente, e molto altro.

Sapevate che oltre ad aver ideato un vero e proprio mondo parallelo Lovecraft ha riscritto completamente la geografia della sua terra? Cambridge, storica sede universitaria, diventa l’inquietante Arkham, e persino Salem, luogo della caccia alle streghe, viene traslata nella maledetta Innsmouth.

Una vera e propria riscrittura dei luoghi nei quali Lovecraft è cresciuto, tramutati da luoghi importantissimi per la storia degli Stati Uniti a sede di orrori indicibili…

 

4. From Hell di Alan Moore ed Eddie Campbell
 

Definire From Hell, il romanzo grafico che Alan Moore ed Eddie Campbell dedicarono a Jack lo squartatore alla fine degli anni ’80, un semplice horror sarebbe ingiusto e riduttivo.

È un horror, certo, perché parla del caso del più folle e inquietante serial killer della storia occidentale, e lo fa senza risparmiarci particolari scabrosi né un’atmosfera di pura malvagità, ma From Hell è qualcosa che scava molto più in basso: un po’ romanzo filosofico, un po’ politico, grande ritratto della Londra Vittoriana.

Prendendo spunto da una delle tante teorie su chi fosse lo squartatore, e in particolare da quella secondo la quale l’assassino sarebbe stato il medico della regina Vittoria, spinto da una cospirazione massonica con l’obiettivo di mettere a tacere delle testimoni scomode, Moore costruisce un capolavoro della letteratura disegnata, ricchissimo di riferimenti all’occulto, alla Storia inglese, all’architettura, la musica, la cronaca nera… ed è anche uno dei romanzi più visionari che possiate immaginare, scritto e disegnato da due giganti.

E, qualora non vi bastasse, segnalo Providence, nuova opera del grande Alan che rilegge, a cavallo fra ricostruzione storica e horror, la vita di Howard Philips Lovecraft. Anche qui abbiamo un’opera narrativa gigantesca, basata su una profonda ricerca storica, in grado di soddisfare tanto gli appassionati di letteratura dell’orrore quanto gli appassionati di Lovecraft.

Insomma, quando Moore incontra l’horror nascono cose belle!

 

6. La cosa di John Carpenter
 

In conclusione viro sull’horror cinematografico.

Prodotto nel 1982 e fortemente influenzato da Le montagne della follia di H.P. Lovecraft, La Cosa è un racconto dell’orrore che assomiglia estremamente a un giallo: una base antartica isolata fra i ghiacci, un gruppo di uomini inquietanti, un alieno che ha preso le sembianze di uno di loro… o forse di più di uno :).

Chi sarà?

Sarà possibile salvarsi scoprendo chi è “la cosa”?

La cosa è probabilmente, assieme a Shining, il miglior film horror degli anni ’80, grazie alla splendida unione di talenti: dalla regia di Lovecraft, alla colonna sonora di un insolito Ennio Morricone, sino alla magistrale interpretazione di un Kurt Russell d’annata.

E, ovviamente, fa coppia con l’altro capolavoro di quel periodo e del genere horror-fantascientifico: Alien, del 1979.

 

Bene, questa è la mia lista, la più “transmediale” che mi sia venuta in mente.

Avrò dimenticato per strada moltissimi capolavori, ma ognuna di queste opere mi ha davvero ispirato e continua a farlo. Non c’è per me modo migliore di ispirarmi che sfogliare Lovecraft e King, pur conoscendoli davvero a memoria, e molti dei temi nei miei racconti e romanzi provengono dalla crudeltà delle narrazioni che ho elencato. Credo che siano tutte opere in grado di indagare la follia che può affliggere l’essere umano quando viene messo al cospetto di qualcosa di brutto, di lontano, sia esso un alieno, dei fantasmi, antiche civiltà.

Quasi a dire che, nel XX secolo, ciò di cui dobbiamo avere paura sia l’uomo stesso.

E questo porta il genere horror molto vicino a parlare di temi molto importanti, quasi filosofici.

 

Non mi resta che augurarvi buona lettura e visione.

 

E, ovviamente, buon Halloween.

Fabius.

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Qualche informazione su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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