Menu

Ho deciso: da questa settimana in avanti dedicherò un paio di momenti (fra pomeriggi e mattinate) alla scrittura del romanzo e dei racconti, nonché all’aggiornamento del blog e alla promozione dei miei lavori, in modo stabile e continuativo.

La scrittura e Geeko Editor sono due attività che vanno a braccetto, e senza portare avanti con serietà (ossia tirando fuori dal cilindro spazi adeguati per il loro sviluppo) l’una, non posso portare avanti neanche l’altra.

Durante queste sessioni vorrei scrivere qualche racconto da caffè, lavorare alla mia ambientazione fantascientifica, portare avanti altri progetti narrativi che ho rimandato al 2018.

Ma, soprattutto, lavorare al nuovo libro.

Non si può non concentrare tutte le forze su un progetto di questo tipo; l’altro giorno, con Alba, Lidia e Ivan, parlavamo di cosa significhi davvero portare avanti un libro.

Ecco, si tratta di uno sforzo immane, per me.

A prescindere da quanto un romanzo sia amato dal suo autore, nel momento della scrittura può sorgere un problema abbastanza gravoso. Il romanzo, per quantità di eventi, personaggi e semplicemente “cose” raccontate, è una sorta di “universo” a sé stante, più che una semplice storia. Ne vanno curati tutti gli aspetti, dall’ambientazione alla coerenza con l’idea che ci si era preposti di sviluppare sino alla caratterizzazione dei personaggi, per finire con il rispetto delle necessarie norme grammaticali e sintattiche.

Potrei usare molte metafore per parlare dello sviluppo di un romanzo; a volte lo paragono a un “bimbo” che cresce, ma è una metafora fallace. Preferisco infatti molto di più la metafora del palazzo.

Quando un’impresa di costruzioni tira su una palazzina, il team deve curare ogni aspetto di questa costruzione, dalla progettazione iniziale sino alle ultime verniciature a poche ore dalla consegna delle chiavi al committente.

Per un libro, secondo me, è esattamente la stessa cosa: si parte da un’idea iniziale, si butta giù una prima stesura caotica, si passa a una seconda più ordinata (teoricamente) e si va verso la rifinitura attraverso il taglio dei passi inutili e al raffinamento dello stile.

Quanto tempo ci vuole?

Vorrei tanto rispondere “ci vuole il tempo che ci vuole”, ma è una cosa abbastanza dolorosa da scrivere, in quanto non da’ certezze, e ti lega indissolubilmente alla possibilità di portare avanti un lavoro per anni.

In realtà io sono a buon punto (direi che, fra prima e seconda stesura, il romanzo sia completo al 50%,), ma le cose da fare sono ancora moltissime, e la pazienza e il tempo scarseggiano.

Vedremo come andrà. Intanto sono già le 9:11, e io alle 10:30 devo uscire per una commissione.

Il tempo di creare una copertina per quest’articolo, e dovrò mettermi seriamente al lavoro.

Buona giornata a tutti!

Qualche informazione su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

Vedi tutti i post
No Posts for this author.
0