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Come ogni giorno, Giorgia si reca a scuola per le solite noiosissime lezioni. Ormai è un’abitudine svegliarsi, fare colazione, prepararsi per incontrare compagni e professori, ascoltare per una mattina intera le loro chiacchiere asfissianti e restarne comunque inaridita.

Ma quel giorno, lei non sa che accadrà qualcosa di particolare. La professoressa di Antropologia, volontaria nel carcere della città, proporrà ai ragazzi di andare a trovare con lei i detenuti, a conoscere le loro vite, le loro storie di sofferenza. Giorgia rimane colpita da questo invito: si sente attratta da quel mondo particolare che è il carcere ma ne è anche intimorita perché l’incontro con il diverso, lo straordinario la spaventa sempre tanto. La professoressa Stefi, vedendola recalcitrante, cerca di tranquillizzarla, spiegandole che tutto sarà sotto controllo, che lei farà da filtro per gli studenti di fronte a quel mondo complesso e che questa esperienza potrà essere per loro un arricchimento interiore che va oltre le nozioni scolastiche.

Così, Giorgia e la sua classe salgono sull’autobus che li porta alla struttura carceraria, mentre Stefi spiega loro il programma della giornata, chi incontreranno e come dovranno comportarsi.

Giorgia si accorge che tra i compagni ce n’è uno che non aveva mai notato in particolare, Andrea, che è molto interessato e attento alle parole della prof e che, come lei, trova per quel viaggio particolare un interesse diverso dall’abitudinarietà scolastica. Entrambi non brillano di fronte alle nozioni e agli approfondimenti scolastici, ma l’idea di incontrare i carcerati e conoscere le loro storie, accende qualcosa in loro, nei loro occhi brilla una luce diversa. E quegli occhi, per la prima volta, s’incrociano e si scrutano reciprocamente, si scoprono fino a sfiorare la membrana dei loro cuori, facendola vibrare. Questa tensione s’innalza al di sopra della mediocrità dei compagni, di quei ragazzi che fanno dei videogiochi e di una piattezza di vita uniforme il tutto delle loro giornate. Li prendono in giro: Giorgia e Andrea divengono bersaglio di scherni e risa per il loro interessamento così inconsueto verso un mondo imperfetto quale quello carcerario e per questo rapporto nuovo che nasce dalle ceneri scolastiche. In particolare, c’è quel grassone di Leo, tutto muscoli e niente cervello, che si diverte a sfotterli e a prendere in giro questo rapporto neonato.

Arrivati al carcere, i ragazzi incontrano gli ospiti: ascoltano le loro storie, fanno domande e ne assorbono i drammi sociali e interiori. Giorgia e Andrea sono affascinati da quel mondo e dai racconti di quelle persone che, per un errore compiuto, si trovano a scontare una pena impossibile. Contemporaneamente, i due ragazzi non si perdono di vista e, sotto l’occhio attento della prof Stefania, sanno che quella giornata sarà la scintilla che cambierà le loro vite. S’innamorano di un amore semplice, forse ingenuo ma maturo al contempo perché basato su un’esperienza che li ha resi migliori di fronte alla pochezza di vita dei loro superficiali compagni e alla drammatica realtà di chi si trova tra le sbarre.

Il loro andare a scuola diviene viatico per l’esistenza, un elisir di lunga vita che rasserena le loro giornate, altrimenti stanche e vuote. Nulla sarà come prima ed entrambi sanno che, da quel giorno, una nuova vita li attende, una vita a due e verso gli altri: entrambi sceglieranno di diventare operatori sociali per donare il proprio tempo a chi ne ha davvero bisogno, consapevoli che il sentimento che li sta avvolgendo, supera ogni banalità.

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