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È fra le domande che albergano nella mente di quasi tutti i più distratti fra i lettori di fumetti; la questione che viene dibattuta con più passione, che crea maggior interesse e fa nascere sempre confronto. Anche una delle più affrontate. Cerchiamo di fare il punto della situazione e di tentare di capire insieme. La domanda è: cosa cambia fra comics e manga?

1.     Il mondo alla rovescia

Innanzitutto dobbiamo immaginarci alle prese con un confronto in carne ed ossa fra i due prodotti; cosa cambia? Semplice, al primo approccio notiamo subito che il distinguo più grande lo fa il disegno. Quello giapponese è semplice, più o meno ottenuto usando le stesse forme, espressioni, e…

Cavolo, ‘spetta un po’. Questo fumetto è alla rovescia. Stampato alla rovescia.

Caspita, si legge da destra verso sinistra. Ed anche le pagine si leggono… eh, da destra verso sinistra.

Urka, direbbe Goku di Dragon Ball.

Ma voi lo direste davvero? Quello su questa differenza culturale, che in Giappone vale anche per altri generi del formato libro, è ormai un “segreto di pulcinella”, riportato in tutti gli articoli che vogliano dare un ritratto del manga. Si tratta di una dinamica culturale; la tradizione occidentale ha codificato un certo tipo di volume, a cui ci si approccia con un metodo X, mentre quella orientale ne ha prodotto un altro completamente diverso, a cui ci si approccia con Y.

Bene, fatti i conti con questa ovvietà, perché chi scrive pensa che di ovvietà si tratti, passiamo alla “ciccia”.

2.     Il disegno

Torniamo al disegno, vera “carta d’identità” di una tradizione fumettistica. 

Dicevamo, il disegno del fumetto giapponese è molto codificato. A meno che non si stiano leggendo opere particolarissime, di autori che hanno sfidato le convenzioni avvicinandosi ad esiti più sperimentali, il manga presenta dei disegni essenziali; particolareggiati e caratterizzati, eh, certamente, ma essenziali. Pochi segni di matita delineano volti, dettagli e movimenti, pose, capelli. Un disegno in pieno stile manga è subito riconoscibile immediatamente nel suo essere elementare, laddove, invece, il comics presenta un disegno più profondo, realistico, personale. Ancora una volta, non si tratta di privilegiare l’uno o l’altro formato; e non si tratta neanche di affermare, banalmente, che entrambi sono importanti al tempo stesso. Si tratta di riflettere in maniera massmediologica su come la mente umana abbia, in parti del globo così diverse, partorito due stili tanto diversi. Ma andiamo ancora più in profondità.

3.     Il ritmo

Scott McCloud, fumettista americano, anni fa ha scritto e disegnato un divertente volumetto, Capire il fumetto, nel quale si parla dei processi che collaborano alla costruzione di un fumetto come mass medium. È una lettura intelligente e stimolante, che ha trovato fan anche in accademici come Umberto Eco.

Bene, McCloud tratta il manga riflettendo sul fatto che esso è un medium “lento”: tante vignette sono dedicate a scene di completo silenzio fra i personaggi, mettendo il focus sull’osservazione di una situazione e di un determinato momento, invitando il lettore ad un contatto più profondo con la storia narrata. Il comics viceversa ha un ritmo molto più “da action”, storie più improntate sul conflitto totale fra i personaggi. Nota l’autore come si tratti dell’eredità di una tradizione culturale tutta basata sull’introspezione la meditazione, lontana anni luce dagli stilemi del thrilling alla base delle storie del fumetto americano.

E arriviamo, allora, alla conclusione.

4.     Un formato per tutte le storie

Il punto è questo: anche se anche in Occidente abbiamo avuto comics che hanno saputo raccontare bene storie importanti e fuori dai canoni dell’avventura e dei supereroi, il manga ha sempre affrontato tutti i generi della narrativa popolare, dalla commedia sino alla fantascienza. Ma affrontato davvero, ed in maniera da tirare su un mercato aperto a tutte le storie, variegato, pieno di scelte. In Giappone il fumetto è opera d’arte e strumento di comunicazione davvero riconosciuto e popolare, molto più importante del cinema. Una sorta di letteratura popolare, molto forte ed indirizzata anche agli adulti (ma suddivisa in forti fasce di età). Cosa che in Occidente, dove se ti beccano a leggere V for Vendetta spesso ti prendono per pazzo, ancora non ha preso piede.

Con buona pace di maestri come Moore, Miller o Eisner.

 
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Due cose su Fabio Antinucci

SMM e copywriter @Geeko Editor di giorno, scrittore e supereroe di notte. Scrivo roba horror, fantasy e di fantascienza, leggo e guardo un po' di tutto.

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