Menu

Aiutami. Dico a te, a te che adesso stai leggendo questo brano. Non mi conosci (le possibilità di “non conoscerci” sono maggiori o quantomeno pari, a quelle di incrociarci per strada), eppure in qualche modo, se al termine della lettura, sarai giunto al punto di questa storia, avrai passato con me circa sei minuti della tua vita. Quindi, aiutami. Dammi una mano. Qui di fronte a me c’è una ragazza. Non voglio più dimenticarla e solo tu puoi aiutarmi. Si, hai capito bene. (Lo so che sembro Calvino in Se una notte d’inverno…, ma non faci caso). Faccio un passo indietro.

Hai mai pensato a quante vite attraversano la nostra quotidianità? Hai mai stimato quante persone incrociamo nell’arco della nostra esistenza? Persone che sfioriamo, affianchiamo, ascoltiamo, guardiamo, anche solo per pochi attimi? Hai mai pensato a chi ti passa accanto in autobus o lungo le vie del corso? Potresti aver sfiorato un genio della chimica molecolare o la prima ballerina del balletto di Milano, in viaggio verso Rimini per l’Anna Karenina con musica di Tchaikovsky. Potresti aver incrociato il futuro regista premio Oscar 2020 o cedere il posto a sedere a un’anziana signora, che in realtà è stata la principessa di un regno che non c’è più o che non è ufficialmente riconosciuto, come l’Isola di Man. Hai mai pensato a cosa diventerà il ragazzo che ascolta musica a tutto volume immerso nei suoi pensieri. O la ragazza con gli occhiali intenta a sottolineare un testo di Diritto, seduta di fronte a te proprio in questo momento?

Potrebbero essere persone eccezionali o i più grandi criminali di tutti i tempi. Assassini seriali o maniaci compulsivi. Persone che cambieranno la storia di tutta l’umanità o solo quella di un ristretto nucleo di persone. O semplicemente la tua. Persone che cambieranno la tua storia, compromettendola per sempre.

Ti è mai capitato di pensare che la persona, con cui distrattamente stai intersecando un tuo momento, potrebbe condividere con te un arco temporale più o meno lungo (con tutto ciò che ne consegue, soprattutto in termini emozionali)? Magari diventerà tuo marito, un tuo collega o lo troverai seduto dietro la vetrata dell’ufficio postale.

Ti starai chiedendo se questa è una finzione letteraria. Può darsi. Ti starai domandando se è uno di quei giochi da corso di scrittura creativa. La risposta è no. Sono ispirata da un libro che ho letto qualche giorno fa (pubblicato da una giovane casa editrice…c.d. @geekoeditor). Ma forse ti starai anche domandando perché non voglio più dimenticare la ragazza che ho di fronte. Intanto, dimentica quanto ho scritto sopra e leggi quanto è scritto nel periodo dopo la parentesi tonda (questo non toglie che la ragazza qui presente, un giorno potrebbe diventare direttore generale delle poste o delle ferrovie cit. Bennato). Ogni giorno perdiamo pezzetti di vita a favore di partizioni di dischi fissi, preferiamo pixel a occhi, scegliamo di accarezzare un display piuttosto che la pelle viva e calorosa. Io in questo momento con questi bit voglio trasformare l’immagine che ho di fronte in parole. E difronte a me, da qualche minuto, ovvero da quando ho iniziato a scrivere, c’è una ragazza. Questa ragazza.

Se riuscirò a tenerti con me, fino alla fine di questo testo, ci sarò riuscita. E non sarò più la sola a conoscerla. Se per qualche motivo dovessi dimenticarla, potresti ricordarla tu per me. Se addirittura riusciamo a far leggere queste parole ad altri, le possibilità che quella ragazza, passi inosservata diminuiscono. Ogni qualvolta qualcuno leggerà queste parole, lei, la nostra ragazza sarà ricordata. Ma la cosa straordinaria è che forse lei non lo saprà mai.

Iniziamo a fissarla. Ti aiuto io (potrei farle una foto, ma non sarebbe divertente e nemmeno da aspirante scrittrice). Inizio dalla pelle. Dalla carnagione, suona meglio carnagione, non trovi? Quindi la sua carnagione è… devo trovare una parola esatta per descrivere la tonalità di colore. Purtroppo non sono brava con i nomi dei colori, dovrei studiare meglio quest’argomento. Guardo un attimo su internet (ci penso io). Tu non ti accorgerai di quanto tempo impiego per farlo. Resta lì. Pantone 109-7 C, ma non rende. Per altro il colore potrebbe essere alterato dal neon del treno. Trovi più efficace “caramello”? Io sì, un caramello al latte. Ora che abbiamo attribuito un colore alla carnagione passiamo alle mani.

Le mani sono un elemento fondamentale. Ci sono molteplici modi per descriverle e mille piccole parti da raccontare. Dita, nocche, unghie, falangi, anelli, movenze, linee e potrei continuare (t’invito a leggere sul sito dell’accademia della crusca la diatriba tra palmo e palma della mano, che, per non scontentare nessuno non ho in precedenza inserito nell’elenco). Partiamo dal colore, ancora. O meglio da un particolare colorato. Sono chiazzate di rosso, per il freddo immagino, anche se in questo momento in treno ci sono… non so quanti gradi ci sono, ma la temperatura è confortevole. Quindi in treno si sta bene, fuori fa freddo (lo so, il confort climatico è molto soggettivo). Ciò non toglie che le sue mani sono chiazzate di rosso, o meglio di un rosa acceso. Le unghie non sono curate ma nemmeno messe male (a mio insindacabile giudizio). No smalto. Naturali. Movimento: le muove con dolcezza – delicatezza, se scrivo delicatezza rendo meglio l’idea – anche se il suo viso non dà la stessa impressione. Mi da l’impressione di essere troppo impostata. Ma torno alle mani. Delicatezza. Non indossa monili alle dita, e sarà difficile misurargli la linea della vita. Quindi almeno per le mani devo fermarmi qui. Anche perché mi ha appena fissato. Ho fatto una figuraccia, era meglio se non distoglievo lo sguardo furtivamente (cit. libro Brucia di @inverosimilmente).

Mi piacerebbe descrivere i suoi lineamenti. Ha qualcosa di asiatico, forse la serietà di alcune giapponesi discendenti da clan storici. Ma potrebbe ingannarmi la montatura pesante dei suoi occhiali. Pesante poi. I materiali plastici possono simulare la gravità ma essere leggerissimi. Quindi tratti asiatici, leggeri ma visibili, più nipponici che mandarini. Rifletto un secondo. Le fisionomie dell’est sono difficili da distinguere per noi caucasici.

Mentre io focalizzo lo sguardo sul monitor del pc per non farmi cogliere ancora in flagrante, si passa la mano nei capelli e noto che indossa auricolari senza filo. Che ne dici le sussurriamo qualcosa? Non può sentirci e ci sono altre persone. Terminiamo la descrizione. Carnagione ok. Mani ok. Occhiali ok.

Probabilmente scende prima di me perché comincia a indossare la giacca. O semplicemente il mio sguardo le sta dando fastidio e vuole cambiare carrozza. Devo, dobbiamo, fare in fretta, mancano pochi minuti alla stazione di Pisa. Dato che le possibilità di rivederla sono legate al caso ho bisogno di mettere giù altre informazioni.

Stazza. No, stazza non mi piace. Potremmo usare taglia, ma sarebbe una semplice attribuzione di un valore. Possiamo fare meglio. Da seduta non riesco a stimare la sua altezza ma con il capo arriva al poggiatesta, mi volto per vedere io dove arrivo rispetto a lei e capisco che è più alta di me, anche perché non è seduta ad angolo retto, piuttosto direi è scivolata in posizione scoliotica. Indossa un paio di jeans stretti e strappati, che mostrano una struttura muscolare delle gambe, notevole. Deve essere una sportiva.

Adesso è intenta a guardare il monitor del telefonino. Descrivano le labbra. Sono carnose ma non in maniera esagerata e se dovessi indicare il loro colore, potrei direi pomodoro cotto, ma ricordati che sui colori non sono la più preparata. Senza trucco. Sul trucco invece sono fortissima (vedi dopo), ma non ha nemmeno un filo di fard, quindi non posso sfoggiare le mie conoscenze.

Mi rimane davvero poco tempo. Ho l’impressione che il tizio che ho di fianco stia leggendo su mio pc. Bene. Ricorderà anche lui la ragazza.

  • STAI LEGGENDO? BENE, CONTINUA PURE CARO SCONOSCIUTO CHE STAI FISSANDO IL PC.

Noi, tu ed io, o io e noi, ricorderemo i suoi baffi grigi e la sua pelle rugosa, che sembra un canyon (mi riferisco al tizio adesso).

Comunque ha i capelli lisci, color nocciola. Meglio appuntarlo subito. Intendo la ragazza. E qualche lentiggine sparsa sulle guance. Osservo ancora le sue mani, perché dai polsi pende all’improvviso un simpatico bracciale. Simpatico, perché ho usato questo termine? Non mi ha raccontato nulla. Uso un altro trucco. Come ho detto sono un’esperta. Prendo il telefono apro Google e scrivo [dizionario simpatico].

Simpatico sim·pà·ti·co/aggettivo: Dotato di qualità che suscitano simpatia, spec. nei rapporti umani: non è bella, ma è s.; un viso, un modo di fare s.; anche s.m. (f. -a ). “quel tuo amico è un gran s.”

Non la conosciamo, ma continuo a leggere sul dizionario. Cerchiamo qualcosa per il braccialetto.

estens. Piacevole, divertente: una s. serata; lusinghiero, benevolo. “ha avuto espressioni molto s. nei tuoi confronti”; Come s.m. con valore neutro, in espressioni negative, sconveniente o scortese. “non è s. trattare in questo modo i colleghi”.

Tra un po’ ci siamo. Ho anticipato con gli occhi la parte di definizione che mi serve.

Di suono che si produce per risonanza di un altro. Corde simpatiche, quelle della viola d’amore che corrono sotto le corde superiori; dette anche corde di risonanza. Inchiostro simpatico, inchiostro la cui scrittura diviene visibile solo se sottoposta a speciali trattamenti.

Scacco matto, è appena scesa. Resto a guardarla ancora un po’ dal finestrino, durante la sosta. Mi fa una smorfia. Per ricopiare la definizione di “Simpatico”, l’ho persa. Non è simpatico trattare così chi ti sta descrivendo. Il tizio baffuto fa spallucce e mi strizza l’occhio.

Risonanza, salgono due ragazzi, inizio a fissarli e ricomincio… Ho ancora un’ora di viaggio. Quante persone incrociamo nel corso delle nostre vite?

 

Due cose su MaddalenaValentinah

Maddalena Valentina, alterego di Valentina Maddalena. Una ragazza (o forse due) che adorano la scrittura. Le nostre storie sono diametralmente opposte. Maddalena è di Eboli e Valentina di Cercola - o viceversa - (anche se adesso vive al nord). Si sono incontrate a Lourdes (forse) o al liceo Garibaldi di Napoli? All'università a Pisa o a Praia a Mare sulla spiaggia? Buona lettura a tutti

Vedi tutti i post
No Posts for this author.
[Voti: 3    Media Voto: 4.3/5]

Le recensioni di questo racconto

Non ci sono recensioni per questo post